Lavori Pubblici

Poste: tre miliardi di investimenti, 500 milioni per risttutturare gli uffici

E.T.

È partito il roadshow dell'Ad Francesco Caio per illustrare il Piano di sviluppo e crescita Poste 2020 - Lavori sui 450 uffici postali - Previste anche 8mila nuove assunzioni

Nel prossimo quinquennio le Poste Italiane prevedono investimenti per circa 3 miliardi di euro e
oltre 8 mila assunzioni in tutto il Paese. Si tratta del piano di sviluppo e crescita Poste 2020, che nei prossimi cinque anni punta a rilanciare i processi di digitalizzazione in Italia, a partire dalla Sicilia, e realizzare un fatturato superiore «ai 30 miliardi di euro all'anno rispetto ai 26 miliardi a
consuntivo del 2013». Lo ha detto l'amministratore delegato di Poste italiane Francesco Caio che il 10 febbraio dalla Sicilia, da Palermo, ha inaugurato un 'tour' nel Paese, per incontrare amministratori e imprenditori e illustrare le future strategie dell'azienda.

Il piano di sviluppo e crescita si focalizzerà sugli asset principali dell'azienda: la logistica,
i pagamenti e i risparmi, ma con un occhio alla digitalizzazione dei processi. «L'azienda -ha chiarito Caio- si vuole confrontare e vuole aiutare un mercato, quello italiano, che fa segnare il passo rispetto a quello europeo, che dall'analogico si sta spostando velocemente al digitale».

Nel piano complessivo sono previste 8mila assunzioni, la metà legate alle nuove professionalità, e circa 200 milioni di euro saranno destinate alla formazione del personale.
Dei tre miliardi di euro per gli investimenti, 500 milioni saranno impiegati per la riconversione delle infrastrutture e la ristrutturazione degli uffici postali ed é prevista anche una scuola formazione, una sorta di «university academy».
«Il piano industriale - ha proseguito Caio- continua a basarsi su una presenza capillare sul territorio e questo ci rende abbastanza unici: abbiamo mantenuto una forte presenza ma in un mondo sempre più connesso e digitalizzato».

Nei piani di Poste Italiane é previsto anche un processo di riorganizzazione, annunciato da tempo, con la chiusura di circa 450 uffici postali su tutto il territorio nazionale: 25 nell'Isola. «Un processo - ha chiarito Caio- che riguarderà soltanto piccoli uffici, i cui criteri sono stati stabiliti
dall'Agcom, e che comunque seguivano una clientela molto marginale. Le chiusure degli uffici non comporterà esuberi e licenziamenti: il personale sarà spostato in altri sportelli».
Infine, un riconoscimento alla Sicilia: «Il nostro tour parte proprio da qui per lanciare una messaggio chiaro: la Sicilia ha un valore economico e non esistono realtà di serie A o di
serie B. C'é da parte nostra la volontà di fare una grossa scommessa: offrire dei servizi che in questo mondi di digitalizzazione aiutino le famiglie e gli imprenditori a crescere e a migliorare la competività e pensiamo alla Sicilia come una terra di opportunità come il resto del Paese».


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