Lavori Pubblici

Fondi Ue, la Commissione apre alle revisioni last minute per centrare la spesa 2015

Alessandro Arona

Visita al Sud della Commissaria alla Coesione Corine Cretu: «Siamo pronti a valutare le proposte dell'Italia» - Spesa al 71% nel 2014, resta solo un anno, probabile l'utilizzo dei «progetti sponda»

L'Europa non concederà nessuna proroga alla scadenza ultima del 31 dicembre 2015 per la spesa dei programmi strutturali (Fesr-Fse) 2007-2013: la proroga - chiesta nel 2014 da alcuni paesi (ma non dall'Italia) - è già stata respinta dal Consiglio europeo di dicembre, e non c'è nessuna possibilità che la questione venga riaperta.
Ma la Commissione valuterà con la massima apertura e disponibilità le proposte di riprogrammazione presentate anche all'ultimo momento dagli Stati membri in ritardo con la spesa (tra cui l'Italia) al fine di centrare gli obiettivi di certificazione della spesa e dunque evitare di perdere parte dei finanziamenti europei (27,9 miliardi di euro nel 2007-13 per l'Italia). La Commissione darà in sostanza ampia disponibilità all'utilizzo dei "progetti sponda" (o "restrospettivi"), e cioè la rendicontazione di spesa utilizzando interventi già realizzati con fondi ordinari.

È quanto emerso nell'incontro di giovedì 23 aprile tra la Commissaria europea per la Politica regionale Corina Cretu e il responsabile del governo per i fondi strutturali, da pochi giorni il sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenti dopo il passaggio alle Infrastrutture di Graziano Delrio (che mantiene la delega per il Fondo sviluppo e coesione, l'ex Fas, i fondi nazionali per le aree svantaggiate). All'incontro erano presenti lo stesso Delrio e i presidenti delle Regioni Campania (Stefano Caldoro), Sicilia (Rosario Crocetta) e Calabria (Mario Oliverio): non a caso i quattro programmi italiani più in ritardo (a fronte di una spesa media a fine 2014 pari al 70,8% del totale) sono il Pon Reti (infrastrutture, spesa al 50,4%), Por Campania (spesa al 55,7%), Por Sicilia (56,5%), Por Calabria (spesa al 59,7%).

La commissaria Cretu ha riconosciuto gli sforzi compiuti dall'Italia negli ultimi anni per recuperare i ritardi: «Congratulazioni all'Italia - ha detto - per gli sforzi e i risultati ottenuti». La percentuale di spesa sui programmi 2007-13 era solo del 25% a fine 2011, salita al 36% nel 2012, 52,7% nel 2013, infine al 70,8% a fine 2014.
«Tuttavia - ha ricordato la Cretu - la performance dell'Italia resta al disotto della media Ue» (70,8% contro l'80,4%; peggio di noi solo Bulgaria, Slovacchia, Romania e Croazia). «E restano solo 8 mesi per recuperare, l'Italia deve raddoppiare gli sforzi», ha aggiunto. Nel 2015, infatti, l'Italia deve spendere e rendicontare in tutto 13,6 miliardi di euro, una cifra imponente se pensiamo che nonostante gli sforzi nel 2014 sono stati rendicontati solo 7,5 miliardi, e nel 2013 5,7 miliardi.
«L'Italia non ha chiesto proroghe - ha affermato Delrio - dobbiamo ridurre la spesa corrente e fare più investimenti, dobbiamo dimostrare che il Sud è in grado di recuperare i ritardi e utilizzare fino in fondo le risorse europee 2007-13. Se questo avverrà il Sud potrà beneficiare nel 2015 di aumento del Pil del 2-2,5%».

Questa spesa record di 13,6 miliardi in un anno, però quasi sicuramente non ci sarà, anche se l'Italia riuscirà a rendicontarla. Magie contabili? No, "trucchi legali", ammessi dalla prassi della Commissione europea. «Abbiamo elaborato insieme alle Regioni e al governo italiano - ha detto la Cretu - piani di azione per migliorare il monitoraggio della spesa ed effettuare revisioni finali dei programmi per centrare gli obiettivi finali. Siamo ora disponibili a valutare le proposte concrete del governo italiano». «C'è stato un clima di grande collaborazione nell'incontro», ha affermato il sottosegretario Claudio De Vincenti.

Il governo italiano, in sostanza, presenterà nei prossimi mesi delle proposte di riprogrammazione dei singoli piani (senza cambiare i totali di ognuno), che in parte cercheranno di spostare risorse da progetti fermi o in ritardo (ad esempio grandi lavori pubblici) verso interventi a spesa rapida (piccole opere, aiuti alla ricerca e alle Pmi), ma soprattutto, visto il poco tempo disponibile, sposterà fondi verso "progetti retrospettivi" (o "sponda"), cioè interventi già fatti o con avanzata spesa, finanziati con fondi ordinari, purché ovviamente compatibili con i requisiti europei per i programmi Fesr e Fse: si potrà dunque rendicontare spesa (che però non è spesa aggiuntiva 2015), liberando così risorse per altri interventi, da decidere senza i vincoli eruopei dal 2016 in poi.


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