Lavori Pubblici

In primavera arrivano Made ed Expo. Squinzi: «Spero ci sarà l'immagine giusta dell'Italia»

Massimiliano Carbonaro

Presentata la prossima edizione del Made Expo, in programma tra il 18 e il 21 marzo. E il primo maggio successivo apre l'esposizione internazionale

Presentato a Milano la manifestazione fieristica Made Expo dedicata alle novità dell'edilizia in corso dal 18 al 21 marzo nel capoluogo meneghino, ma è la kermesse internazionale dell'Expo a tenere banco visto che l'apertura dei cancelli dell'enorme area espositiva è prevista per il primo maggio.
Il mondo dell'architettura e delle costruzioni è al centro di Made Expo 2015, rassegna diventata biennale e prevista a Fieramilano nel mese di marzo. L'esposizione però rappresenta l'occasione per scoprire in anteprima le caratteristiche di molti dei padiglioni dell'esposizione universale a pochi mesi dal via. Tanto che già adesso il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo alla presentazione ha sottolineato l'attenzione all'Expo 2015. «Mi auguro che vi arriveremo in maniera accettabile, da poter comunque mostrare un'immagine giusta del nostro Paese», ha detto. «Mi risulta - ha aggiunto il numero uno di Viale dell'Astronomia - che i lavori proseguano 24 ore su 24, sette giorni su sette. Che si stia andando avanti bene, nei limiti della tempistica che oramai è ridottissima. Ho fiducia, alla fine spero che l'Italia venga fuori bene».

Il settore dell'edilizia ha però bisogno di una scossa. Molte misure annunciate sono tutte da attuare, ha ricordato Squinzi. «Sono preoccupato dall'ingorgo dei lavori parlamentari, il Paese non ripartirà se non saranno fatte le riforme annunciate», ha detto alla presentazione del Made. «Siamo in una situazione molto delicata», ha aggiunto sottolineando come al momento attuale mancano ancora molti decreti attuativi e decreti devono essere ancora convertiti in legge, «mi riferisco soprattutto alla legge fiscale che è fondamentale per gli investitori stranieri che guardano al nostro Paese».
Il compito di Confindustria e Federlegnoarredo è quello «di esercitare una pressione fortissima sul governo perché la nostra impressione è che non sia cosciente della drammatica situazione
in cui si trova il nostro settore», ha concluso Squinzi aggiungendo come Made Expo può rappresentare uno strumento efficace di politica industriale per il settore dell'edilizia e
delle costruzioni.

Il presidente di Confindustria ha invece sorvolato sul destino dell'area post esposizione preferendo concentrare tutte le attenzioni sull'appuntamento di maggio. Anche perché il dibattito prima di tutto politico in merito alla sorte del milione di mq che compongono il comparto espositivo di Expo è ancora in corso dopo che il bando per l'assegnazione dell'area lo scorso novembre è andato deserto.

Sul fronte Made Expo, l'iniziativa fieristica vuole essere un unico momento espositivo in grado di rivolgersi all'intero mondo dell'edilizia, dell'architettura e del design. Per cercare di rilanciarsi completamente ha scelto di aprire la mostra al pubblico per l'ultima giornata. Saloni tematici (Costruzioni e Materiali, Involucro e Serramenti, Interni e Finiture, Software, Tecnologie e Servizi), otto padiglioni e cinque grandi eventi compongono la manifestazione che guarda attentamente all'estero, tanto che è confermata la presenza di 160 delegati provenienti da 38 paesi. La mostra Building the Expo, due mesi prima di Expo 2015, anticiperà i progetti, le soluzioni e i materiali utilizzati per la realizzazione dei padiglioni self built e corporate di Expo 2015: hanno già aderito, tra gli altri Padiglione Italia, Brasile, Cina, Giappone, Santa Sede e Russia.

Particolare attenzione per il settore della manutenzione straordinaria, «che è residenziale - spiega Giovanni De Ponti amministratore delegato di Made expo - per il 28% in valore secondo il centro di ricerche Cresme, mentre gli architetti dichiarano una percentuale di domanda in crescita doppia da parte delle famiglie rispetto a quella delle imprese di costruzioni». A rinforzare l'offerta del Made c'è anche l'accordo con l'lSI, Ingegneria Sismica Italiana, associazione che raggruppa le aziende attive nei diversi settori dell'ingegneria sismica per promuovere un'edilizia sicura per un Paese come il nostro considerato ad elevato rischio sismico. La partnership si concretizza nell'organizzazione di due convegni nazionali dedicati al tema della prevenzione dal titolo "La Revisione delle Norme Tecniche" e "Riqualificazione sismica: ristrutturare o ricostruire da zero?". «È una grande opportunità - afferma l'ingegner Luca Ferrari, presidente dell'associazione - per sensibilizzare l'intera filiera delle costruzioni, la classe politica e l'opinione pubblica sulla necessità, non più procrastinabile di adottare finalmente nel nostro Paese una seria politica di prevenzione nei confronti del rischio sismico. Dal 1944 al 2012 le risorse stanziate dallo Stato per riparare i danni dai terremoti ammontano a più di 180 miliardi di euro, cioè circa 2,6 miliardi all'anno».


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