Lavori Pubblici

Sicurezza ferroviaria, morti in calo: focus sulle zone a rischio idrogeologico

Giuseppe Latour

I dati che emergono dalla presentazione della relazione 2014 dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, svoltasi a Roma

Morti in calo, incidenti gravi in aumento. Mentre restano problemi di manutenzione dell'infrastruttura e del materiale rotabile. E si affaccia con prepotenza la questione del rischio idrogeologico. Sono questi i dati più interessanti che emergono dalla presentazione della relazione 2014 dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, svoltasi martedì a Roma. Un quadro complessivamente confortante nel quale, però, si accendono alcune spie di pericolo.

I numeri generali dicono che gli incidenti gravi sono aumentati, passando da 100 a 114 tra il 2013 e il 2014. Mentre sono in calo i morti sui binari: dai 62 del 2013 si è passati ai 61 nel 2014. Il valore è sostanzialmente allineato con la media dei principali paesi europei ed è inferiore al trend dell'Unione europea in generale. I morti e feriti gravi sono stati, in totale, 101 contro i 96 dell'anno precedente. Anche se, tra questi, 88 sono i pedoni che hanno tenuto comportamenti scorretti: 55 i casi di decesso per attraversamento dei binari a cui si aggiungono 33 feriti gravi.

Queste cifre vengono interpretate dal direttore dell'Ansf, Amedeo Gargiulo.«Guardando ai numeri ci si rende conto che buona parte delle vittime dipende da comportamenti scorretti. Parliamo di incidenti con rotabili in movimento o presso passaggi a livello. Questo vuol dire che negli anni scorsi abbiamo agito bene per introdurre alcune innovazioni tecniche. Allo stesso tempo, però, resta un problema di cultura sul quale bisogna lavorare, come stiamo già facendo».

Questo, però, non vuol dire che non restino aree di criticità che non riguardano solo i comportamenti scorretti. Una questione che sta emergendo con prepotenza è legata al dissesto idrogeologico. Nel 2014 i problemi del territorio hanno causato un ferito e cinque incidenti gravi. Che, nei prossimi anni, potrebbero peggiorare. Per questo l'Agenzia ha chiesto a Rfi un mappa dei punti della rete a rischio che andrebbero messi in sicurezza. Proprio Gargiulo, in riferimento a questo, ha ricordato il caso del treno deragliato ad Andora in Liguria, lo scorso gennaio.

Sul fronte della manutenzione, una questione riguarda il materiale rotabile: ha causato tre incidenti nel 2014 e a inizio 2015 sono stati rilevati già diversi principi di incendio di locomotori. Per questo l'Agenzia ha chiesto alle imprese ferroviarie di «presidiare maggiormente i processi manutentivi attivando tutte le possibili sinergie e attività di controllo». Sul punto interviene anche il presidente della commissione Trasporti della Camera, Michele Meta: «Nel nostro paese esiste un grande problema di materiale rotabile. Il suo rinnovo è una sfida che abbiamo il dovere di rilanciare». Discorso simile per l'infrastruttura. «Non sempre – dice il direttore – il livello di controllo è lo stesso in tutte le situazioni». Per questo l'Agenzia ha inviato uno speciale richiamo a Rfi. Da parte del gestore dell'infrastruttura, resta infatti la difficoltà di «indagare tempestivamente ed efficacemente le problematiche manutentive infrastrutturali, adottando i necessari provvedimenti migliorativi».


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