Lavori Pubblici

Norma autostrade, Lupi tira dritto: «Priorità alle politiche di crescita»

Giorgio Santilli

Nella risposta a Cantone il Ministro sostiene che l'unico modo per fare investimenti senza aumentare le tariffe è allungare le durate - «La Ue? Ci sarà un parere formale sulle nostre proposte»

Maurizio Lupi difende le norme sulle proroghe autostradali giustificate da nuovi investimenti e da accorpamenti delle attuali concessionarie e di fatto respinge le raccomandazioni del presidente dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, che aveva chiesto alcune correzioni dello sblocca-Italia per evitare proroghe delle concessioni senza gara e in favore di una razionalizzazione della gungla tariffaria. Lupi si dice disposto a monitorare l'attuazione della norma ma in sostanza va avanti in nome della priorità delle politiche di crescita e del piano Juncker con cui i nuovi investimenti sarebbero in sintonia.

Ma la lettera inviata dal presidente dell'Autorità anticorruzione ai presidenti di Camera e Senato e al ministro delle Infrastrutture, anticipata dal Sole 24 Ore il 29 gennaio scorso, proprio sulla questione tariffaria va oltre la denuncia dello sblocca-Italia.

Se la correzione immediata che Cantone chiede allo sblocca-Italia dovrebbe adeguare alla formula del price cap le convenzioni oggetto di accorpamento in base allo stesso decreto, non c'è dubbio che il presidente Anac riapre una riflessione più ampia sulla giungla tariffaria autostradale (una decina di sistemi di adeguamento diversi) che già in passato la politica ha provato ad affrontare senza approdare a una soluzione razionale. Cantone apprezza in particolare "la formula del price cap con la quale viene stabilito un limite (tetto) all'aumento tariffario, lasciando così al concedente la possibilità di riconoscere un valore di adeguamento tariffario" mentre "altre concessioni utilizzano una formula che garantisce un adeguamento tariffario sempre pari al valore limite".

Lo sblocca-Italia potrebbe essere, in questo senso, un primo passo in questo ambizioso disegno di razionalizzazione.

Non a caso il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, come sempre il più solerte nel recepire le indicazioni di Cantone, non si limita - in una nota diffusa ieri - a dare la propria disponiblità a una revisione legislativa dello sblocca-Italia nel senso indicato dall'Anac (pur ricordando di aver già migliorato il decreto legge originario in sede di conversione proprio seguendo le raccomandazioni del presidente dell'Anticorruzione). E segnala che la commissione ha appena avviato una indagine conoscitiva sul settore autostradale "nell'ambito della quale sarà nuovamente audito il dottor Raffaele Cantone". Quella sarà la sede in cui - forte anche dei suggerimenti dell'ex magistrato e di un ottimo rapporto con il presidente del Consiglio - Realacci conta di gettare la base per una riforma più ampia, e più in linea con i criteri di concorrenza comunitaria, del settore autostradale. In più occasioni Realacci ha detto che il processo di riorganizzazione avviato con lo sblocca-Italia può essere "girato" nel senso di una maggiore trasparenza del settore. È stata la commissione Ambiente della Camera, d'altra parte, a riscrivere la norma dell'articolo 5 ponendo paletti alle operazioni di accorpamento e vincolandone l'applicazione a un preventivo parere favorevole di Bruxelles.


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