Lavori Pubblici

Costruzioni, ad aprile la fiducia delle imprese torna a scendere

Massimo Frontera

Nel mese che precede l'apertura dell'Expo l'indice della fiducia delle imprese di costruzioni è tornato a scendere. È il primo calo dall'inizio dell'anno

«È questo il momento di investire le risorse per far ripartire l'edilizia». L'appello del presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, nel giorno del "building day" , ennesima iniziativa pubblica di stimolo al governo per attuare le misure per riaprire i cantieri, è del 29 aprile. Il giorno successivo, l'Istat ha diffuso l'ultimo aggiornamento sull'indice di fiducia delle imprese delle costruzioni , quasi a significare che l'appello dei costruttori arriva a tempo scaduto. La notizia non è buona. La rilevazione relativa ad aprile mostra che la fiducia delle imprese è tornata a scendere, dopo un incoraggiante trend in salita nei primi tre mesi precedenti.

L'andamento dell'indice ha visto a gennaio un punteggio pari a 107,2, salito leggermente a 108,5 il mese successivo, con un buon salto positivo a marzo che ha visto l'indice "schizzare" a 116 punti. Poi, però, è arrivato aprile, con l'indice che ha visto un rimbalzino negativo, scivolando a 113,3 punti.

Il peggioramento delle aspettative sul futuro è comune anche ai consumatori. L'Istat registra infatti contrazioni in tutti e quattro gli indici che misurano la fiducia delle famiglie:
clima di fiducia dei consumatori (108,2 ad aprile contro il 110,7 di marzo); clima economico (134,4 contro 144,1); clima personale (98,9 contro 99,7); clima corrente (101,3 contro 102,2); clima futuro (118,6 contro 123,6). Insomma un rannuvolarsi compatto circa le previsioni dei consumatori sul proprio reddito disponibile. Timore e sfiducia prima o poi si riflettono sulle decisioni di acquisto di beni durevoli, cioè principalmente l'acquisto di automobili e l'investimento nella casa. Le tavole dell'Istat (tabella 4d) evidenziano un'incertezza crescente. Rispetto a gennaio scorso, diminuisce il già esiguo campione di famiglie che si dichiara certa di acquistare un'abitazione nel prossimo futuro (da 0,8% di gennaio a 0,6% di aprile). Stessa cosa per quanto riguarda la decisione di intervenire sull'abitazione con opere di manutenzione (da 5,0% di gennaio a 4,8% di aprile). Più in generale, aumenta l'area di incertezza, cioè delle famiglie in bilico nella decisione di investimento. L'unico elemento positivo è la leggera contrazione della maggiore quota del campione, rappresentata dalle famiglie arroccate sulla decisione certa di non investire, né nell'acquisto della casa, né nella sua manutenzione. Ebbene, nel primo caso, le famiglie "negative" si assottigliano leggermente, passando dal 94,5% del campione registrato a gennaio al 93% di marzo. Stesso trend per quanto riguarda la manutenzione: si è passati dal 74,7% di gennaio al 67,6% di aprile.

Il comunicato dell'Istat diffuso il 30 aprile Le tavole con le serie storiche


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