Lavori Pubblici

Incalza, Cavalli, Perotti e Pacella: chi sono i quattro arrestati dell'inchiesta di Firenze

Massimo Frontera

Ercole Incalza, superdirigente delle Infrastrutture, con il suo braccio destro Sandro Pacella. Stefano Perotti, il brillante manger della Spm Consulting e Francesco Cavalli, appena nominato presidente dei Centostazioni Spa

Ercole Incalza è il nome di spicco tra le quattro persone arrestate questa mattina nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla procura di Firenze su presunte tangenti per l'affidamento di appalti di servizi di grandi opere infrastrutturali . L'inchiesta mette in luce anche il ruolo avuto da Sandro Pacella, strettissimo collaboratore di Incalza, un semplice geometra con però incarichi dirigenziali alle Infrastrutture e un secondo stipendio da dipendente presso la società Ferrovie Sud Est di Bari. Stefano Perotti è l'imprenditore titolare della engineering interessata - e in effetti beneficiaria - di diversi incarichi di direzione lavori legati a grandi appalti di infrastrutture. Infine Francesco Cavallo, infaticabile collezionista di incarichi e consulenze. Appena due settimane fa ottiene la nomina a presidente della società Centostazioni, dopo le pressioni fatte sull'ex deputato pugliese Ernesto Abaterusso (Pd) che contatta a questo scopo l'attuale sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro. Successivamente Cavallo viene chiamato dalla segreteria di Lupi: chiede di diventare l'amministratore elegato della società Ricerca sul Mercato elettrico, alla fine ottiene la presidenza della società del gruppo delle Ferrovie.

Ercole Incalza, «dominus» delle infrastrutture

Il cerchio si è chiuso su capo della struttura tecnica di missione per le grandi opere, Ettore Incalza. Puglese di Francavilla Fontana, classe 1944, Incalza è un nome notissimo tra gli addetti ai lavori. Ingegnere, dirigente di lunghissimo corso del ministero delle infrastrutture. Sempre preparatissimo sui maggiori dossier infrastrutturali del paese. Ha attraversato indenne - tra inchieste e proscioglimenti - gli anni che abbracciano sette governi.

L'ultima parte della sua carriera ha avuto una svolta nel 2001, con la nomina a capo della segreteria tecnica del ministro Pietro Lunardi (governo Berlusconi); ed è poi rimasto al ministero per quattordici anni, attraversando appunto ben sette diversi Esecutivi. A sorpresa, il 31 dicembre scorso ha lasciato l'incarico. Oggi il ministero delle Infrastrutture precisa che dalla fine dell'anno scorso, l'ingegnere Incalza ha cessato qualunque incarico per l'amministrazione, retribuito o meno. L'ex ministro Antonio Di Pietro ha voluto precisare che «allorché arrivai al ministero delle Infrastrutture, ho subito provveduto a rimuoverlo dall'incarico (Incalza, ndr) di responsabile della Struttura tecnica di missione ed anche a metterlo fuori dal ministero». Da Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture del governo Berlusconi, Incalza è stato promosso capo struttura di missione da Altero Matteoli. Incarico confermato da Corrado Passera (governo Monti) e, infine, dall'attuale ministro Maurizio Lupi (sia come membro del gabinetto Letta, sia come ministro dell'Esecutivo Renzi). La struttura di missione delle Infrastrutture è lo snodo di tutte le grandi opere del Paese, il nucleo dirigenziale del governo che sovrintende all'attuazione della legge obiettivo, al piano nazionale delle infrastrutture al monitoraggio di tutti gli investimenti.
Ma questa è appunto l'ultima "puntata" di una carriera iniziata negli anni '70 alla Cassa per il Mezzogiorno, della quale diventa dirigente nel 1978, assumendo nel marzo 1980 la responsabilità del Progetto speciale dell'Area metropolitana di Palermo. Giovane socialista pugliese approda al ministero dei Trasporti con Claudio Signorile.

Nel 1983 è consigliere del ministro dei Trasporti, poi nel giugno 1984 assume la responsabilità di capo della segreteria tecnica del Piano generale dei trasporti. Dal gennaio 1985 dirigente generale della direzione generale della Motorizzazione civile e dei trasporti in concessione,
passa alle Ferrovie dello Stato nell'agosto 1991, per diventare amministratore delegato della Treno alta velocità Tav Spa dal settembre 1991 al novembre 1996. Nel 1998 finisce ai domiciliari insieme all'ex presidente di Italferr Maraini. Dopo la bufera della Tangentopoli di Necci e Pacini Battaglia a metà degli anni Novanta, Incalza torna alla ribalta al ministero di Porta Pia con Pietro Lunardi e - successivamente - diventa poi il braccio destro del ministro Altero Matteoli con l'incarico di capo della struttura tecnica di missione.

Con un recente comunicato il ministro Maurizio Lupi (non indagato) ha ricordato che «l'ingegner Incalza, arrestato nell'ambito dell'inchiesta era ed è una delle figure tecniche più autorevoli che il nostro Paese abbia sia da un punto di vista dell'esperienza tecnica nazionale che della competenza internazionale, che gli è riconosciuta in tutti i livelli. Non a caso è la persona che viene definita come il padre della "legge Obiettivo" ed il padre della possibilità che nel nostro Paese si siano realizzate le grandi opere». In merito all'inchiesta il ministro ha inoltre assicurato «ma ssima collaborazione da parte del Governo e del Ministero delle Infrastrutture nell'accertamento delle responsabilità».

Stefano Perotti, fondatore di Spm Consulting: il lavoro trovato al figlio del ministro Lupi
Ingegnere, romano, 57 anni, Stefano Perotti ha un dottorato di ricerca in economia conseguito alla Sapienza di Roma nel 1984. Nello stesso anno fonda la SPM Consulting, engineering focalizzata sui servizi di progettazione e soprattutto direzione lavori.
È un project manager di livello A certificato Ipma dal 2001. Alla guida dell'azienda da settembre 1984, ha collaborato con il Ministero dei trasporti in ricerche sull'applicazione delle politiche industriali nell'assetto del territorio e ha fatto parte del Comitato tecnico nazionale per il piano generale dei trasporti e del Comitato nazionale italiano per i Paesi in via di sviluppo. Tra il 1994 e il 1996 è stato amministratore delegato di Sotecni spa e vicepresidente del consorzio Ferconsult, incaricato dell'alta sorveglianza e direzione lavori per la riqualificazione delle ferrovie in concessione. Tra agosto 2000 e luglio 2006, Perotti è stato responsabile del servizio di project control e direzione lavori per la tratta ferroviaria ad alta velocità Bologna-Firenze. È program manager per la progettazione e realizzazione di piattaforme tecnologiche integrate per i servizi di engineering and construction sul mercato italiano e internazionale. I lavori diretti, informa la società, negli ultimi anni ammontano a un importo complessivo di circa 415 milioni di euro.

Spm Consulting è una società con sedi A Roma, Milano e Ravenna, conta una cinquantina di dipendenti . Tra le commesse di rilievo l'acquisizione, nel 2008, della direzioni lavori e coordinamento della sicurezza delle due tramvie di Parma, per 250 milioni di costo, commissionate dal raggruppamento di imprese aggiudicatario, con Pizzarotti, Coopsette e Ccc. L'engineering di Perotti ha ricevuto l'incarico anche nell'ambito della maxi riqualificazione urbana di Citylife da 970 milioni di euro, con affidamenti relativi a direzione lavori. La società ha vinto anche un incarico importante per il Tunnel Bsae del Brennero, per la direzione lavori e coordinamento della relativo al cunicolo esplorativo Aica Mules, opera di 85 milioni.

È stato Stefano Perotti a indirizzare la società nell'innovazione tecnologica, sviluppando applicazioni originali per la gestione delle commesse acquisite nell'Alta velocità ferroviaria (le linee Bologna-Firenze, Torino-Novara, il nodo di Firenze, la linea 5 metropolitana di Milano e il metrò leggero di Brescia, la tranvia delle valli di Bergamo, nuove fiere di Roma e di Milano). La Piattaforma Mpm consulting è stata adottata dall'Anas su tre lotti della Salerno-Reggio. Le infrastrutture tecnologiche nascono proprio dove ci sono frammentazioni.

Il Gp di Firenze scrive che Stefano Perotti «ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi», figlio del ministro Maurizio Lupi. Il gip annota che il 21 ottobre 2014, uno degli indagati, Giulio Burchi, «racconta anche al dirigente Anas, ing. Massimo Averardi, che Stefano Perotti ha assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi». Segue l'intercettazione: «Ho visto Perotti l'altro giorno, tu sai che Perotti e il ministro sono non intimi, di più. Perché lui ha assunto anche il figlio, per star sicuro che non mancasse qualche incarico di direzione lavori, siccome ne ha soli 17, glieli hanno contati, ha assunto anche il figlio di Lupi, no?». Poi, il primo luglio 2014, sempre Burchi a Averardi: «il nostro Perottubus ha vinto anche la gara, che ha fatto un ribasso pazzesco», ha vinto «anche il nuovo palazzo dell'Eni a San Donato e c'ha quattro giovani ingegneri e sai uno come si chiama? Sai di cognome come si chiama? Un giovane ingegnere neolaureato, Lupi, ma guarda i casi della vita». «Perotti - continua il gip - nell'ambito della commessa Eni, stipulerà un contratto con Giorgio Mor, affidandogli l'incarico di coordinatore del lavoro che, a sua volta, nominerà quale "persona fissa in cantiere" è Luca Lupi» per 2mila euro al mese.

Lupi: mai chiesto favori per mio figlio
«Non ho mai chiesto all'ingegner Perotti né a chicchessia di far lavorare mio figlio. Non è nel mio costume e sarebbe un comportamento che riterrei profondamente sbagliato». Lo dice il ministro Maurizio Lupi in una nota.

Francesco Cavallo, mille incarichi dall'Anci alla Sea e un rolex per la laurea del figlio del ministro Lupi

Classe 1960, Francesco Cavallo, laurea in Scienze Politiche alla Cattolica del Sacro Cuore, è stato nominato appena due settimane fa alla presidenza di Centostazioni, la Spa delle Ferrovie con la mission di valorizzare le stazioni Fs ferroviarie nelle città capoluogo. La nomina, come da prassi, avviene con il consenso del ministero delle Infrastrutture. Cavallo ha svolto sempre ruoli dirigenziali e manageriali, oscillanti tra le relazioni istituzionali e gestione di aziende, collezionando numerosi incarichi e consulenze. Le informazioni si ricavano dal curriculum vitae che lo stesso Cavallo ha fatto pervenire alla segreteria del ministro Lupi, citata nell'ordinanza della procura. Tra gli incarichi recenti c'è stata la nomina ad amministratore delegato di Ancitel Lombardia, la spa per i servizi tecnologici dell'associazione dei comuni italiani, tra il 2005 e il 2011, quando diventa vicedirettore generale di Ancitel nazionale. Intanto nel 2006 diventa anche il responsabile relazioni istituzionali della Sea Spa, gestore degli aeroporti di Milano, fino al 2014. Nello stesso anno viene cooptato nel cda di Metropolitana Milanese. Nella carriera di Cavallo figurano anche tanti altri incarichi ricoperti in società di consulenza e di servizi: Europartner service, Obiettivo Lavoro, Copat, Inrete Srl; amministratore delegato di Editoriale Tempi duri (editrice del settimanale Tempi), Globe Editore; presidente della scarl La Fiorita; vicepresidente Siri (ristorazione); Cores Lombardia.
«Va segnalato - scrive il giudice - il regalo fatto dai coniugi Perotti al figlio del ministro Lupi in occasione della sua laurea: trattasi di un orologio Rolex del valore di 10.350 euro che Stefano Perotti fa pervenire a Luca Lupi tramite Franco Cavallo».

Sandro Pacella, il collaboratore fidato
Uomo di fiducia di Ercole Incalza. Sandro Pacella, 44 anni, è nato nel comune ciociaro di Sgurgola. Ha un diploma di geometra. L'ordinanza della procura ha messo in evidenza il suo ruolo di fido collaboratore del capo della struttura di missione, Ercole Incalza. Tra le venti persone della struttura tecnica, Pacella è la persona più vicina all'ingegnere, anche fisicamente: la sua stanza è accanto a quella di Incalza. È il suo braccio destro operativo, con ruoli - si specifica nell'ordinanza della procura di Firenze - di «segretario, mediatore e consulente» di Incalza.
Le indagini hanno dimostrato il ruolo di collettore di denaro ricoperto da Pacella per conto di Incalza. Ma hanno anche messo in evidenza come Pacella avesse margini di autonomia, che gli ha procurato diverse «utilità». Nell'ordinanza si documenta in particolare un viaggio in Spagna pagato (e prenotato) da Perotti. Peraltro Pacella, nonostante sia un dipendente del ministero delle Infrastrutture, era anche un dipendente, di livello dirigenziale, retribuito presso la società Ferrovie Sud Est, con sede a Bari, percependo da questa società un reddito tra i 155mila e i 175mila euro all'anno.


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