Lavori Pubblici

Ance: piano urgente di 5.300 opere, decreto per rilanciare i cantieri

Giorgio Santilli

I costruttori presentano il piano al Governo e chiedono lo stralcio di alcune norme urgenti previste nella riforma degli appalti

L'Ance rilancia oggi il piano urgente di lavori pubblici già inviato a Palazzo Chigi con una lista di 5.300 piccole opere per 9,8 miliardi, in gran parte attuabili in tempi rapidi, ma lo farà con una sorpresa: la richiesta da parte del presidente dell'associazione Paolo Buzzetti di un decreto legge che contenga uno stralcio di riforma del codice degli appalti.
Le regole semplificate che dovrebbero entrare nel decreto legge andrebbero utilizzate anzitutto nell'attuazione del piano urgente proposto a Palazzo Chigi e al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Si tratta di sette regole che, secondo l'Ance, garantirebbero la realizzazione dei progetti «in tempi certi, costi adeguati e metodi trasparenti»:
1) prevedere commissioni di gara con membri esterni alla stazione appaltante, estratti per sorteggio da un elenco tenuto dall'Anac;
2) vietare l'offerta economicamente più vantaggiosa per i piccoli lavori (sotto i 2,5 milioni di euro) e limitarla, fino a 5 milioni , ai soli lavori complessi;
3) prevedere l'estrazione, solo dopo la presentazione delle offerte, del metodo di determinazione della soglia di anomalia;
4) eliminare la sanzione pecuniaria per le dichiarazioni di irregolarità in gara;
5) tutelare le imprese sane nelle Ati, in caso di crisi aziendali;
6) affrontare il problema delle categorie specialistiche previste in gara, in vista della prossima scadenza della norma ponte prevista dalla legge 80/2014, all'articolo 12, comma 5;
7) garantire più controlli e responsabilità di risultato, tornando alla figura dell'ingegnere capo.

L'Ance darà oggi altri dettagli del piano delle opere urgenti presentato a Palazzo Chigi e a Delrio. L'importo medio è di 1.854 milioni, ma al Sud sono state scelte opere di taglio dimensionale maggiore (con una media di importo di 3.430 milioni) mentre nel centro nord si è preferito puntare su tagli piccoli e piccolissimi: 695 milioni di importo medio nel nord-ovest, 658 milioni nel nord-est, 833 milioni nel centro Italia.

Sul piano della cantierabilità, lo studio dell'Anas evidenzia che il 54% delle opere per un valore pari al 44% del totale ha un progetto esecutivo immediatamente cantierabile e un altro 21% per un valore pari al 30% ha un progetto definitivo che potrà essere reso esecutivo e cantierabile in tempi rapidi. «Il 75% dei progetti segnalati - conclude l'Ance - è a un livello di progettazione che può garantire una rapida cantierabilità». Oggi sarà probabilmente possibile capire se le opere proposte sono utili solo per riavviare il settore o anche per la fruizione che ne farà la collettività.


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