Lavori Pubblici

Opere incagliate, tutto da rifare sulle segnalazioni dei sindaci sollecitate da Renzi

Alessandro Arona

«Segnalatemi le opere da sbloccare» - scrisse il premier il 2 giugno 2014 - ma per assegnare i 200 milioni dello Sblocca Italia le mail non bastano: l'istruttoria vera parte solo ora

Vi ricordate la lettera inviata dal premier Matteo Renzi ai sindaci il 2 giugno scorso? «Sono stato sindaco anch'io ...», «individuate un cantiere fermo, una procedura da acccelerare ..», «segnalatecela entro il 15 giugno»: così scrisse il presidente del Consiglio. Aggiungendo che sarà cura del governo verificare la situazione e «se del caso procedere all'interno di un pacchetto di misure denominato Sblocca Italia».
Le mail dei sindaci sono arrivate, 1.650 in tutto segnalando 3.300 opere ferme, così come il decreto Sblocca Italia, il 12 settembre successivo (Dl 12 settembre 2014, n. 133, convertito il 12 novembre con la legge 164/2014 ), portando in dote per le «opere segnalate dai Comuni alla presidenza del Consiglio dal 2 al 15 giugno» (art. 4 c. 3) lo svincolo dal Patto di Stabilità interno per 250 milioni di euro e finanziamenti aggiuntivi per 200 milioni (art. 3 c. 2 lettera c).
Lo svincolo al Patto è arrivato puntuale, con un Dpcm firmato dal sottosegretario Graziano Delrio il 28 ottobre scorso , riuscendo a soddisfare tutte le esigenze, mentre per i finanziamenti, che rispetto alle richieste sono pochi, e dunque bisogna fare delle scelte, i funzionari di Palazzo Chigi si sono resi conto in questi mesi che per assegnare soldi pubblici servono requisiti e parametri ben precisi, che la lettera di Renzi non conteneva. Dunque si riparte da zero, e nei giorni scorsi sul sito di Palazzo Chigi è comparsa la lettera inviata il 17 febbraio ai sindaci (gli stessi che hanno mandato le mail) dal capo dipartimento Dipe Ferruccio Sepe in cui si chiede di ripresentare una domanda precisa, sulla base deimoduli e delle istruzioni messe on line lo stesso giorno.

Nelle 1.650 mail, infatti, c'era di tutto: dallo sfogo per la Soprintendenza che non concede il parere, all'impresa di costruzione fallita, alla mancanza di risorse; il tutto scritto in forma libera, dalle dieci righe scarne alle 250, senza informazioni base da indicare, senza condizioni per l'accesso ai fondi e parametri per la selezione.
Dopo mesi di esame delle mail ci si è resi conto che non solo sarebbe stato giuridicamente rischioso assegnare i fondi sulla base di una procedura tanto indefinita, ma sarebbe stato anche imposssibile, perché nel frattempo l'articolo 3 c. 2 lettera c) dello Sblocca Italia imponeva che queste opere fossero «appaltabili» entro il 30 aprile 2015 e «cantierabili» entro il 31 agosto 2015, informazioni mancanti nella stragrande maggioranza dei opere segnalate.

Ma vediamo con ordine.

LA LETTERA DI RENZI DEL 2 GIUGNO
Nel giorno della Festa della Repubblica Renzi scrive ai sindaci (il testo della lettera ) per chiedere uno sforzo comune: «Individuate una caserma bloccata, un immobile abbandonato, un cantiere fermo, un procedimento amministrativo da accelerare. Segnalatecelo entro il 15 giugno all'indirizzo matteo@governo.it. Sarà nostra cura verificarne lo stato d'attuazione con gli uffici dedicati e – se del caso – procedere all'interno di un pacchetto di misure denominato "Sblocca Italia". La necessità e l'urgenza di provvedere subito alla ripartenza dei cantieri e alla definizione delle procedure è sotto gli occhi di tutti. Come abbiamo fatto per la scuola, anche per questi interventi cercheremo di essere il più tempestivi possibili».
«Sono stato Sindaco anche io - aggiungeva Renzi - e come voi ricordo le polemiche: quanti cantieri abbiamo bloccato per la mancanza di un parere, per un diniego incomprensibile di una sovrintendenza, per le lungaggini procedurali. Quante volte siamo stati costretti a rinunciare a un investimento magari di capitali stranieri, certo innamorati dell'Italia, ma preoccupati del complicato sistema amministrativo del nostro paese».

LE MAIL ARRIVATE
La risposte dei sindaci arrivano, come era prevedibile, 1.650 e-mail (tutto sommato poche, se pensiamo che i sindaci sono in Italia 8.048), con segnalazioni per 3.300 opere. Alcune sono precise e dettagliate, la maggior parte sono in forma libera, di "racconto", e comunque non contengono le informazioni su appaltabilità e cantierabilità, che sono arrivate solo il 12 settembre con lo Sblocca Italia. In ogni caso le informazioni sono disomogenee da un caso all'altro.

LO SBLOCCA ITALIA
Il decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 (convertito con modificazioni con la legge 12 novembre 2014 n. 164) cita in tre punti le «opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio dei ministri dal 2 al 15 giugno 2014»:
1) Conferenza di servizi. All'articolo 4 c. 1, al fine di favorire la realizzazione di queste opere (e anche delle incompiute diu cui all'anagrafe Mit ex articolo 44-bis Dl 101/2011), si prevede, «nel caso in cui la problematica emersa attenga al mancato concerto tra Amministrazioni», la possibilità di riconvocare la conferenza di servizi, questa volta con termini dimezzati. In realtà una piccola novità, che comunque non richiedeva provvedimenti attuativi.
2) Deroga al Patto. All'articolo 4 comma 3 si concede la deroga al Patto di Stabilità interno, per le sole opere segnalate nelle lettere 2-15 giugno, purché siano rispettate le seguenti condizioni, da accertare con istruttoria della presidenza del Consiglio entro 30 giorni dall'entrata in vigore del Dl (cioè entro il 12 ottobre): a) opere previste nei programmi triennali del Comune; b) «i pagamenti devono riguardare opere realizzate, in corso di realizzazione o per le quali sia possibile l'immediato avvio dei lavori da parte dell'ente locale richiedente»; c) pagamenti effettuabili ed effettuati entro il 31 dicembre 2014; c-bis) priorità a edilizia scolastica, impianti sportivi, contrasto al dissesto idrogeologico, sicurezza stradale.
3) Finanziamenti. All'articolo 3 comma 2 lettera c) si includono «le opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio» dal 2 al 15 giugno 2014, insieme anche alle domande non finanziate del Piano 6mila campanili del 2013, tra quelle da finanziare con i decreti Infrastrutture-Economia per un totale di 3,9 miliardi di euro. Le opere della lettera c), scrive il Dl 133, devo essere appaltabili entro il 30 aprile 2015 e cantierabili entro il 31 agosto 2015 (termini non modificati dal Milleproroghe).
Nel Dl non si specificano le cifre, ma nelle bozze dei decreti Lupi-Padoan si destinano alle opere "2-15 giugno 2014" finanziamenti per 200 milioni di euro.

IL DPCM CON LA DEROGA AL PATTO
Sulle deroghe al Patto si Stabilità interna il Governo rispetta quasi alla lettera le indicazioni dell'articolo 4 c. 3 dello Sblocca Italia. Il 28 ottobre il sottosegretario Graziano Delrio firma un Dpcm che concede la deroga a 108 Comuni per 235 opere segnalate , per un totale di pagamenti in deroga di 198 milioni di euro. A parte 64 richieste di deroga ritenute inammissibili, Palazzo Chigi ha concesso la deroga a tutti gli altri che l'avevano richiesta, rimanendo peraltro al di sotto del tetto di 250 milioni fissato dal decreto legge (la lista dei Comuni e delle opere ).

I FINANZIAMENTI (200 MILIONI)
Dopo la conversione del decreto legge il Mit chiarisce che vuole assegnare 200 milioni alle "opere di Renzi", nell'ambito del pacchetto "piccole opere" a cui il governo (nella relazione tecnica al Dl 133) fin dall'inizio aveva detto di voler assegnare 500 dei 3.890 milioni disponibili (gli altri andranno: 200 milioni al piano 6mila campanili e 100 alle opere dei Provveditorati alle opere pubbliche).
Una volta chiarito questo gli uffici di Palazzo Chigi (Dipartimento per la programmazione economica, Dipe) hanno lavorato per settimane per esaminare una per una le 1.650 e-mail, per capire se contenessero sufficienti elementi per classificare e selezionare le richieste di finanziamento. Concludendo, a inizio febbraio, che tutto questo non c'era assolutamente, e dunque l'istruttoria doveva, seppure in tempi rapidi, ricominciare.
Il 17 febbraio il capo dipartimento Ferruccio Sepe scrive allora ai 1.650 sindaci , chiedendo loro «in conformità con quanto da lei già comunicato nella mail di giugno, la segnalazione dell'intervento ritenuto prioritario o di interesse strategico per l'Ente da lei amministrato e la compilazione di un modulo di richiesta informazioni, progettato per l'occasione». Il modulo è compilabile on line dal 18 febbraio al 6 marzo (le istruzione di Palazzo Chigi ).

Oltre alla richiesta di indicare una sola priorità per Comune, e oltre all'indicazione che si deve trattare (in corenza con il dettato di legge) di opere da completare o riavviare, e non nuove opere), la lettera chiede ai sindaci di attestare e dimostrare il rispetto dei due requisiti dell'art. 3 c. 2 dello Sblocca Italia su appaltabilità entro il 30 aprile e cantierabilità entro il 31 agosto, senza successivi parametri o criteri per la selezione: la convinzione, a Palazzo Chigi, è infatti che quei due paletti sui tempi "faranno una strage" tra le richieste, e che dunque per quello che resterà i 200 milioni disponibili saranno sufficienti per finanziare tutto. Qualora non lo fosse dovrà essere fatta una selezione (ma la lettera e le istruzioni non spiegano sulla base di quali criteri).

Dopo il 6 marzo, sui moduli compilati dai sindaci sarà fatta una veloce istruttoria, e poi la lista dei progetti finanziabili, se entro il tetto dei 200 milioni, sarà approvata probabilmente con una delibera Cipe. I tempi sono stretti, perché appunto i bandi di gara (così come viene definita l'appaltabilità nelle istruzioni del Dipe) devono essere pubblicati entro il 30 aprile.


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