Lavori Pubblici

Gronda autostradale di Genova, ok al progetto ma resta il nodo finanziamenti

Jada C. Ferrero

Costa 3,44 miliardi, parere positivo in conferenza di servizi - Prevista nella convenzione 2004, Autostrade dovrebbe finanziarla con aumenti di tariffe di oltre 15% su tutta la rete nazionale

Gronda autostradale di Genova, parere favorevole il 22 gennaio in conferenza dei servizi, al ministero delle Infrastrutture a Roma, al progetto definitivo, elaborato dalla società Autostrade per l'Italia. Il procedimento era iniziato in settembre. Un passo avanti cruciale nella faticosa cronistoria dell'infrastruttura, raddoppio di un tratto congestionatissimo della rete esistente, e pezzo forte di un più ampio progetto di potenziamento del nodo stradale e autostradale genovese. E' una "grande opera" ligure (inserita in legge obiettivo) con sviluppo di circa 33 km, il 90% dei quali in galleria.

Il progetto nella sua ultima versione (quello passato in conferenza di servizi, che in base ala legge obiettivo ha un valore solo consultivo in vista del parere regionale) ha un costo di 3,44 miliardi di euro, al lordo degli eventuali ribassi d'asta in fase di gara. Ma il nodo delle risorse rimane tutto da sciogliere.
Sono previsti 8 anni di lavori, e scavi imponenti: 11 milioni di metri cubi da estrarre e gestire. Obiettivo: ridisegnare quel coacervo autostradale in cui nell'entroterra della costa genovese si intersecano, spesso in piena città, tratti delle A7-A10-A12, fluidificando anche il traffico da/per il porto.

Di Gronda, anche detta Passante – fu ancor prima Bretella - si parla da decenni. Fu anche al centro, nel 2009, di un'innovativa procedura di débat public, d'ispirazione francese, ma sperimentale e volontaria, applicata qui per la prima volta in Italia su una grande opera. Fra i 5 ipotetici itinerari, ne era emerso un sesto. Così strada facendo, i tecnici di Spea, controllata di Autostrade, hanno riformulato in più parti l'elaborato, da "preliminare avanzato", fino al progetto definitivo, infine presentato da Aspi nell' aprile 2014.

L'opera in loco divide. I detrattori contestano che non sia stata mai neanche presa seriamente in considerazione l'opzione zero. Le forze produttive spingono a favore, così come paladini dell'infrastruttura sono il presidente uscente Claudio Burlando e la sua "delfina" Raffaella Paita, attuale assessore regionale alle Infrastrutture e fresca vincitrice delle primarie liguri (quelle che hanno portato Sergio Cofferati alle dimissioni dal Pd), e quindi candidata per il centrosinistra alle elezioni regionali primaverili.
Di pochi giorni fa il sofferto parere favorevole alla Gronda pronunciato dal Consiglio comunale di Genova (la maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Marco Doria si è spaccata), che doveva esprimersi, in vista della Conferenza dei servizi di ieri, in merito alla congruità dell'opera in relazione al nuovo Puc genovese nel frattempo adottato.

La procedura di Via era iniziata nel 2011. La stessa Regione, pur favorevole all'opera da sempre, nel suo parere sulla Gronda (articolato nelle Dgr 1345 dell'11 novembre 2011 e 1508 del 7 dicembre 2012), ne aveva sì approvato la valenza trasportistica, censurandone però varie lacune, in particolare ambientali. Infatti il decreto di Via del ministero dell'Ambiente (n. 28 del 23 gennaio 2014 espresso di concerto coi Beni Culturali) che un anno fa aveva infine attestato la compatibilità ambientale dell'intervento, presentava ben 43 prescrizioni (Aspi era ricorsa al Tar della Liguria). L'ok, pur condizionato, aveva in sostanza fatto proprio tutto il quadro prescrittivo del non tenero parere sulla Gronda pronunciato dal Comitato tecnico di verifica dell'impatto ambientale di Via e Vas della Regione Liguria (che ne aveva formulate 38).

Rimane integralmente da sciogliere il nodo dei finanziamenti. A questo punto la gronda genovese di Ponente (situata appunto sopra l'uscita di Genova Ovest, per distinguerla da una teorica Gronda di Levante, rimasta sempre sulla carta) diventa per così dire un caso nazionale. Infatti, secondo quanto prevedono i vari atti vigenti che regolamentano i rapporti contrattuali fra Stato e la concessionaria Aspi (in particolare il IV° Atto aggiuntivo del 2004, che all'atto della firma prevedeva un costo della Gronda di 1,8 miliardi di euro) , per finanziare la Gronda la società aumenterà i pedaggi. Su tutta la rete italiana. Si fa riferimento a un incremento "universale" del 15-17% circa: «E' così – conferma l'assessore Paita – è un meccanismo classico nel caso degli investimenti autostradali, previsto dagli atti vigenti. Il Genovese e la Liguria hanno dato tanto, in passato, ed ora è il momento invece di beneficiare di frutti».

Rimangono poche formalità, prima del suggello ministeriale finale al progetto definitivo della "Gronda", che teoricamente porterà alla fase di elaborazione dell'esecutivo: «Nei prossimi giorni – anticipa il presidente della Regione Claudio Burlando - Enac, Autorità Portuale, Aeroporto e Autostrade firmeranno l'Accordo di Programma, condiviso in sede di conferenza dei servizi e siglato in bozza, relativo alle opere a mare, cioè al conferimento dello smarino nel canale di calma dell'aeroporto. Subito dopo il ministero potrà firmare".

Circa l'ipotesi, pur ventilata negli ultimi mesi, di procedere per "lotti costruttivi", anziché "lotti funzionali", essa pare messa del tutto da parte. La stessa volontà della concessionaria di procedere in concreto sulla Gronda, a tratti, è parsa più volte vacillare, con perplessità espresse alla stampa nell'ultimo anno dallo stesso ad Giovanni Castellucci.


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