Lavori Pubblici

Lupi si dimette alla Camera, «accuse senza fondamento» - «Non solo grandi opere»

A.A.

«Unico errore è stato non aver chiesto a mio figlio di restituire il Rolex» - Difesa a 360° delle sue politiche al ministero: «Oltre alle grandi opere politica abitativa, manutenzioni, scuole»

«Le accuse che mi sono state mosse sono immotivate e strumentali». Il ministro delle infrastrutture dimissionario Maurizio Lupi si è difeso a testa alta alla Camera, nell'informativa del 20 marzo, sia dalla «bolla mediatica» di accuse («nessun addebito penale da parte della magistratura») sia sulle politiche del suo ministero.

IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO

Maurizio Lupi ribadisce che lui, l'orologio che i Perotti hanno regalato a suo figlio non lo
avrebbe accettato: «Non gli ho chiesto di sostituirlo, se questo è il mio errore lo ammetto» ha detto in Aula, «ma siamo amici con la famiglia Perotti da 2001, e quello era il regalo di matrimonio di mio figlio».

«Io sono qui per rivendicare il ruolo decisivo della politica nella guida del nostro Paese - ha detto Lupi - non sono qui a difendermi da accuse che non mi sono state rivolte. Non invoco garantismo nei miei confronti perché non ho ricevuto alcun avviso di garanzia».

Lupi ha sottolineato come Ercole Incalza abbia lasciato il 17 dicembre 2014 e che gli emendamenti alla legge di stabilità non riguardavano singole persone ma la continuità dei lavori dell'amministrazione. «E Incalza non ha avuto nessun altro incarico di consulenza per il Ministero dopo quella data».

«Lascio il Governo a testa alta, guardandovi negli occhi» ha detto Lupi in un intervento pronunciato con piglio sicuro.
Ha difeso la scelta di aver sempre confermato Incalza, «perché tecnico di grandissimo valore e mai condannato nelle varie inchieste in cui è stato coinvolto», «e vincitore di quell'incarico dopo selezione pubblica».

Questo il passaggio chiave sulle presunte pressioni su Incalza per fare avere un lavoro al figlio. «Ho detto e ribadisco che non ho mai fatto pressioni con chicchessia per procurare un lavoro a mio figlio. L'intercettazione strumentalizzata a questo fine, in cui chiedo all'ingegnere Incalza di vedere mio figlio, venuto a trovarmi a Roma, per dargli "consulenze e suggerimenti" documenta invece che ho proposto a mio figlio, ingegnere appena laureato, come farebbe qualsiasi padre, la possibilità di incontrare una persona di grande esperienza che potesse consigliarlo sulle scelte da fare. La decisione di Incalza di telefonare a Stefano Perotti non può coinvolgere mie responsabilità. Conosco la famiglia Perotti dal 2001, è abitudine per noi passare insieme le festività di Sant'Ambrogio prima del Natale ogni anno, non solo nei due week end citati dall'ordinanza del Gip di Firenze. Conoscono mio figlio sin da piccolo. Che bisogno avrei avuto di chiedere a Incalza di intercedere per lui presso i Perotti?».

Lupi ha difeso le politiche del suo ministero di questi anni, respingendo l'accusa di essersi occupato solo di grandi opere.
«Il primo obiettivo - ha comunque detto Lupi - e il primo risultato della politica delle infrastrutture che ho perseguito è stato lo sblocco delle grandi opere che i nostri cittadini chiedono e che finora erano realizzate solo a segmenti».

«Una delle anomalie che abbiamo riscontrato è che i tre aeroporti internazionali del nostro Paese, Fiumicino, Malpensa e Venezia non sono collegati con l'alta velocità che pur è stata realizzata».

Ha proseguito Lupi: «Legge Obiettivo nessun problema, allora? No, non sono così ingenuo. Nella seduta del 21 maggio 2013 presso l'VIII Commissione della Camera dicevo testualmente "Il difetto della vecchia legge obiettivo era mettere in programma 750 opere, mentre si potrebbero individuare, […] nel raccordo con le regioni, le opere principali." C'è bisogno di una nuova legge obiettivo che possa individuare i nodi strategici infrastrutturali del Paese, le grandi aree metropolitane, immettere nuove risorse, e accelerare i tempi di realizzazione delle opere, garantire la massima trasparenza, ripensare alla figura del general contractor. In parte questo è già stato fatto e si vedrà ancora di più con grande evidenza e in maniera organica nel prossimo Allegato Infrastrutture al Documento di economia e finanza, già determinato nelle sue linee principali, dove la selezione delle opere infrastrutturali prioritarie per il Paese sarà drastica».

LA DIFESA DELLA STRUTTURA DI MISSIONE
«La Struttura tecnica di missione è stata, e nelle mie intenzioni deve continuare ad essere, lo strumento tecnico-operativo per la realizzazione di questa visione.
E' grazie alla Legge Obiettivo e la Struttura tecnica di missione che i nostri cittadini possono andare in 45 minuti da Milano a Torino, in 3 ore da Milano a Roma, in 1 ora e 10 minuti da Roma a Napoli e da lì a Battipaglia. L'Alta Velocità ferroviaria ha cambiato il modo di viaggiare degli italiani come, e forse più dell'Autostrada del Sole. Sono stati soldi ben spesi. Ed è un disegno strategico da completare: da Torino fino a Trieste, da Battipaglia fino a Reggio Calabria, da Napoli a Bari, da Messina a Catania a Palermo e con la velocizzazione della linea adriatica fino a Lecce.
La mia difesa della Struttura tecnica di missione non era la difesa acritica dello status quo, o del ruolo di un alto dirigente dello stato che pur ho apprezzato, ma dello strumento, assolutamente migliorabile, con il quale questo disegno può continuare a essere perseguito all'interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
».

LE REGOLE DA CAMBIARE
«C'è qualcosa da cambiare? Certo. Era mio preciso intendimento rivisitare la disciplina normativa vigente in materia di appalti e concessioni, in sinergia con l'ANAC e di affrontare alcune tematiche "sensibili" come l'approvazione delle varianti (sulla cui anomalia mi sono soffermato più volte nelle mie audizioni presso le Commissioni parlamentari) e la nomina del direttore dei lavori in caso di affidamento a General Contractor, tant'è che, e questi sono fatti, il 29 agosto 2014 il Consiglio dei Ministri ha approvato la mia proposta di DDL delega volto al riordino della materia (c.d. riforma del codice degli appalti).
Oggi, 20 marzo 2015, il disegno di legge delega è ancora in Commissione al Senato dove dopo 7 mesi si sono appena concluse le audizioni».

NON SOLO GRANDI OPERE
«Obiettivo della mia azione - ha detto Lupi - era anche il rilancio del settore dei lavori pubblici, non solo delle grandi opere, ma anche delle medie e piccole, con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti (ponti, viadotti, gallerie, strade e ferrovie) e lo sblocco dei cantieri nei piccoli comuni, le risorse destinate alle ristrutturazioni scolastiche, e gli interventi di natura fiscale e di agevolazione dell'accesso al credito nel settore dell'edilizia. I dati dell'ANCE (+3,6% nelle compravendite di immobili nel 2014 rispetto al 2013 e + 7,1 solo nell'ultimo trimestre) dimostrano che questa politica ha funzionato. (inserire qui i dati sulla crescita degli appalti). Con il Decreto del Fare, il decreto Sblocca Italia, e due leggi di Stabilità, tra grandi medie e piccole opere e interventi di manutenzione in questi due anni abbiamo mobilitato risorse per 14,2 miliardi di euro. 900 milioni di euro sono stati destinati alla manutenzione straordinaria delle nostre reti sono stati avviati lavori infrastrutturali in centinaia di piccoli comuni grazie al programma 6000 campanili, è stato realizzato il piano nazionale degli aeroporti, è pronto il piano nazionale della portualità e della logistica, che consegno al mio successore, abbiamo realizzato un'azione di trasparenza che ha visto pubblicati tutti i dati sui collaudi delle grandi opere, l'elenco delle opere incompiute, abbiamo consegnato al Parlamento (sono».

Il caso Orte-Mestre

Le nostre dieci proposte per riformare i lavori pubblici


© RIPRODUZIONE RISERVATA