Lavori Pubblici

Av Napoli-Bari, ok al progetto preliminare: entro ottobre i cantieri

Mauro Salerno

L'opera da 6 miliardi gode delle procedure speciali previste dal decreto Sblocca Italia varato dal governo lo scorso agosto

Fa un passo avanti il progetto della linea ferroviaria ad Alta velocità Napoli-Bari. Un intervento in stallo da anni , che il decreto Sblocca Italia, varato dal Governo lo scorso agosto, ha provato a sbloccare prevedendo procedure speciali e una formula di commissariamento affidata all'Ad di Ferrovie Michele Mario Elia.

Proprio su questa base, un comunicato del gruppo Fs, annuncia oggi, che è stato approvato progetto preliminare relativo «al raddoppio della tratta Cancello-Frasso Telesino e alla variante alla linea convenzionale Roma-Napoli, via Cassino, nel comune di Maddaloni».

L'approvazione, segnala Fs «rappresenta un ulteriore progresso verso l'obiettivo di far partire, entro ottobre 2015, i cantieri per la realizzazione della tratta ferroviaria».

Il cronoprogramma dei lavori, in linea con l'iter previsto dallo Sblocca Italia, prevede, infatti, che «entro ottobre 2015 siano operativi i cantieri delle prime opere, a cominciare da viabilità e cantieristica. L'avvio delle opere definitive é programmato entro il 2016». Il costo complessivo della Napoli-Bari «è stimato in circa 6 miliardi, di cui 3 già stanziati». Una volta realizzata l'opera Bari «sarà raggiungibile da Napoli in due ore e da Roma in tre ore».

Alta velocità, realizzati 32 miliardi di euro, in pista nuove tratte per 37, di cui 20,8 da finanziare

Lo "scongelamento" della Napoli-Bari è una delle battaglie portate avanti con più forza dall'ex ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi . In particolare, il decreto Sblocca Italia ha stabilito che per la Napoli-Bari (e la Palermo-Catania-Messina) al numero uno delle Ferrovie Michele Elia fosse attribuito il ruolo di commissario. Con un potere di deroga alle regole ordinarie in origine particolarmente pervasivo, poi attenuato durante il passaggio parlamentare di conferma del provvedimento d'urgenza del governo, eliminando, tra l'altro, la possibilità di superare con atto del commissario anche i dissensi motivati espressi da Sovrintendenze e enti preposti a tutela dell'ambiente.



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