Lavori Pubblici

Fondi Ue 2014-20, le Regioni spingono sul recupero energetico degli edifici

Brunella Giugliano

Viaggio nei Por Fesr approvati dalla Commissione europea - Interventi di energia sostenibile per almeno il 20% dei fondi nell'Accordo Italia-Ue, le Regioni mettono quasi tutto sugli edifici

Le Regioni investono sulla riqualificazione energetica degli edifici pubblici, a cui destinano gran parte delle risorse europee previste nel capitolo dedicato all'Energia Sostenibile nell'ambito dei Por Fesr 2014-20. Su 5,5 miliardi di euro di valore totale dei Por approvati nei giorni scorsi dalla Commissione europea (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio e le due provincie autonome di Trento e di Bolzano) circa 800-1.000 milioni di euro dovrebbe riguardare proprio la riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

E' questa una delle principali novità dei nuovi Programmi regionali e cioè finanziare interventi che aumentino il livello di efficienza energetica del patrimonio esistente e che, allo stesso tempo, riducano le emissioni inquinanti.
Una scelta che parte da lontano e, per certi versi, quasi obbligata. Secondo i nuovi regolamenti Ue, infatti, green economy e low carbon economy devono diventare assi portanti della programmazione dei fondi Fesr 2014-2020. Lo stesso Accordo di Partenariato , siglato da Governo e Bruxelles ad ottobre scorso, impone percentuali minime obbligatorie di investimenti nella produzione di energia sostenibile, compresa l'efficienza energetica: almeno il 12% per le Regioni meno sviluppate, almeno il 15% per le Regioni in transizione e almeno il 20% per le Regioni più sviluppate. Lo scopo è sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori; ridurre i consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e no; incrementare l'uso di fonti rinnovabili.

Per centrare gli obiettivi, le Regioni hanno deciso, in molti casi, di partire proprio dalla riqualificazione energetica del patrimonio pubblico. Secondo i dirigenti delle Autorità di Gestione dei Por Fesr, tale scelta non rappresenta solo una risposta alla crisi ambientale dovuta alle emissioni climalteranti, ma anche un'opportunità per ridurre la spesa pubblica e produrre risparmi colpendo gli sprechi legati al consumo di energia.

Gli interventi sono concentrati principalmente su due Assi dei Por Fesr: l'Asse IV dedicato alla sostenibile energetica e l'Asse VI destinato allo sviluppo urbano.
Le strategie per selezionare gli interventi da realizzare e gli edifici da riconvertire si differenziano da Regione a Regione. In generale, si agirà in un'ottica di concertazione tra amministrazione regionale, Comuni e altri enti pubblici. Nelle ipotesi delle Autorità di Gestione, i finanziamenti saranno erogati attraverso incentivi ai soggetti pubblici che saranno coinvolti, ma anche attraverso strumenti di ingegneria finanziaria che tengano nel processo anche i privati.

Qui di seguito le prime puntate del viaggio nei Por Fesr regionali e nei Pon nazionali approvati dalla Commissione il 13 febbraio.

Por Fesr Emilia Romagna

Por Fesr Umbria

Por Fesr Piemonte e Por Valle D'Aosta

Opere anti-dissesto nel Por Fesr Marche

Por Fesr Lombardia

PON CULTURA

Por Trento e Bolzano

Por Toscana

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