Lavori Pubblici

Dissesto, dal Cipe 550 milioni - Poi ok alla Torino-Lione e 1,1 miliardi all'Aquila

Alessandro Arona

Dal Cipe 450 milioni, altri 150 già esistenti - Altri 100 milioni per un nuovo fondo progettazione - Ok al progetto definitivo per la parte italiana Tav, costo totale a 8,6 miliardi - Altri 1.126 milioni per la ricostruzione in Abruzzo

Ok dal Cipe al finanziamento da 600 milioni per il piano stralcio anti dissesto idrogeologico (più 100 milioni per il fondo progettazione), approvato il progetto definitivo della Torino-Lione, parte italiana, e infine assegnazione di altri 1.126 milioni di euro per la ricostruzione post-terremoto all'Aquila.

PIANO STRALCIO ANTI DISSESTO
Arrivano dal Cipe - riunitosi oggi (20 febbraio) - i 600 milioni di euro necessari a finanziare il programma stralcio anti-dissesto idrogeologico per le grandi aree urbane (Roma, Genova, Milano, Venezia, Firenze, Napoli, Torino, Reggio Calabria, Palermo, Bari, Catania, Messina, Cagliari, ). Le risorse arrivano in gran parte - 450 milioni - dal Fondo sviluppo e coesione (Fsc) 2014-2020, e sono la quota effettivamente assegnata dal Cipe, che aggiungendosi ai 110 milioni già messi a disposizione dal decreto Sblocca Italia (Dl 133/2014) per gli interventi urgenti di difesa del suolo nelle grandi città, e ad altri 40 milioni dal Ministero dell'Ambiente porta la dota complessiva per il piano stralcio a 600 milioni di euro.

Tale cifrà sarà assegnata a circa 150 interventi nelle 14 città metropolitane, e il Cipe ha assegnato ieri altri 100 milioni sono per un nuovo fondo progettazioni. Il piano stralcio era stato annunciato nel novembre scorso per 700 milioni di euro, ma l'esame da parte dell'Unità di missione delle richieste presentate dalle Regioni il 4 dicembre scorso per elaborare il piano settennale di difesa del suolo (da circa 7 miliardi di euro) ha evidenziato forti ritardi nella progettazione (su richieste per 16.357 milioni di euro, progetti esecutivi solo per 875 milioni e definitivi per 2.029 milioni, tutto il resto con progetti preliminari e soprattutto studi di fattibilità). Da qui la scelta, ufficializzata dal Cipe, di assegnare 100 milioni al fondo, che servirà appunto a finanziare la progettazione delle opere o a far avanzare quella già esistente.

Il premier Matteo Renzi ha firmato anche il Dpcm (che ha avuto il giorno prima il parere positivo dalla Conferenza Stato-Regioni) che fissa i criteri per la selezione degli interventi a cui assegnare le risorse. Il Cipe ha stabilito un termine (necessariamente orientativo) per arrivare a questo decreto, e dunque all'assegnazione effettiva delle risorse e all'avvio del piano stralcio, entro 45 giorni.

Nel Dpcm ci saranno in realtà due liste: una da 600 milioni, di opere sicuramente finanziate, e una seconda da circa 4-500 di interventi pronti a partire, e che partiranno effettivamente se - come spera il governo - nel collegato ambientale in approvazione in Parlamento saranno confermati i 4-500 milioni a questo scopo destinati. «A fine marzo - ha detto ieri il capo della Struttura tecnica di missione #italiasicura Erasmo D'Angelis - con l'approvazione del collegato ambientale saranno disponibili altri 400 milioni».

«I primi 700 milioni di euro stanziati oggi dal Cipe - spiega il governo in un comunicato - sono parte di un piano stralcio del valore di 1,1 miliardi di euro per la riduzione del rischio idrogeologico nelle aree urbane e si inserisce, a sua volta, nel più ampio piano nazionale 2015-2020, composto da un lungo elenco di circa 7mila opere per un fabbisogno stimato per 20.5 miliardi, il 90% delle quali ancora da progettare o con progetti ancora molto lontani dal cantiere, che verrà finanziato con i fondi Coesione e sviluppo del ciclo 2014-20, fondi regionali ed europei. Interventi strutturali come canali scolmatori o casse di espansione accanto a opere di rinaturalizzazione come quelle dei "contratti di fiume" di lungo periodo».

TORINO-LIONE (vedi l'approfondimento )
Il Cipe ha approvato il progetto definitivo della ferrovia Torino-Lione, per i 17 km in territorio italiano facenti parte della sezione transfrontaliera. Il costo complessivo della sezione transfrontaliera è di circa 8,6 miliardi di euro, a valori 2012, da ripartire tra Francia, Italia e UE ai sensi dell'Accordo del 30 gennaio 2012 (57,9%). Si tratta dunque ancora della quantificazione a valori 2012, senza l'aggiornamento prezzi che era stato annunciato da Rfi nell'audizione di novembre scorso in Parlamento (rispetto all'aggiornamento a 12 miliardi di euro, contenuto nel Contratto di programma Mit-Rfi di agosto 2014, e ritenuto dalla stessa Rfi sovrastimato).
Il costo della tratta in territorio italiano - sempre in base ai valori 2012 - è di circa 2,6 miliardi di euro, di cui sono a carico dell'Italia circa 1,6 miliardi di euro. Peraltro in caso di concessione da parte dell'Unione europea del contributo massimo previsto, pari al 40% del totale, scenderebbe a 958 milioni di euro (il bando per richiedere i fondi europei per le reti Ten-T scade il 24 febbraio prossimo).

RICOSTRUZIONE ALL'AQUILA
Il Cipe ha inoltre assegnato 1.126,5 milioni di euro per la prosecuzione degli interventi di ricostruzione degli immobili privati distrutti o danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 nella Regione Abruzzo, utilizzando fondi del Dl 43/2013, della legge di stabilità 2014, del Dl 133/2014, e della legge di stabilità 2015.
I fondi saranno per 802,5 milioni di euro per il Comune di L'Aquila, 192,2 per gli altri 56 comuni del cratere, e infine 131,7 milioni per i comuni fuori del cratere.

Il Cipe ha approvato in via definitiva il Piano per il Sulcis (Regione Sardegna), cui vengono destinati complessivamente 127,7 milioni di euro, già assegnati in via programmatica con la delibera CIPE n. 93/2012.

Il Cipe ha poi rifinanziato con 250 milioni di euro i Contratti di sviluppo, a valere sulle risorse nazionali del Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2014-2020. I Contratti favoriscono la realizzazione di investimenti di rilevanti dimensioni, proposti da imprese italiane ed estere nel settore industriale, turistico e della tutela ambientale e dovranno essere approvati dal MISE entro il 31 dicembre 2018, a pena di revoca dell'assegnazione.


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