Lavori Pubblici

Istat: emorragia di lavoro in cantiere, a fine 2014 persi altri 109mila posti (-7%)

Mauro Salerno

Diciottesimo calo trimestrale consecutivo nell'edilizia, mentre a livello generale si registrano i primi segnali di ripresa. Nelle costruzioni 1.454.000 lavoratori: 274mila in meno di tre anni fa

L'emorragia di lavoro nei cantieri non si ferma neppure di fronte ai deboli segnali di ripresa dell'occupazione. La conferma arriva dai dati appena diffusi dall'Istat, che permettono anche di tracciare un bilancio sull'andamento del settore in tutto l'anno appena trascorso.

Nell'ultimo trimestre del 2014, il settore delle costruzioni ha fatto registrare il diciottesimo calo consecutivo degli occupati. Vuol dire che da quattro anni e mezzo (dal 2009 dunque) le porte dei cantieri si aprono solo per fare uscire lavoratori, mentre rimangono chiuse per chi bussa nel tentativo di trovare un'occupazione. I numeri parlano chiaro: tra ottobre e dicembre 2014 il numero degli occupati nelle costruzioni ha subito un'altra pesante contrazione. L'Istat la valuta in una perdita del 7% rispetto a un anno prima. Il valore percentuale si traduce in 109mila posti di lavoro in meno.

La media 2014
L'anno scorso in media i cantieri hanno dato lavoro a 1.484.000 occupati, in calo del 4,4% rispetto al 2013. Il calo si è sentito di più al Centro, dove la flessione è stata del 6,4 per cento. meno accentuate la contrazione al Sud (-3,4%). Mentre al Nord la flessione è stata in linea con la media nazionale (-4,2 per cento)

Settore in controtendenza
Il tutto mentre a livello generale si cominciano invece a registrare i primi segnali di inversione di tendenza. «Nel quarto trimestre 2014 - si legge infatti nel rapporto dell'Istituto nazionale di statistica - continua la crescita del numero di occupati su base annua (+0,7%, pari a 156.000 unità)». Il dato riguarda anche l'industria in senso stretto (+0,6%) e i servizi (+1,2%), ma non l'edilizia che anzi, come anticipato, «accentua la contrazione».
A fine 2014 (media dell'ultimo trimestre) l'Istat ha contato 1.454.000 addetti alle costruzioni. Si tratta del valore più basso tra quelli registrati nel documento. Tale da far registrare un crollo di addirittura il 15,8% rispetto ai 1.728.000 lavoratori registrati nell'ultimo trimestre del 2011 (ultimo dato riportato nelle serie storiche, che peraltro faceva già registrare un calo dell'8% degli occupati rispetto a un anno prima). Solo da allora il settore ha perso 274mila posti di lavoro.

Dipendenti e autonomi
Nell'ultimo trimestre dell'anno a far registrare la contrazione più pesante sono i lavoratori dipendenti. A fine 2014 l'Istat ne ha contati 843mila, vale a dire 79mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2013 (-8,5 per cento). Caduta meno brusca per i lavoratori autonomi (-4,7%). Ora sono 611mila, a fine 2013 erano 641mila (30mila in meno).
Anche nella media annuale il calo più consistente ha riguardato i dipendenti in calo del 6,3%, contro il meno 1,8% dei lavoratori autonomi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA