Lavori Pubblici

Scuole con mutui Bei, firmato il decreto che sblocca 900 milioni

Massimo Frontera

Dopo la firma dei ministri dell'Istruzione e dell'Economia è arrivata anche la terza e ultima firma del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, al decreto che consentirà l'accensione di mutui per realizzare nuovi edifici scolastici con provvista Bei

Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha firmato il decreto che consentirà di accendere mutui per complessivi 800-900 milioni da destinare alla realizzazione di nuove scuole. La firma arriva dopo quelle, avvenute nei giorni scorsi, dei ministri dell'Economia e dell'Istruzione.

Il provvedimento era molto atteso da istituti scolastici ed enti locali perché apre una possibilità di fare investimenti seguendo il tradizionale e rodato strumento del mutuo immobiliare.
L'occasione è di quelle da non perdere. I soldi infatti arrivano grazie a un maxi-prestito che, con ogni probabilità, sarà concesso interamente dalla Bei e che viene ripagato dallo Stato su un orizzonte di lungo termine (fino a 40 milioni l'anno per 30 anni). La misura consentirà di mettere a disposizione entro le prime settimane del nuovo anno una cifra che, secondo le valutazioni della Bei, varia tra 800 e 900 milioni di euro; e per di più è esente dal patto di stabilità. Per i fortunati enti che supereranno la selezione si apre la possibilità di realizzare l'opera gratis, con la sola condizione di gestire l'appalto entro i tempi indicati.

Per essere pronti all'appuntamento è meglio attivarsi da subito. «Gli enti locali si devono muoversi già adesso perché le Regioni cominceranno a chiedere i progetti già a partire dal 10-15 gennaio», prevedono i tecnici del ministero dell'Istruzione.

Lo strumento
La misura è quella prevista dal decreto legge Istruzione, n. 104/2013, il cui articolo 10 consente l'accensione di mutui trentennali, con Bei, Cdp e Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa (o altri intermediari finanziari). Per attuare la misura serve un decreto attuativo Istruzione-Infrastrutture-Economia.
La buona notizia è che questo decreto, molto atteso dagli enti locali, è pronto. Per meglio dire, il testo è stato licenziato dal ministero dell'Istruzione e attende ora la firma del Mit e dell'Economia. I tecnici di Viale Trastevere – più precisamente della neoistituita direzione di Edilizia scolastica (che si occupa anche di innovazione digitale e di fondi strutturali) confidano di poter completare il giro di firme entro l'anno, in modo da rendere operativo il provvedimento nei primi mesi del 2015.

Cosa prevede il decreto
I soldi possono essere spesi per realizzare nuove scuole oppure per finanziare interventi di ristrutturazione straordinaria (con ampliamenti, adeguamenti antisismici, efficientamento energetico e messa in sicurezza). Possibile chiedere fondi anche solo per realizzare nuove palestre a uso scolastico o per ristrutturarle o adeguarle. I fondi possono essere spesi anche per realizzare o ristrutturare alloggi per studenti universitari.

La procedura
Il provvedimento in arrivo prevede che le Regioni raccolgano le richieste dei Comuni e poi mettano a punto dei piani triennali di edilizia scolastica da trasmettere al ministero dell'Istruzione (oltre che al Mit e all'Economia). La programmazione triennale 2015-2017 deve anche specificare gli interventi per ciascun anno del triennio. Il finanziamento può essere destinato solo a interventi da realizzare: sono espressamente esclusi gli interventi già appaltati.
Non è necessariamente richiesto il progetto esecutivo. L'importante che l'ente appaltante riesca ad assegnare il lavoro all'impresa entro il 30 settembre 2015, anche solo a titolo di aggiudicazione provvisoria. In caso di contenzioso, si prevede una proroga del termine.
Mentre Comuni e Regioni lavorano sui piani triennali, il Miur quantifica il "montante" delle risorse a disposizione e le ripartisce tra gli enti territoriali. Il riparto viene fatto applicando un criterio di calcolo che tiene conto del numero di scuole presenti nella regione, della popolazione scolastica e, infine, dell'affollamento delle strutture.
Un successivo decreto dell'Economia (d'intesa con Miur e Mit) autorizza le Regioni a stipulare i mutui sulla base della programmazione nazionale che risulta dalla composizione dei vari piani regionali.

La tabella di marcia
Il decreto attuativo alla firma del Mit e dell'Economia, indica tappe e scadenze. Entro il 15 febbraio 2015 il Miur ripartisce le risorse tra le Regioni. Ogni Regione saprà in questo modo su quanti soldi può contare, ed eventualmente deliberare confinanziamenti regionali. Entro il 31 marzo 2015 le Regioni devono inviare al Miur i piani triennali. Entro il 30 aprile 2015 il Miur approva (con decreto) la programmazione nazionale sulla base dei vari piani regionali. Sempre entro il 30 aprile 2015, un Dm Economia-Istruzione-Infrastrutture autorizza la stipula dei mutui.
Gare entro il 15 maggio
L'autorizzazione alla stipula fa scattare il termine di 15 giorni entro il quale vanno bandite le gare. Se l'autorizzazione arriva effettivamente il 30 aprile il termine diventa il 15 maggio. Infine, entro il 30 settembre 2015, i lavori dovranno essere aggiudicati, almeno in via provvisoria.

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