Lavori Pubblici

Sblocca Italia: pronto il progetto del metrò Torino, il ritardo è del governo

Maria Chiara Voci

Pronto il progetto definitivo, che dovrebbe essere appaltato entro aprile in base al Dl 133/2014, ma il Cipe non ha mai approvato neppure il preliminare e mancano i decreti attuativi Lupi-Padoan

Il Comune di Torino ha "bruciato le tappe" ed è arrivato in anticipo sui tempi a dare il via libera, questa mattina, al progetto definitivo del prolungamento della metro Collegno-Cascine Vica, finanziato al 100% dallo Stato fra le opere dell'articolo 3 gruppo c) dello Sblocca Italia.
Nel frattempo, però, a latitare è il Governo: che, dopo aver dettato tappe stringenti agli enti locali (30 aprile 2015 per l'«appaltabilità» e agosto 2015 per la «cantierabilità»), non ha ancora firmato i decreti attuativi Infrastrutture-Economia con l'assegnazione effettiva dei fondi e le regole e le scadenze per utilizzarli.

Così l'infrastruttura torinese – 304 milioni complessivi, di cui la prima tranche finanziata dallo Sblocca Italia vale 90 milioni - dovrebbe appunto essere imminente – non ha ancora un destino scontato. Anche se a Torino, in primis il sindaco Piero Fassino, mostrano ottimismo e si dicono «certi che tutto proseguirà così come preventivato».

Per arrivare all'appalto del tracciato - che si sviluppa su un asse di 3,4 chilometri con quattro stazioni intermedie – dopo il semaforo verde della Giunta torinese e di quelle dei Comuni di Rivoli e Collegno, ora il Cipe dovrebbe approvare prima il progetto preliminare (non ancora approvato, nonostante fosse stato inviato dal Comune di Torino al Cipe già nel 2009), e subito dopo il progetto definitivo appena consegnato da InfraTo, che deve essere anche sottoposto a Conferenza dei servizi.
E' anche possibile che il Comitato interministeriale decida di approvare direttamente il solo il definitivo, chiamando il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, a garantire sulla congruità del progetto stesso con il precedente stadio preliminare), la firma del decreto attuativo dello Sblocca Italia che riguarda le opere inserite nel gruppo C.

«L'appalto – chiariscono da InfraTo, la società del Comune che ha in carico il metrò e ha effettuato la progettazione – potrà comunque essere espletato ad aprile, anche in assenza di tutti i passaggi. Chiarendo bene nel bando che i lavori potranno essere affidati solo dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni che servono. Certo, conclusa la gara, non si potrà poi arrivare alla firma del contratto, se manca la certezza dei fondi».

In attesa di capire cosa accadrà nei prossimi due mesi, il cronoprogramma presentato questa mattina in municipio a Torino intanto prevede tappe serrate. Dopo l'affidamento lavori ad agosto, scatterà la fase di progettazione esecutiva dell'opera e dal 2016 inizierà il cantiere, che durerà per quattro anni. L'inaugurazione è fissata per il 2019.

«Su quest'opera – afferma Claudio Lubatti, assessore comunale ai Trasporti – il nostro territorio ha dimostrato al Governo di essere in grado di lavorare a tappe forzate garantendosi così l'erogazione dei fondi. Un risultato a cui si è giunti grazie all'ottimo lavoro di squadra tra gli enti locali e i nostri parlamentari eletti sul territorio».
Ha aggiunto il sindaco: «Il prolungamento Collegno-CascineVica è uno dei due progetti che preparano il decollo della città metropolitana, insieme a quello della società per la raccolta dei rifiuti».

«La nuova tratta - ha spiegato l'amministratore Unico InfraTo, Giancarlo Guiati – presenta numerose migliorie rispetto alle tratte in funzione, già dalla fase di cantiere. In particolare, la galleria su corso Francia sarà realizzata con scavo a foro cieco, soluzione che eviterà di aprire il corso riducendo l'impatto su ambiente e traffico. Dopo la stazione Fermi, il tracciato si svilupperà lungo via De Amicis fino all'incrocio con corso Pastrengo, passerà sotto la ferrovia Torino-Modane per portarsi al di sotto dell'asse di di corso Francia fino a Cascine Vica, in corrispondenza dell'intersezione con la tangenziale est. Fra le stazioni previste, quella di Certosa sarà sul piano strada e costituirà un punto di interscambio modale».


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