Lavori Pubblici

Lettera dei Comuni a Renzi, l'istruttoria dimezza le proposte - In palio 200 milioni

Alessandro Arona

Conclusa la prima fase di selezione on line, solo 701 progetti finanziabili su 1.285 Comuni che si erano fatti avanti dopo la missiva del premiere del 2 giugno 2014 - In palio 200 milioni di euro

È bastato costringere i sindaci a ripresentare le domande con una procedura codificata on line per dimezzare le proposte rispetto alle iniziali e-mail informali inviate direttamente all'indirizzo matteo@governo.it, in seguito alla lettera inviata dallo stesso premier Matteo Renzi il 2 giugno scorso . Da 1.285 Comuni che avevano fatto almeno una richiesta (entro il 15 giugno 2014) a 701 richieste ripresentare secondo la procedura formale aperta sul sito del governo dal 18 febbraio al 6 marzo 2015.

Le mail inviate furono inizialmente (nel giugno 2014) 2.459, mandate da 1.285 sindaci (quasi due mail a testa, dunque), segnalando - come aveva chiesto di fare Renzi - 3.300 opere incagliate da sbloccare o da finanziare.

Poi è arrivato il decreto Sblocca Italia, il 12 settembre successivo (Dl 12 settembre 2014, n. 133, convertito il 12 novembre con la legge 164/2014 ), portando in dote per le «opere segnalate dai Comuni alla presidenza del Consiglio dal 2 al 15 giugno» (art. 4 c. 3) lo svincolo dal Patto di Stabilità interno per 250 milioni di euro e finanziamenti aggiuntivi per 200 milioni (art. 3 c. 2 lettera c).

Lo svincolo al Patto è arrivato puntuale, con un Dpcm firmato dal sottosegretario Graziano Delrio il 28 ottobre scorso, riuscendo a soddisfare tutte le esigenze, mentre per i finanziamenti, che rispetto alle richieste sono pochi, e dunque bisogna fare delle scelte, i funzionari di Palazzo Chigi si sono resi conto in questi mesi che per assegnare soldi pubblici servono requisiti e parametri ben precisi, che la lettera di Renzi non conteneva. Dunque si è ripartito da zero, e a fine febbraio sul sito di Palazzo Chigi è comparsa la lettera inviata il 17 febbraio ai sindaci (gli stessi che hanno mandato le mail) dal capo dipartimento Dipe Ferruccio Sepe in cui si chiede di ripresentare una domanda precisa, sulla base dei moduli e delle istruzioni messe on line lo stesso giorno, e di «indicare un solo intervento ritenuto prioritario o strategico tra quelli già segnalati a giugno».

Nelle 2.459 mail, infatti, oltre a essere quasi due per Comune, c'era di tutto: dallo sfogo per la Soprintendenza che non concede il parere, all'impresa di costruzione fallita, alla mancanza di risorse; il tutto scritto in forma libera, dalle dieci righe scarne alle 250, senza informazioni base da indicare, senza condizioni per l'accesso ai fondi e parametri per la selezione.
Dopo mesi di esame delle mail ci si è resi conto che non solo sarebbe stato giuridicamente rischioso assegnare i fondi sulla base di una procedura tanto indefinita, ma sarebbe stato anche imposssibile, perché nel frattempo l'articolo 3 c. 2 lettera c) dello Sblocca Italia imponeva che queste opere fossero «appaltabili» entro il 30 aprile 2015 e «cantierabili» entro il 31 agosto 2015, informazioni mancanti nella stragrande maggioranza dei opere segnalate.

Ebbene, al 6 marzo scorso - spiega il Dipartimento per la programmazione economica di Palazzo Chigi - «Le risposte valide e accettate dell'iniziativa sono 701, con un tasso di risposta pari al 55%» (rispetto ai 1.285 Comuni).

«Si avvia, ora - spiega Palazzo Chigi - la seconda fase di lavoro che prevede l'elaborazione dei dati raccolti dal Dipe e la verifica della coerenza delle indicazioni pervenute rispetto alle segnalazioni originarie», cioè dopo il rispetto della "forma" della richiesta si dovrà verificare che si tratti di opere appaltabili entro il 30 aprile e cantierabili entro il 31 agosto. Fatta la lista ristretta di interventi finanziabili si andrà al Cipe per assegnare i 200 milioni. Se tutto va bene, dunque, ad aprile-maggio avremo 5-600 mini-bandi nei Comuni per un valore di almeno 200 milioni (altri fondi potrebbero essere comunali).


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