Lavori Pubblici

Ance: con il Def ripresa degli investimenti, ma serve riforma del patto di stabilità

Mau.S.

Positiva l'impostazione dell'allegato infrastrutture che riduce l'elenco delle opere prioritarie. Anticipare per decreto alcune misure di semplificazione previste con la riforma degli appalti

Bene la ripresa degli investimenti, ma bisogna anche intervenire sul patto di stabilità interno e sulla fiscalità immobiliare. È la posizione dei costruttori sul Def, riportata nell'audizione tenuta ieri in tarda serata di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

I costruttori riconoscono innanzitutto che il «Def registra un ritorno al segno più per gli investimenti». «La previsione della spesa per investimenti fissi lordi (costituita per la maggior parte da opere pubbliche) - si legge nel documento depositato in Parlamento - a partire dal 2015 torna a crescere: +1,9% nel 2015, +4,5% nel 2016 e +2,4% nel 2017». In valori assoluti (euro) gli aumenti previsti, rispetto all'anno precedente, sono: +678 milioni nel 2015, +1.656 milioni nel 2016, +926 milioni nel 2017.

L'Ance giudica «positiva, quindi, l'impostazione dell'Allegato infrastrutture , che riduce l'elenco delle opere prioritarie garantendo certezza finanziaria e normativa alla loro attuazione, e che pone l'attenzione anche sulle opere medio piccole di carattere ordinario».

Su questo punto i costruttori giudicano come «molto deludenti» le iniziative adottate a livello europeo e nazionale e chiedono «una riforma strutturale del Patto di stabilità interno per consentire agli enti locali di tornare a investire». Un passaggio riguarda anche la fiscalità immobiliare . Per l'Ance «la nuova Local Tax dovrà essere stabile quanto meno per tre anni ed integralmente destinata ai Comuni per il finanziamento dei servizi, con l'ovvia esclusione dei beni prodotti dalle imprese edili (aree e fabbricati costruiti, o ristrutturati, per la successiva vendita)».

Infine la richiesta di anticipare alcune misure di semplificazioni previste nel disegno di legge delega sul codice degli appalti. «Il Ddl per il nuovo Codice degli appalti all'esame del Senato va nella giusta direzione», sottolineano i costruttori, «ma con alcune criticità relative in particolare a un aggravio di oneri formali a carico delle imprese». Per questo «occorre, inoltre, anticipare con decreto legge alcune urgenze, tra le quali, l'introduzione di meccanismi anti turbativa delle gare, limitando criteri discrezionali per i piccoli lavori».


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