Lavori Pubblici

Delrio-Cantone: faro su concessioni autostradali, Mose e riforma appalti

Giuseppe Latour

Il presidente dell'Anac conferma la contrarietà alla norma dello Sblocca Italia sulle proroghe - Valutazioni informali ma «estremamente positive» sul ddl delega presentato dal relatore

Riportare l'attenzione del Governo alla norma sulle concessioni autostradali (articolo 5 Sblocca Italia). È l'invito che il presidente dell'Anac Raffaele Cantone ha rivolto al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio nel corso del primo incontro tra i due, svoltosi giovedì mattina a Roma. Il colloquio ha sancito l'apertura di un canale istituzionale che, sin dal suo insediamento, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio aveva fortemente sollecitato. Ed è stato occasione per analizzare alcune priorità immediate. Cantone ne ha citate quattro: autostrade, Mose, Expo e riforma degli appalti.

«L'incontro è stato un'occasione per esaminare le priorità, in materia di anticorruzione, che il nuovo ministro dovrà affrontare», spiegano fonti interne all'Autorità. Delrio, in sostanza, ha voluto ascoltare dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone quali sono, dal suo osservatorio, le questioni più urgenti per il settore.

In cima alla lista è stato posto il problema della proroga delle concessioni autostradali avviata dallo Sblocca Italia. L'articolo 5 del decreto n. 133/2014 è stato da sempre oggetto di critiche da parte di Cantone, che ha riportato all'attenzione del nuovo ministro la lettera con la quale, lo scorso gennaio, l'Authority aveva fatto le pulci alla norma, sollecitando correzioni future.
L'obiezione di fondo, ribadita in più occasioni, riguardava il fatto che vengano accordate proroghe delle concessioni senza gara. Più nello specifico la lettera attaccava tre punti: la possibilità di proroghe automatiche in caso di unione di tratte con scadenze diverse; il concetto di nuovi investimenti, poco chiaro perché non viene detto esplicitamente se questi si aggiungono o si sostituiscono a quelli esistenti. Infine, c'è il problema della giungla delle tariffe, che rende molto difficile verificare l'obiettivo di non generare rincari per gli utenti. Al momento la questione è ancora all'esame di Bruxelles, che ha da poco inviato una lettera all'Italia con la quale mette diversi paletti proprio al concetto di nuovi investimenti.

Si è, poi, parlato del Mose. L'opera, commissariata a fine 2014, è adesso sottoposta alle attenzioni di Luigi Magistro e Francesco Ossola, dopo il decreto dell'ex prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Il nuovo prefetto della capitale Franco Gabrielli, nominato in contemporanea a Delrio, andrà da subito coinvolto nel monitoraggio del lavoro che si sta facendo sull'infrastruttura. «Un atto di correttezza istituzionale», come lo definiscono dall'Anac.

Un passaggio è stato dedicato all'Expo: «Abbiamo fatto il punto sulle situazioni e abbiamo provato a capire cosa andrà fatto dopo», ha spiegato Cantone all'uscita dal ministero.

E si è parlato di riforma degli appalti, altro elemento prioritario per l'Anac. L'Autorità sta seguendo con attenzione i lavori della commissione Lavori pubblici del Senato. Ufficialmente non arrivano commenti, per rispetto del passaggio istituzionale. La realtà, però, è che il presidente dell'Authority giudica in maniera «estremamente positiva» la direzione che hanno preso i lavori: la scelta di rafforzare le sue competenze e, soprattutto, il potenziamento dei poteri di controllo amministrativo degli appalti vanno esattamente nella direzione indicata nelle settimane passate.


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