Lavori Pubblici

Delrio: «Più trasparenza e meno grandi opere. Bonus fiscali da ampliare»

Alessandro Arona

Il ministro delle Infrastrutture in audizione alla Camera: «Ecco le priorità: sicurezza, trasparenza, mobilità urbana, opere utili ai territori» - «Bonus all'edilizia da confermare e ampliare»

«I bonus fiscali all'edilizia (recupero ed ecobonus) hanno avuto in questi anni un impatto positivo sul settore dell'edilizia, in termini di investimento e occupazione, molto superiori a quello della legge obiettivo. Ci impegneremo perciò, nella prossima legge di Stabilità, a confermare le detrazioni fiscali e anche il più possibile ad allargare la platea dei beneficiari».

È la novità annunciata dal nuovo ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in audizione alla Commissione Ambiente alla Camera, sull'Allegato infrastrutture al Def , approvato il 10 aprile.

«L'allegato infrastrutture al Def - ha detto Delrio - non è il programma delle infrastrutture strategiche: è il documento in cui si definiscono le nostre priorità. Ma per noi il Ministero deve predisporre il Documento pluriennale di pianificazione (Dpp), quello sarà il documento fondamentale per la programmazione delle opere pubbliche», che terrà insieme sia le opere strategioche prioritarie della legge obiettivo, sia i piani ordinari, quelli dell'Anas e delle ferrovie, quelo dei porti (che stiamo facendo), quello delle città, del dissesto idrogeologico, delle scuole, delle metropolitane e della mobilità urbana».

«Le opere utili - sostiene Delrio - sono quelle che servono alle comunità».
«Le nostre priorità - ha sostenuto Delrio illustrando l'Allegato al Def - sono quelle che ci chiede l'Europa: 1) sicurezza (a partire da viadotti Anas); 2) trasparenza (faremo un Open Cantieri sul modello di Open Coesione, più controlli in fase di esecuzione, meno varianti); 3) mobilità urbana intelligente; 4) potenziamento dei porti».

Delrio ha insistito molto sulla necessità di maggiore controlli e trasparenza in materia di project financing. «Da una parte - ha detto il Ministro - bisogna dare certezza agli investitori privati, dall'altra però i concessionari delle opere in project non devono usare lo Stato come un bancomat: i privati si devono assumere il rischio d'impresa, si devono fare le gare di proget sulla base di progetti fatti bene e su piani economico-finanziari fatti bene».
A proposito della Orte-Mestre, che non è nelle lista delle 30 super-priorità dell'Allegato, Delrio ha detto: «Stiamo facendo una riflessione: forse con gli 1,5 miliardi di finanziamento pubblico è più utile mettere in sicurezza la Romea ed eliminare i colli di bottiglia, senza introdurre il pedaggio».
«Una riflessione - ha aggiunto Delrio - la sto facendo insieme a Roberto Maroni sulla Pedemontana Lombarda».

«Il lavoro di revisione delle priorità in materia infrastrutturale - ha aggiunto Delrio - lo faremo insieme alle Regioni».

Autostrade, articolo 5 dello Sblocca Italia: «Sono d'accordo con chi l'ha detto - ha detto senza grandi spiegazioni Delrio - È giusto fare le gare per le concessioni scadute. Punto. Se poi le gare sono complesse, richiedono tempo, si deve partire prima della scadenza».

Edilizia residenziale pubblica: «Lupi ha avviato sull'emergenza casa un lavcoro importante - ha detto Delrio - ma non basta: dobbiamo fare molto, molto di più».

«Importanti - ha commentato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando l'audizione del ministro - le conferme date oggi dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio in audizione alla VIII Commissione Ambiente della Camera in merito alle decisioni già avviate con l'Allegato Infrastrutture del Def di ridurre drasticamente le grandi opere prioritarie per il Paese, passate da 419 a 25 con un forte spostamento verso il trasporto su ferro e le metropolitane, di sottoporre a verifica di fattibilità economica le altre, mettendo fine al bluff dei finti project financing, e di abbandonare le procedure della Legge Obiettivo che hanno prodotto opacità. Adottare iniziative per realizzare un sistema vero ed effettivo di project financing, escludendo interventi successivi dello Stato che possano di fatto cancellare il rischio di imprese, è peraltro una osservazione che la Commissione di cui sono presidente ha esplicitato nel parere reso sul Def. Importanti anche le conferme venute da Delrio sulla priorità di finanziare opere per la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, per la corretta gestione del territorio, e di rafforzare ed estendere il credito di imposta e l'ecobonus, valutando la possibilità di allargarlo a tutte le aree sismiche, alla bonifica dell'amianto, e per quanto riguarda i soggetti all'edilizia sociale pubblica e alle imprese. Va inoltre nella direzione delle richieste più volte avanzate dalla Commissione da me presieduta la decisione di accelerare sulla realizzazione del regolamento edilizio unico come previsto dallo Sblocca Italia e di istituire presso il ministero uno specifico coordinamento sulle politiche di risparmio energetico. Politiche essenziali anche per rilanciare un settore strategico come l'edilizia puntando sulla qualità urbana, sulla sicurezza, sull'innovazione e non consumando nuovo suolo».


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