Lavori Pubblici

Rinascimento urbano, Realacci e Freyrie: «Investire nel riuso gli oneri di urbanizzazione»

Giuseppe Latour

Il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci e il presidente degli architetti Leopoldo Freyrie intervengono sulla proposta lanciata dal direttore del Cresme sul Sole 24 ore

Bene l'idea di tirare la leva dei fondi Ue e dei bonus fiscali, da usare in maniera combinata. Ma il rinascimento urbano passa anche da altre strade, complementari a questa. Il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci e il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie concordano nell'individuarne soprattutto una: lo sfruttamento degli oneri di urbanizzazione non più per la spesa corrente dei Comuni, ma per operazioni di risanamento delle città. Il nuovo testo del Ddl sul consumo di suolo, appena varato dalle commissioni Ambiente e Agricoltura della Camera, ha da poco dato un'indicazione importante in questo senso.

Realacci parte dalla proposta formulata dal direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini : «C'è coerenza nella visione di integrare fondi europei ed ecobonus, perché le detrazioni fiscali hanno svolto l'azione anticiclica più importante nel settore che ha sofferto la crisi più grave degli ultimi anni. È evidente che questo strumento va aggiornato e potenziato». L'unico limite risiede nel fatto che «l'ecobonus si rivolge alla proprietà privata mentre le operazioni di risanamento dovrebbero coinvolgere un sistema molto più differenziato», ma «l'idea che in futuro si debba partire da azioni integrate è molto convincente».

Una nuova strada per gli oneri di urbanizzazione
Per aumentare il peso specifico di questo pacchetto, però, sarebbe possibile guardare anche oltre l'accoppiata di fondi europei ed ecobonus: «In questa direzione – aggiunge Realacci - si sta muovendo la nuova versione del Ddl sul consumo di suolo». Il riferimento è all'articolo 9, dove si prevede che gli oneri di urbanizzazione siano impiegati non più per la spesa corrente ma per alcune finalità prioritarie, tra le quali appare proprio il risanamento urbano: «Le norme che si sono messe in moto tendono a contrastare l'uso del consumo di suolo e hanno come ovvia contropartita una forte incentivazione del riuso».

Realacci: accelerare sul regolamento edilizio unico
Ma non è solo un problema di soldi, come racconta ancora Realacci. «C'è da agire anche sul fronte delle semplificazioni normative. E mi riferisco alle novità sul regolamento unico edilizio; bisogna sfoltire la babele di norme nate per garantire interessi generali, ma che spesso pongono solo ostacoli. Finché ci sono problemi normativi che bloccano il risanamento dell'esistente, sarà sempre più conveniente andare a consumare suolo libero».

Freyrie: la comunità può arrivare dove lo Stato si ferma
Sulla stessa linea Leopoldo Freyrie, che parte anche lui dalla proposta di Bellicini: «Mi sembra un'idea sensata, perché muove da una logica condivisibile. Se lo Stato non investe per le finalità previste dai fondi europei, la comunità è disposta a mettere sul piatto il 50% che manca». In questo caso i dubbi riguardano la praticabilità amministrativa della proposta: «Non so se la burocrazia europea ce lo permetterebbe». Anche per il presidente degli architetti, però, ci vorrebbe qualche altro sostegno. Un aiuto importante potrebbe arrivare dalle nuove norme sul consumo di suolo: «Nella nuova versione del Ddl si fissa finalmente un obbligo e non più una facoltà nella materia dei titoli abilitativi edilizi. Si riportano così gli oneri di urbanizzazione alla loro destinazione naturale, che non è la spesa corrente ma sono gli investimenti per le città». Solo con una nuova strumentazione di questo tipo si può sanare uno dei problemi del nostro paese: «Mi riferisco alla disparità tra i fondi destinati alle grandi infrastrutture e quelli impiegati per le città».


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