Lavori Pubblici

Rapporto Symbola: vale 75 miliardi di euro l'industria della cultura in Italia

Giuseppe Latour

Ermete Realacci, presidente della fondazione:«L'Italia deve ripartire dal legame tra cultura, identità del paese ed economia» - «Bene l'Art Bonus per lanciare le sponsorizzazioni»

«È impossibile affrontare la crisi che stiamo attraversando se non abbiamo un'idea di futuro. Per l'Italia, per individuare la sua missione nel mondo, più che per altri, è importante il legame tra cultura, identità del paese ed economia». Con queste parole il presidente della commissione Ambiente della Camera e della Fondazione Symbola, Ermete Realacci ha introdotto la presentazione del rapporto «Io sono Cultura» sull'industria culturale italiana, proposto da Symbola insieme a Unioncamere. Il seminario-convegno è stato organizzato mercoledì mattina dalla Fondazione alla presenza del ministro Dario Franceschini, per fare il punto sull'apporto che questo comparto potrebbe dare alla nostra economia. Si tratta del quarto appuntamento dedicato dalla Fondazione al tema dell'industria culturale in Italia, insieme a Unioncamere.

Il settore della cultura nel nostro paese, secondo quanto spiegano i numeri presentati durante l'incontro, include industrie, imprese e professionisti che si occupano di aspetti creativi, ma anche tutta la filiera legata alla tutela dei musei, delle biblioteche e dei monumenti storici.
In totale, il suo valore aggiunto pesa 74,9 miliardi di euro per un totale di 1,4 milioni di occupati e poco meno di 450mila imprese. Gli investimenti in questo settore garantiscono un ottimo effetto leva: ogni euro speso nel patrimonio artistico, ad esempio, ne riporta indietro due. Pesano molto le esportazioni, in attivo per 25,7 miliardi dal 1992, con dati positivi che arrivano, tra le altre cose, dal design e dall'arredo.
Un faro è stato acceso sulle sponsorizzazioni, ancora indietro in Italia rispetto ad altri paesi. Secondo i dati di Symbola, il fenomeno pesa in Italia circa 150 milioni di euro; nel 2010, anno record della storia recente, siamo arrivato a oltre 180. Numeri lontanissimi da altre esperienze a noi vicine. In Germania ogni anno vengono raccolti circa 4 miliardi di euro. Nel Regno Unito ci si ferma a 814 milioni, comunque molto oltre il livello italiano. Fa un po' peggio la Francia che, in ogni caso, ha fatto registrare nel 2012 ben 660 milioni di euro. Le novità normative potrebbero, comunque, invertire questa tendenza. «L'introduzione del decreto Art bonus – spiegano da Symbola – avvicinerà la normative italiana a quella degli altri paesi europei e, con il suo sitema di incentive fiscali, faciliterà l'afflusso di fondi privati verso il patrimonio culturale pubblico».


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