Lavori Pubblici

Inchiesta grandi opere, Lupi si dimette: domani l'addio del Ministro alla Camera

A.A.

L'annuncio a «Porta a Porta», venerdì l'informativa e l'addio formale alla Camera - A metà giornata il forte pressing in un vertice con Renzi- Non serve più la mozione di sfiducia

«La cosa migliore è che io mi assuma tutte le mie responsabilità ma salvaguardi la mia famiglia». Lo afferma il ministro Maurizio Lupi a "Porta a porta".
Le dimissioni saranno annunciate formalmente venerdì 20 marzo, di mattina, alla Camera.

Decisivo, nella scelta dell'esponende dell'Ncd, è stato il vertice di giovedì a palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, e appunto il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi.

Forte era stato il pressing del Pd, e dello stesso premier Renzi, affinché il Ministro si dimettesse spontaneamente, non per motivi penali ma per opportunità politica, per non indebolire l'azione del suo ministero e la credibilità stessa del governo alla vigilia dell'Expo.

L'incontro, terminato verso le 14 per la partenza alla volta di Bruxelles di Renzi, ha avuto al centro del colloquio l'opportunità di dimissioni di Lupi, il cui nome è emerso nell'inchiesta sulle grandi opere della Procura di Firenze .

La conferenza dei capigruppo della Camera aveva nel frattempo deciso che l'informativa del ministro Lupi sull'inchiesta relativa alle grandi opere si sarebbe tenuta nell'Aula di Montecitorio venerdì 20 marzo alle 11.

A questo punto non servirà più la mozione di sfiducia presentata da M5S e Sel, il cui voto era stato previsto alle 15 di martedì prossimo.


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