Lavori Pubblici

Calabria e Sardegna contro Rfi: investe solo al nord, il Mezzogiorno resta senza Tav

Massimo Frontera

Le Regioni hanno chiesto a Parlamento e Governo di fare pressing sulla società del Gruppo delle Ferrovie per incrementare gli investimenti nelle aree del Mezzogiorno

Il Mezzogiorno continua ad avere un ruolo marginale nelle politiche di investimento previste nel contratto di programma Rfi-Governo. È, in sintesi, quanto hanno rimarcato gli esponenti delle amministrazioni delle Regioni Calabria e Sardegna ascoltati oggi dalla commissione Trasporti della Camera. La Commissione nei prossimi giorni darà il parere allo schema di contratto Rfi-Governo 2012-2016 e ha pertanto avviato un ciclo di audizioni per raccogliere elementi utili nella formulazione del parere.

Il contratto di programma 2012-2016, sostanzialmente in linea con il precedente, conferma gli investimenti nelle opere già avviate prevalentemente al Nord, a partire dai maxi-progetti del tunnel del Brennero, della Torino-Lione, del Terzo valico e dei nodi urbani di Genova, Venezia, Bologna.
Un'impostazione che - hanno denunciato entrambi gli assessori regionali ai Trasporti sentiti in commissione - continua a penalizzare le aree del Sud, incrementando il divario tra le due aree del Paese.

«Il contratto 2012-2016 di Rfi guarda solo al Nord, prevede pochissimo al Mezzogiorno e quasi niente alla Calabria - ha detto l'assessore regionale ai Trasporti della Calabria Nino De Gaetano -. L'Alta velocità si è fermata a Salerno. C'è una posta in bilancio programmatica, che non è reale; sette milioni di abitanti tra Sicilia e Calabria sono tagliati fuori. Chiederemo di interventire per modificare, dove è possibile, il contratto».

Da qui la richiesta rivolta alla Commissione permanente di Montecitorio di fare il possibile per sensibilizzare Rfi sull'importanza di inserire progetti di sviluppo infrastrutturale al Sud. In Calabria, in particolare, De Gaetano ha segnalato alcuni interventi in cima alla lista delle priorità, a partire dal programma della Napoli-Bari, per mettere in cantiere almeno «un primo lotto della Salerno-Reggio Calabria». L'altra richiesta è di collegare alla rete ferroviaria veloce l'aeroporto di Lamezia Terme, visto anche che la Regione, ha assicurato De Gaetano, «ha deciso di potenziare lo scalo». «E su questo - ha proseguito - potremmo inserire a stralcio un primo lotto della Lamezia Terme-Paola». Altra richiesta riguarda l'ammodernamento della rete a nord del Porto di Gioia Tauro che attualmente non consente il trasporto dei container sbarcati al maxi-porto.

Ancora peggiore è la situazione della regione Sardegna, dove l'assessore Massimo Deiana ha ricordato ai deputati della Commissione Trasporti che «i 450 km della rete ferroviaria della Regione non sono elettrificati». «La regione - ha riferito sempre Deiana - investirà 20 milioni di Fondi Pac nell'ammodernamento della rete; nel novembre scorso ha anche trovato disponibilità, manifestata da Rfi, a considerare un investimento di 30 milioni nell'attrezzaggio della rete. Ma per quanto riguarda veri e propri investimenti infrastrutturali sulla rete, non abbiamo avuto segnali di disponibilità da Rfi». «Per rendere competitiva la rete della Regione - ha aggiunto Deiana - servirebbero investimento per 1,457 miliardi».


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