Lavori Pubblici

Expo, parte la sorveglianza dell'Anticorruzione su Palazzo Italia

Sara Monaci

Ieri attivato l'iter che porterà nei prossimi giorni al «monitoraggio» tecnico di Italiana costruzioni


È partita la notifica per il Palazzo Italia di Expo da parte dell'Autorità anticorruzione. La decisione quindi è stata presa: l'Anac interverrà per sorvegliare i vertici della cordata di imprese che ha vinto l'appalto, dopo che la procura di Firenze ne ha evidenziato un coinvolgimento diretto nell'inchiesta sui grandi appalti. Piuttosto che il commissariamento, possibile che tra pochi giorni venga formalizzato dal prefetto di Milano un controllo più "soft", un monitoraggio, che prevede l'affiancamento di tecnici al cda aziendale.
Ecco l'iter. Ieri l'Anac ha inviato la notifica di inizio procedimento ai vertici di Italiana costruzioni, che guida il raggruppamento di aziende che lavora a Palazzo Italia. Nei prossimi tre giorni Italiana costruzioni potrà elaborare una memoria difensiva da inviare all'Anac. Intanto l'Autorità anticorruzione invierà la richiesta alla prefettura di Milano, suggerendo la misura da adottare, che però dovrà essere avallata e formalizzata dal prefetto Francesco Paolo Tronca.
Le possibilità sono tre: il commissariamento dell'azienda nella parte relativa alla commessa nel mirino degli inquirenti; il monitoraggio, che punta a affiancare il cda con dei tecnici esterni; la sostituzione dei vertici aziendali. Dovrebbe essere scelto il monitoraggio, appunto.
A commettere i reati di turbativa d'asta, secondo la procura di Firenze, sarebbero stati Stefano Perotti, consulente di Italiana costruzioni (in custodia cautelare); Attilio e Luca Navarra e Alessandro Paglia, del consorzio Italiana costruzioni; Giacomo Beretta, ex assessore al Bilancio del Comune di Milano ai tempi della Moratti; Antonio Acerbo, ex subcommissario di Expo già coinvolto nelle precedenti indagini della procura di Milano; Andrea Castellotti, facility manager del Padiglione Italia già coinvolto in una delle inchieste milanesi, quella sulle Vie d'acqua sud, in qualità di consulente dell'azienda Tagliabue.

Secondo le ricostruzioni, Perotti avrebbe cercato di condizionare Acerbo, all'epoca responsabile della commissione di gara, a favore di Italiana costruzioni, promettendo utilità per il figlio. L'intermediazione è stata svolta da Beretta e Castellotti.
Intanto ieri nei cantieri di Expo è stato fatto il punto della situazione delle opere. A trentanove giorni dall'inaugurazione, lavorano nel sito quasi 6mila persone da tutto il mondo con turni di lavoro distribuiti su venti ore al giorno. Italferr, del gruppo Ferrovie dello Stato, sta facendo la direzione dei lavori di alcune tra le principali opere, tra cui la piastra. «Siamo al 90% della loro realizzazione», ha detto l'amministratore delegato di Fs, Michele Mario Elia.
L'ottimismo di Elia è in linea con quello del commissario unico di Expo, Giuseppe Sala: «Il visitatore potrà avere disponibile quasi tutto, pochissimi i Paesi a cui mancherà l'allestimento interno, tutti saranno pronti esternamente», ha dichiarato Sala.
In questa fase i principali obiettivi degli organizzatori dell'Expo sono due: conquistare il numero maggiore possibile di visitatori italiani e metterli in condizioni di arrivare facilmente. «La prima buona riuscita dell'evento è portare le persone all'ingresso di Expo: credo che quando entreranno saranno contente», ha aggiunto il commissario Sala. L'obiettivo è che la maggior parte dei visitatori si sposti in treno. Per questo Milano sarà servita da 236 corse di Trenitalia al giorno, a cui si aggiungono i treni suburbani e regionali potenziati di Trenord. A giugno arriverà sui binari dell'alta velocità anche il treno superveloce Frecciarossa 1000.


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