Lavori Pubblici

Piemonte, i numeri della crisi dopo Olimpiadi e polo metropolitano

R.E.T.

Gli scenari analizzati nel volume dell'Ance regionale dal titolo "Il settore delle costruzioni in Piemonte e Valle D'Aosta - mercati, dinamiche e strutture"

La brusca gelata dopo la stagione di investimenti pubblici che si era avviata con le Olimpiadi invernali del 2006, gli stop and go nella creazione del polo metropolitano di Torino e i drammatici effetti della crisi economica e finanziaria sull'edilizia. Sono alcuni dei principali scenari analizzati nel volume dell'Ance Piemonte dal titolo "Il settore delle costruzioni in Piemonte e Valle D'Aosta - mercati, dinamiche e strutture".

Uno studio che mostra, con ricchezza di dati statistici ed economici e il contributo di imprenditori, docenti universitari ed esperti del settore, la situazione di grande sofferenza vissuta negli ultimi anni dal comparto in uno dei territori da sempre più dinamici del Paese. Una regione che oggi vede messa a rischio la sopravvivenza stessa di centinaia di imprese edili.
E fa registrare un ritardo infrastrutturale di circa 30 punti percentuali rispetto alla media del Nord-Ovest, investimenti scesi del 27%, oltre 40.000 posti di lavoro persi, quasi un'impresa su 3 entrata in procedura fallimentare.

"Stiamo parlando di un intero sistema che non sta più in piedi", scrive nell'indagine congiunturale il presidente di Ance Piemonte Giuseppe Provvisiero, perché ha subito colpi durissimi sia sul fronte delle opere pubbliche che dell'edilizia residenziale, addirittura con un dimezzamento dei permessi di costruire nell'arco di un quadriennio. Un quadro a cui si aggiunge la crisi delle compravendite immobiliari (con valori che oscillano dal -31,4% di Vercelli al -23,5% di Torino), il forte calo nell'erogazione di nuovi mutui (-46,2%), e pagamenti della pubblica amministrazione che arrivano in media con 6 mesi di ritardo dopo la conclusione dei lavori da parte delle imprese.
Tutti temi di grande attualità anche a livello nazionale, sui quali l'Ance Piemonte fornisce analisi puntuali e dettagliate provincia per provincia, oltre a una serie storica dei dati. Ma il volume non rappresenta solo un cahier de doleance dei costruttori, che indicano gli strumenti per alleviare la morsa della crisi e cogliere i primi, timidi segnali di quella inversione di tendenza che comincia a farsi strada a livello nazionale.

Piccoli interventi da realizzare nell'immediato per ridare slancio all'economia e all'occupazione, la riqualificazione urbana per dare risposte a un fabbisogno abitativo che non è venuto meno ma si è evoluto, minori costi del lavoro, una fiscalità sulla casa più equa, garanzie per l'accesso al credito di imprese e famiglie, un piano per l'internazionalizzazione.

"Una rinnovata consapevolezza dovrà accompagnare anche le nostre imprese – conclude l'Ance Piemonte – chiamate a essere sempre più attente al prodotto, alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale, per tornare a produrre valore e ricchezza attraverso qualità, trasparenza ed efficienza".


© RIPRODUZIONE RISERVATA