Lavori Pubblici

Depuratori, la mappa dei ritardi: 1,4 miliardi fermi a tre anni dal Cipe

Alessandro Arona e Giuseppe Latour

Rischio di sanzioni Ue dal 2016, quantificate da Palazzo Chigi in 480 milioni di euro l'anno - Le procedure di infrazione, le opere bloccate, i commissari in arrivo in base allo Sblocca Italia

Il Governo prova a recuperare il tempo perduto per le opere su depuratori e reti fognarie finanziate nel 2012 con la delibera Cipe n. 60: il ministero dell'Ambiente, sulla base dell'articolo 7 commi 6-7 dello Sblocca Italia, ha pronta la lista dei primi 36 interventi da sottoporre a commissariamento (con Dpcm), per un valore di 634 milioni di euro. La lista, che siamo in grado di anticipare (si veda il servizio ), comprende in primis i maxi depuratori di Acireale (133,7 milioni, caso paradossale di un progetto mai esistito) e Misterbianco (sempre in provincia di Catania, 205 milioni), oltre ai 12 interventi ad Augusta (Siracusa) per 37,7 milioni. Queste saranno le prime 14 opere, altre 22 sono individuate, altre ancora saranno commissariate in una seconda fase, comunque in tempi rapidi.

La situazione è tuttavia quasi disperata: la delibera Cipe 60/2012 stanziava 1.643 milioni di fondi Fesr e Fas, sbloccando opere per 1,8 miliardi di euro, per tentare di risolvere le infrazioni europee in corso sulle acque reflue al Sud. Interventi da realizzare e mettere in funzione entro quest'anno, pena sanzioni che oggi Palazzo Chigi stima in 485 milioni di euro l'anno.
Ma a distanza di tre anni sono stati firmati contratti solo per 69 opere su 180, pari a 367 milioni di euro su 1.807 (il 20%), e i lavori sono partiti solo su 32 opere, per 148 milioni di euro. Interventi per oltre 1,4 miliardi sono ancora bloccati, in gran parte ancora in progettazione.
Dietro alla lista approvata dal Cipe il 30 aprile 2012 (interventi segnalati dalle Regioni) non c'era quasi mai un vero progetto, molto spesso neppure uno studio di fattibilità. Né in tre anni i Comuni o lo società di gestione idrica sono stati in grado di farli.

Inoltre a fine marzo la Commissione Ue ha inviato il parere motivato (terza procedura di infrazione per le acque reflue) su altri 817 agglomerati, e dunque ora dovrà partire una nuova tranche di interventi. Una prima lista da 240 milioni al Centro-Nord è già finanziata con un Dm Ambiente del novembre 2014, una seconda per 2,6 miliardi è quasi pronta al Ministero, da da finanziare entro un paio di mesi al Cipe con fondi Fsc 2014-20. E altri interventi andranno individuati nei prossimi mesi nei 544 agglomerati nel mirino al Sud, almeno altri 2-3 miliardi da finanziare con Fsc e Fesr.

Il nodo però è la progettazione: il ministero dell'Ambiente e Palazzo Chigi puntano a un monitoraggio preventivo molto più forte che in passato sugli interventi proposti, e anche una sottrazione del compito di progettazione ai Comuni nei casi di carenze tecniche e mancanza di volontà di intervenire.

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