Lavori Pubblici

Bologna città più «smart», capoluoghi del Sud in fondo alla classifica Istat

Massimo Frontera

L'Istat ha presentato la classifica delle città più orientate alla «smartness» e alla gestione eco-sostenibile. Mezzogiorno fanalino di coda

Bologna è la città capoluogo più smart e più green. Lo dice l'Istat in uno studio presentato a Roma, il 5 febbraio, nel convegno promosso dall'istituto di statistica espressamente dedicato agli «Indicatori ambientali urbani: orientamento alla smartness e alla gestione eco sostenibile».

L'analisi ha preso in esame 116 città capoluogo (inclusi i comuni promossi a capoluogo di provincia con legge regionale) relativamente a sei temi: gestione ecosostenibile (rifiuti, acqua, mobilità, inquinamento atmosferico); tecnologie smart (infomobilità, semafori intelligenti, illuminazione pubblica, ricarica elettrica di veicoli, eccetera); comportamenti legati all'«innovazione eco-sociale» (sui temi del verde, degli acquisti biologici e della mobilità); partecipazione (progettazione partecipata); gestione ecosostenibile dell'amministrazione (negli acquisti verdi ed eco-solidali, nella dotazione di mezzi e negli acquisti ecologici, anche alimentari, e nella raccolta differenziata).

Gli elementi raccolti, prendendo a riferimento 59 indicatori, sono stati classificati e associati a un punteggio. Il risultato finale è una classifica, che vede appunto in testa il comune di Bologna, seguito, a un passo, da quattro comuni a parimerito (Torino, Genova, Reggio Emilia e Ferrara). Il terzo gradino del podio è condiviso da sette capoluoghi (Brescia, Mantova, Bolzano, Padova, Parma, Modena e Firenze). Poi si comincia a scendere, fino alle peggiori performance, che sono appannaggio di due comuni capoluoghi calabresi, Crotone e Catanzaro, e uno sardo, Sanlnuri (proclamato nel 2001 dalla Regione capoluogo della provincia Medio Campidano).

Sull'orientamento alla "smartness", l'analisi mette in evidenza uno schieramento molto netto tra comuni del nord Italia e del Mezzogiorno. Basti dire che tra le migliori 29 performance non c'è nessun comune del Mezzogiorno, mentre tra le peggiori performance ci sono solo capoluoghi di Puglia, Calabria, Campania, Basilicata (con entrambi i capoluoghi di Potenza e Matera), Sicilia e Sardegna. Le città più "nordiche" di questa black list sono Rieti, Frosinone, L'Aquila e Chieti.

L'Istat ha poi stilato anche altre classifiche. Per esempio, prendendo a riferimento le città di maggiore dimensione (oltre 133mila abitanti). In questo caso la classifica viene aperta da Padova e chiusa, con il peggior risultato, da Reggio Calabria. Scendendo di dimensione - tra 83mila e 133mila abitanti - la classifica vede al primo posto Ferrara e all'ultimo Catanzaro; nella fascia tra 50mila e 83mila abitanti la migliore performance è del comune di Pordenone mentre la maglia nera va a Crotone. Infine, tra i capoluoghi più piccoli (fino a 50mila abitanti), al vertice ci sono a parimerito Mantova e Vercelli; all'ultimo posto il già citato capoluogo sardo di Salnuri.

«Con questa analisi - ha spiegato Luigi Costanzo, della direzione centrale statistiche socio-demografiche e ambientalisi dell'Istat - si è cercato di rappresentare la capacità delle nostre città di cogliere le opportunità che l'evoluzione della società e il progresso tecnologico offrono per migliorare la qualità dell'ambiente urbano, l'efficacia dell'azione amministrativa e l'efficienza dei servizi». L'analisi, ha spiegato, non ha lo scopo di proporre un «paradigma della "smart city", ma soltanto un tentativo di misurare, attraverso una rilettura originale dei risultati di un'indagine "storica", la capacità delle amministrazioni di orientare il proprio operato verso la sostenibilità e la smartness, in una fase critica (è bene ricordarlo) per la finanza locale».

Sul gap nord-sud, Costanzo sottolinea che «l'analisi mette a fuoco uno dei centri del problema: la debolezza delle grandi città meridionali come motori dell'innovazione sociale». La buona notizia viene invece dai centri più piccoli: «i confronti per classe dimensionale consentono di evidenziare le posizioni molto avanzate di alcuni centri «minori» del Nord, come Vercelli, Mantova, Pordenone e Ferrara, ma anche di città come Padova, Ravenna e Reggio Emilia, che superano città molto più grandi nella performance complessiva sui sei assi».

Princiali interventi al convegno Istat e la classifica delle città più smart


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