Lavori Pubblici

Istat: costruzioni e immobiliare anelli deboli dell'economia

Massimo Frontera

A fronte di segnali incoraggianti dell'industria manifatturiera, per la produzione edilizia e le costruzioni in generale prosegue il trend di calo

I tenui segnali di miglioramento dell'economia italiana interessano solo i settori della produzione industriale, con una sostanziale tenuta del comparto dei servizi e del commercio. Tutt'altro discorso per tutte le attività legate alle costruzioni, che manifestano invece ancora una tendenza alla diminuzione di tutti gli indici, con segnali di risveglio dell'attività immobiliare tutta da verificare.È questo - in estrema sintesi - il quadro dell'Istat che si legge nella nota mensile sulla congiuntura italiana pubblicata oggi aggiornata con i dati di febbraio.

Le previsioni 2015
La crisi del 2012-2013, dice l'Istituo di statistica, «ha ulteriormente contratto la quota degli investimenti sul Pil. Solo nell'ultimo trimestre del 2014 gli investimenti hanno registrato una prima variazione positiva (+0,2%). Il leggero rialzo ha riflesso l'incremento della componente delle macchine, attrezzature e armamenti (+1,4%), il rallentamento della caduta delle abitazioni (-0,1%) e la variazione positiva per i prodotti della proprietà intellettuale (+0,2%)». Male invece l'edilizia: «È rimasto decisamente negativo l'andamento delle altre opere di costruzione», aggiunge la nota.
Nel 2015, stima l'Istituto, la crescita degli investimenti si attesterà all'1,2% e sarà trainata principalmente dalle macchine e attrezzature e dalla spesa in beni della proprietà intellettuale, «a cui si accompagnerà un lieve recupero della componente residenziale». «La dinamica degli investimenti in altre opere di costruzione - si legge ancora - risulterà in lieve rallentamento nell'anno in corso. La dinamica degli investimenti fissi lordi è prevista rafforzarsi nel 2016 (+2,5%) e nel 2017 (+2,8%)».

La situazione
«L'attività produttiva dell'industria manifesta segnali positivi legati a una crescita dei beni strumentali - rileva l'Istituto di statistica -. Le esportazioni nell'area extra-Ue si rafforzano in linea con gli effetti attesi dal deprezzamento del tasso di cambio dell'euro. Tali andamenti non trovano ancora riscontro nelle dinamiche del mercato del lavoro mentre rallenta la fase deflazionistica. Sebbene l'indice sulla fiducia delle imprese abbia mostrato un lieve calo ad aprile, l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana è risultato positivo per il quarto mese consecutivo».

Fin qui il quadro complessivo. Quando però si passa all'esame dei singoli comparti economici, cominciano le differenze. «A febbraio - segnala infatti l'Istat - l'attività produttiva ha continuato a mostrare andamenti differenziati tra i settori produttivi, con un rialzo nell'industria in senso stretto e una nuova flessione nelle costruzioni». Più in dettaglio: a febbraio la produzione industriale è aumentata dello 0,6% rispetto al mese prima. Incremento congiunturale anche per il fatturato industriale (+0,4%), anche grazie a una buona performance sui mercati esteri (+0,6%). Buone notizie anche dall'indice sulla fiducia delle imprese, che ad aprile è risultato in leggero aumento rispetto a marzo (+0,4%).

Costruzioni depresse
Venendo alle costruzioni, la musica cambia. A febbraio la produzione ha visto un calo congiunturale dell'1,2%, tornando indietro rispetto all'equivalente tasso di crescita congiunturale che si era registrato nel periodo dicembre 2014-febbraio 2015. Consola il fatto che l'evoluzione su base annua, pur negativa, ha fatto segnare una attenuazione: -0,8% rispetto al -2,2% di gennaio. «Indicazioni favorevoli» arrivano dall'attività immobiliare, grazie all'ultimo trimestre del 2014, che ha visto tornare in positivo le compravendite sia di case (+1,6%), sia di uffici (+3,2%). Ma non così per i prezzi, che ha visto proseguire la tendenza alla diminuzione congiunturale (-0,8%). Ad aprile le attese degli operatori «relative agli ordini, ai piani di costruzione e alle prospettive occupazionali del settore hanno registrato un leggero calo, determinando una flessione del clima di fiducia (circa 3 punti su marzo)».

Lavoro e occupazione. Ad aprile, dice l'Istat, «le previsioni degli imprenditori sulle tendenze
dell'occupazione per i successivi tre mesi mostrano un miglioramento nel comparto della manifattura, mentre permangono stabili nelle costruzioni e in diminuzione nel comparto dei servizi».

La nota dell'Istat sulle prospettive per l'economia per il 2015-2017
La nota mensile dell'Istat sull'andamento dell'economia italiana


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