Lavori Pubblici

Piano Juncker, Bassanini: «Rischio tempi troppo lunghi

Per far ripartire gli investimenti il tempo è una variabile determinante per il piano Juncker. Lo ha sottolineato il presidente della Cassa depositi e prestiti in audizione in Senato.
Secondo Bassanini le «regolazioni attuali non favoriscono gli investimenti di lungo termine ma investimenti finanziari anche a carattere speculativo». Di qui l'importanza di un piano come quello Juncker che usa le «straordinaria idea perché l'Europa soffre di carenze di investimenti pubblici e privati».

«Nell'impossibilità di usare risorse europee ed eurobonds si é immaginato di usare un moltiplicatore perché le scarse risorse europee si mettono a garanzia», ha evidenziato Bassanini per il quale «senza certe condizioni come l'addizionalità, senza le garanzie del piano ci sono investimenti che non sarebbero finanziabili perché il rischio sarebbe troppo alto».

Se «le garanzie sono troppo costose allora l'addzionalità non c'é più. Se le garanzie servono a fare investimenti che comunque la Bei avrebbe fatto allora non c'é nessun aumento degli investimenti pubblici. Il Piano Junker dovrebbe avere effetto anticiclico, con investimenti già dal 2015 ma se le «procedure sono troppo macchinose e allo stato pare lo siano» allora «il rischio che gli investimenti arrivino quando ciclo é cambiato è molto forte e allora non si darebbe nessun contributo all'inversione del ciclo» per Bassanini «servono certezze giuridiche, procedure autorizzative rapide. Il problema tempi è determinante».


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