Lavori Pubblici

Delrio a un passo da Porta Pia: oggi o domani la nomina a ministro

Emilia Patta, Mauro Salerno e Alessandro Arona

Prima della breve pausa pasquale ci sarà il giuramento e la contestuale nomina del nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che dovrà prendere il posto del braccio destro di Renzi a Palazzo Chigi

Graziano Delrio è sempre più vicino alla nomina a ministro per le Infrastrutture e i Trasporti: oggi o al massimo domani, prima dunque della breve pausa pasquale, ci sarà il giuramento e la contestuale nomina del nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che dovrà prendere il posto del braccio destro di Renzi a Palazzo Chigi. Il nuovo sottosegretario che affiancherà il fidatissimo Luca Lotti sarà una donna, fanno sapere dall'entourage renziano. Non Maria Elena Boschi, che resta al suo posto di combattimento come ministra per le Riforme e per i Rapporti con il Parlamento. E probabilmente neanche Debora Serracchiani, che ha già la carica di vicesegretaria del Pd e creerebbe il problema non di poco conto di nuove elezioni in Friuli Venezia Giulia di cui è presidente.

Cresce l'ipotesi di una personalità estranea al cerchio stretto renziano come Linda Lanzillotta, una degli esponenti di Scelta civica rientrati recentemente nel Pd renziano. Altri possibili nomi sono quelli di Marina Sereni, vicepresidente del Pd di provenienza Areadem, e (ma meno probabile) di Antonella Manzione, l'ex capo dei vigili di Firenze e attuale capo del Dipartimento affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi.

Il dicastero delle Infrastrutture è certamente strategico in vista dell'Expo che si inaugura il primo maggio e per rimettere mano all'universo appalti dopo le ultime inchieste, e Delrio è la persona giusta in un ambito in cui il governo si giocherà in parte la faccia nei prossimi mesi. Ma è anche vero che finora Delrio è stato il vero braccio destro di Renzi a Palazzo Chigi e la sostituzione non sarà indolore: serve una persona di fiducia, certo, ma anche dotata di quelle doti diplomatiche e di conoscenza della macchina istituzionale indispensabile a ricoprire la carica di sottosegretario alla Presidenza.

Delrio ha inoltre avuto finora la delicatissima delega alla gestione dei fondi Ue. E proprio il destino dei fondi Ue sembra essere in queste ore al centro del braccio di ferro tra il premier e il ministro dell'Interno Angelino Alfano. È noto che il Nuovo centrodestra, dopo il sacrificio di Maurizio Lupi dimessosi dalle Infrastrutture pur non essendo indagato, chiede una soluzione adeguata che non rimpicciolisca troppo la sua rappresentanza nel governo. E gli Affari regionali, ministero offerto da Renzi che anche in questa casella ha chiesto agli alleati di indicare una donna, non sembrano un risarcimento adeguato senza il trasferimento appunto dei fondi Ue. Ma il premier non ha intenzione di cedere su questo punto: al massimo - si dice in Parlamento - potrebbe trasferire agli Affari regionali/Sud una piccola parte dell'attuale portafoglio di Delrio, quella sui fondi che riguardano i piani delle regioni (i Por).


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