Lavori Pubblici

Pf «taroccato» sul People mover di Bologna, al via il processo

Ha preso il via - con un presidio di protesta all'esterno del tribunale e con la richiesta dell'associazione contraria al People Mover di costituirsi parte civile - il processo a Bologna sull'appalto del progetto di monorotaia sopraelevata, per collegare aeroporto e stazione del
capoluogo emiliano. Imputati a vario titolo per abuso di ufficio e turbativa d'asta sono l'ex sindaco Flavio Delbono, l'ex assessore al Bilancio, Villiam Rossi, il presidente del Consorzio cooperative costruzioni Piero Collina e l'ex presidente dell'azienda di trasporti Atc, Francesco Sutti e tre
dirigenti comunali.

Il processo davanti al collegio presieduto dal giudice Grazia Nart è stato rinviato al 16 aprile per la decisione sull'istanza dell'avvocato dell'associazione 'Primavera Urbana No People Mover', Domenico Morace, che ha argomentato in aula la richiesta, cui si sono opposti i difensori degli imputati. "Non conta la natura dei reati contestati, ma il fatto che è stato leso un principio che l'associazione difende per statuto e cioè la salvaguardia dell'ambiente. È indubbio che il People
Mover abbia un grande impatto ambientale". Il legale ha aggiunto che il "grande assente" è il Comune di Bologna, identificato dall'inchiesta della Procura come parte offesa e che però non si
è costituito parte civile. "L'unica che rappresenta i cittadini di Bologna è l'associazione", ha detto. Prima dell'udienza un gruppo di manifestanti ha presidiato l'ingresso del palazzo di
giustizia, con striscioni contro l'opera.

Al centro dell'indagine dei Pm Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio che ha portato ai sette rinvii a giudizio c'è l'accordo tra Ccc e Atc, stipulato dopo l'appalto del People Mover, per cedere la gestione e quindi l'assunzione dei rischi ad Atc (società a capitale pubblico) nel caso in cui il progetto non si fosse autofinanziato.


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