Lavori Pubblici

Aipark: rimettere i parcheggi al centro delle strategie della mobilità

Giuseppe Latour

E' l'invito proposto nel corso di un convegno organizzato dall'associazione italiana degli operatori del settore della sosta e dei parcheggi

Rimettere i parcheggi al centro delle strategie della mobilità. E attuare politiche innovative per la tariffazione delle soste, che puntino sulle tecnologie digitali e che, in altri paesi, come gli Stati Uniti, sono già utilizzate. E' l'invito arrivato venerdì mattina nel corso di un convegno organizzato da Aipark, l'associazione italiana degli operatori del settore della sosta e dei parcheggi. Gli interventi necessari partono dalla dotazione strutturale ma riguardano da vicino anche il tema dei servizi offerti. Senza contare che le amministrazioni dovrebbero fare di più in termini di programmazione e controlli.

"La sosta – spiegano dall'associazione – è un settore la cui attività prevalente è il servizio, genera opportunità per il settore delle costruzioni, delle tecnologie, e offre importanti opportunità occupazionali: il gap infrastrutturale è attualmente stimato in 650mila posti auto". Il tassello fondamentale del sistema è la sosta a pagamento, "il regolatore della domanda a vantaggio dell'equilibrio generale del sistema della mobilità".

Lo studio dell'Università di Brescia
Per fotografare la situazione italiana, nel corso della giornata, sono stati presentati due approfondimenti, preparati dalla Sapienza di Roma e dall'Università di Brescia. Il primo ha dato numeri interessanti sull'accessibilità fisica ed economica di parcheggi in Italia. Attualmente il nostro paese ha un rapporto completamente sbilanciato tra i posti su strada e quelli in strutture coperte. Quattro su cinque tra le principali città analizzate presentano un rapporto a netto favore dei primi: Napoli Genova, Bologna e Torino. Questo si accompagna a tariffe troppo basse. La media europea è di 2,58 euro all'ora: tutte le città italiane principali sono sotto questo livello. A Roma, addirittura, c'è una delle tariffe più basse d'Europa, soprattutto se rapportata al Pil della Capitale.

I numeri della Sapienza
Per questo la seconda ricerca punta decisamente nella direzione della tariffa variabile della sosta. L'idea è che si possono introdurre pagamenti variabili a seconda della durata della sosta, del periodo della giornata o del giorno della settimana. Addirittura, le tariffe possono cambiare a seconda del numero di stalli occupati rispetto al totale di quelli disponibili. Oppure, si può arrivare a forme di tariffa calibrate dinamicamente, in tempo reale, supportate da sistemi di Intelligent transport system. Modelli di questo tipo vengono usati in altri paesi: ad esempio a San Francisco sono stati sperimentati con risultati sorprendenti in termini di disponibilità dei posti e di tempo necessario a parcheggiare.

Le richieste
Così, dall'associazione arriva l'invito a fare scelte strategiche nuove. Che partano dalla realizzazione di strutture di parcheggio, reinvestendo una parte degli utili provenienti dalla tariffa, sul modello di quello che viene fatto in altri settori. I gestori, in questo senso, si dicono disponibili a mettere mano a risorse private. Questa azione, però, deve essere collocata in un contesto più ampio, che riveda sulla base di principi più moderni i sistemi di tariffazione e controllo.

Il caso di Roma
L'esempio di Roma, in questo senso, viene riportato come un caso negativo dal quale partire. Alcuni dati sulla zona di via Cola di Rienzo, da sempre votata al commercio, danno l'idea della situazione. Qui dominano i parcheggi abusivi, con circa il 30% della domanda di posti auto fuori dalle regole fissate dal Comune. Inoltre, c'è il problema di uno scarso livello di controllo e di una fortissima domanda dei residenti (circa il 50%) che assorbe quasi tutta la disponibilità dell'area. Un caso particolare che dice molto delle problematiche tipiche del nostro paese.


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