Lavori Pubblici

L'Ad di Rfi Maurizio Gentile, tre ex sottosegretari e grandi costruttori tra i 47 indagati

Mauro Salerno

Non ci sono politici di primo piano ma non mancano i nomi eccellenti nella lista dei 47 indagati dalla Procura di Firenze

Non ci sono politici di primo piano ma certo non mancano i nomi eccellenti nell'elenco dei 47 indagati all'interno dell'inchiesta sulle tangenti per direzione lavori nei grandi appalti, scoperchiate oggi dalla procura di Firenze. A partire da Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, l'azienda partecipata al 100% dalle Ferrovie dello Stato che si occupa della gestione dell'infrastruttura ferroviaria nazionale. Gentile è salito al vertice della società lo scorso 24 luglio in sostituzione di Michele Mario Elia, nominato ad del gruppo Ferrovie dello Stato, dopo il passaggio di Mauro Moretti alla guida di Finmeccanica.

Altro nome noto è quello di Rocco Girlanda,che ha svolto il ruolo di sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sotto il ministro Maurizio Lupi nel Governo guidato da Enrico Letta. Umbro, 49 anni, Girlanda ha a lungo militato in Forza Italia, svolgendo anche l'incarico di coordinatore regionale del partito, incarico che ha lasciato per passare al Nuovo centrodestra.

Sottosegretario, ma allo Sviluppo economico, dal 2009, quando il ministero era guidato da Claudio Scajola, al 2011 è stato Stefano Saglia, bresciano, eletto alla Camera per la prima volta con Alleanza Nazionale, poi confluito nel Popolo della Libertà, ora nel Nuovo centrodestra.

Tra i nomi già balzati alle cronache per le inchieste sugli appalti c'è quello di Antonio Acerbo. L'ex manager di Expo, Acerbo, è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'Expo della procura di Milano. Acerbo, dimessosi in seguito all'inchiesta milanese da sub-commissario e da responsabile del Padiglione Italia, è stato messo agli arresti domiciliari per le ipotesi di reato di corruzione e turbativa d'asta nell'appalto per le Vie d'Acqua. Insieme ad Acerbo è finito in questa nuova inchiesta anche Andrea Castellotti, manager della società Tagliabue e facility manager Padiglione Italia Expo 2015 già indagato a MIlano.

Manager pubblico è anche Fabrizio Averardi Ripari, direttore generale di Anas International Enterprise, la società interamente controllata dall'Anas, nata nel 2012 con lo scopo di sviluppare le attività all'estero nel settore dell'ingegneria dei trasporti dell'ex ente strade. In Anas International Enterprise sono confluite tutte le commesse attive di Anas sui mercati internazionali, «tra le quali, in particolare - si legge sul sito della società di Via Mozambano a Roma -, oltre alle commesse in Algeria e Libia, già da tempo in corso, anche quelle di recente acquisizione in Qatar e Colombia». Torna a far parlare di sé anche Angerlo Caridi, ex
direttore generale della Divisione Refining & Marketing di Eni, già citato nell'inchiesta guidata dalla Procura di Roma sull'evasione fiscale mirata alla costituzione di fondi neri, relativa alle forniture di carburante dell'Eni.

Guida la società autostradale Brescia-Padova Giulio Burchi, già presidente di Italferr: la società di ingegneria del gruppo Fs. Burchi è stato nominato amministratore delegato della società (di cui è presidente il sindaco di Padova Flavio Tosi, appena candidatosi alla corsa per le elezioni regionali in Veneto) su indicazione di Banca Intesa San Paolo, in qualità di maggior azionista. Burchi figura anche nei cda di Autostrade Lombarde e di Brebemi.

Al vertice di una società concessionaria è anche Antonio Bargone. L'avvocato pugliese guida la Sat, la società che ha in carico il progetto della nuova Tirrenica (e le tratte giù esistenti tra Livorno e Rosignano). Anche Bargone è stato sottosegretario, con delega alla riforma dei lavori pubblici, nel primo governo di Romano Prodi. Incarico che ha ricoperto anche nel primo e secondo governo di Massimo D'Alema (dal 22 ottobre 1998 al 27 aprile 2000), lavorando in prima persona alla stesura della legge Merloni, la prima legge organica sugli appalti, nata sull'onda di Tangentopoli. Politico di lungo corso è stato anche Vito Bonsignore, ora principale promotore della nuova autostrada dal costo di quasi dieci miliardi che dovrebbe collegare Orte e Mestre.
È stato senatore e presidente della Provincia di Olbia Fedele Sanciu, 55 anni. Sanciu è stato anche membro del consiglio direttivo di Assoporti, associazione che rappresenta le autorità portuali e i maggiori porti italiani. Tra gli indagati anche l'ex sindaco di Sassuolo (dal 2004 al 2009) Graziano Patuzzi, che ora presiede l' Autostrada Regionale Cispadana, concessionaria per la costruzione del collegamento tra l'autostrada A22 del Brennero e Ferrara Sud. Indagato anche Alfredo Peri, ex assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità dell'Emilia Romagna e l'ex consigliere regionale Valdimiro Flammenghi.

Nel lungo elenco degli indagati non mancano poi i nomi di costruttori illustri. A partire da Giandomenico Ghella, presidente dell'omonima società di costruzioni. L'impresa romana, specializzata in grandi infrastrutture con cantieri in tutto il mondo, vanta un fatturato di 700 milioni ottenuto per l'83 per cento all'estero.

Esponenti di una storica famiglia di costruttori romani sono anche Attilio e Luca Navarra. Con l'impresa Italiana Costruzioni la famiglia Navarra ha realizzato il museo delle Arti del XXI Secolo, meglio noto come Maxxi, firmato dall'archistar anglo-irachena Zaha Hadid. Italiana costruzioni è anche impegnata nel restauro di Piazza San Pietro (fontane e obelisco inclusi) ma soprattutto ha vinto la gara (in Ati con Consorzio Veneto Cooperativo) per la realizzazione del Padiglione Italiano (Palazzo italia) all'Expo. L'importo complessivo dei lavori, relativo a strutture, finiture e impianti, è di 25,28 milioni. L'Ati era in lizza con altre 12 imprese, tra le altre anche Pizzarotti, Itinera, Cmb e Ccc, e ha vinto con un'offerta al ribasso del 27,57 per cento. Un solo punto di differenza dalla seconda impresa in graduatoria.


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