Lavori Pubblici

Grandi opere, sfida tra i big italiani e gli italo-spagnoli di Sis sulla Roma-Latina

Alessandro Arona

Due le offerte presentate all'Anas nella (infinita) gara per la concessione di costruzione e gestione della nuova autostrada (investimento da due miliardi di euro nella parte con quota pubblica)

Nessun nuovo stop della infinita storia della gara in project financing per l'autostrada Roma-Latina. Alla scadenza del 18 febbraio due cordate di imprese di costruzione hanno fatto la loro offerta per aggiudicarsi la concessione di Autostrade del Lazio Spa (società concedente paritetica tra Anas e Regione Lazio). La scadenza era stata originariamente fissata per il 16 settembre scorso (la vicenda, la gara bloccata e poi ripartita ), poi spostata al 27 novembre, al 10 dicembre, e infine al 18 febbraio.

Due sole le offerte in pista, ma al masimo livello. Da una parte una cordata italiana, guidata da Salini Impregilo, con il numero due italiano Astaldi, il numero 4 Pizzarotti, il numero 7 Ghella (ultimi bilanci chiusi). Dall'altra parte il Consorzio stabile Sis (società consortile per azioni), consolidata alleanza italo-spagnola nata su spinta del colosso iberico Sacyr y Vallermoso (grande impresa impegnata - ad esempio - con Salini Impregilo per il nuovo canale di Panama) e oggi controllata al 51% dal gruppo Fininc di Torino (tramite la società di costruzioni Inc spa e la società di ingegneria Sipa Spa), contro il 49% di Sacyr.

Gli ultimi due rinvii , quelli da fine novembre al 18 febbraio, erano stati motivati dall'Anas (ufficiosamente) con la necessità di rispondere alla lettera dell'Autorità Anticorruzione (si veda il servizio ), inviata a metà novembre, con la quale l'ente di vigilanza accoglieva i rilievi segnalati il 18 giugno scorso da Ance Lazio e Acer (costruttori di Roma) su presunte irregolarità nella gara.
L'Authority di Cantone (competente anche per la vigilanza sugli appalti) ha affermato in sintesi - nella lettera inviata alla società concedente Autostrade del Lazio - che la gara in corso violerebbe i principi del Codice Contratti in materia di concorrenza e non discriminazione, contravverrebbe al principio introdotto dalla legge 214/2011 che invita a favorire la partecipazione delle Pmi alle grandi opere, e infine «è limitativa della concorrenza»», sempre in relazione alla partecipazione delle Pmi.

All'inizio di gennaio tuttavia Autostrade del Lazio (servizio ) ha pubblicato sul suo sito, su sollecitazione dell'Autorità Anticorruzione (Anasc), la delibera del 9 dicembre scorso in cui l'Anac rispondeva alle controdeduzioni della società pubblica in merito al rilievo di inizio novembre, e di fatto ammorbidiva molto le sue critiche, fino a stemperarle a mere osservazioni.

A quel punto la scadenza del 18 febbraio poteva essere confermata. Fra l'altro a quanto ci risulta da fonte affidabile, Autostrade per il Lazio non ha inserito alcuna nuova prescrizione in gara in seguito alle osservazioni dell'Anac, in particolare nessuna quota minima di lavori da affidare a terzi in gara.

L'autostrada, che per molti tratti sarà un'ammodernamento dell'attuale superstrada Ss 148 Pontina, costa in tutto 2.787,7 milioni di euro, ma la tratta di cui si garantisce la copertura del piano economico-finanziario (delibera Cipe 51/2013 , in Gazzetta il 3 gennaio 2014) è solo la A12-Roma (Tor de' Cenci)-Latina e opere connesse, che costa 2.063 milioni (1.839 al netto del ribasso di gara stimato) e gode del contributo publico di 468 milioni a valore attuale, stanziati nel 2004.
La delibera Cipe 51/2013 ha approvato il progetto definitivo della A12-Tor de' cenci (594,4 milioni), che ancora mancava all'appello, ed espresso parere favorevole allo schema di convenzione, nel quale lo Stato non assume nessun obbligo di finanziamento delle tratte attualmente non coperte da finanziamento pubblico (la Cisterna-Valmontone), come d'altra parte stabilito dall'articolo 18 comma 4 del decreto Fare. Il Cipe 2013 (governo Letta, ministro Lupi) ha comunque confermato l'impostazione della gara Anas 2011 secondo la quale l'aggiudicazione riguarda tutta l'opera, anche la parte non finanziata (la bretella Cisterna-Valmontone, collegamento alla A1), la cui realizzazione è tuttavia condizionata allo stanziamento dei 502 milioni mancanti.


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