Lavori Pubblici

Fondi Ue, 13,6 miliardi da spendere in un anno: ecco i progetti più a rischio

Alessandro Arona

I programmi con quota residua di spesa più alta: Pon Reti (Infrastrutture) e i Por di Campania, Sicilia e Calabria - Grande sforzo per spostare risorse su nuovi interventi a realizzabilità rapida

Pur con l'accelerazione impressa dagli ultimi Governi, e una spesa percentuale sui programmi europei Fesr-Fse 2007-2013 salita dal 25% del 2011 al 36% del 2012, al 52,7% del 2013 e infine oltre il 70% al 31 dicembre 2014, nel solo ultimo anno utile per rendicontare l'Italia deve spendere ancora 13,6 miliardi di euro , il 29,2% del totale.

Nel 2013 la spesa italiana per i fondi strutturali è stata di 5,7 miliardi di euro, nel 2014 è salita a 7,5, ora nell'ultimo anno dovrebbe quasi raddoppiare per evitare che a fine anno scatti la revoca dei fondi non spesi.

Sul settimanale «Edilizia e Territorio» siamo andati a vedere lo stato di salute dei quattro programmi più "a rischio", con quota di spesa residua da certificare più alta, tutti oltre il 40 per cento. Tutte le Autorità di gestione, le Regioni Campania, Calabria e Sicilia, e il ministero delle Infrastrutture, ammettono i ritardi, ma raccontano di un rush finale a pieno regime, con accelerazione sui grandi cantieri in corso e una incessante attività di riprogrammazione, con spostamento di fondi da progetti incagliati ad altre opere a cantierizzazione più veloce (piccole opere in Campania, liste in overbooking sempre sul Por in Calabria, progetti tecnologici di Rfi nel Pon Reti), ma tutti negano di aver utilizzato o di voler utilizzare i vecchi meccanismi dei "progetti sponda" (ancora ammessi dalla Ue), ora chiamati "retrospettivi", cioè in sostanza l'inserimento in corsa di un progetto già finanziato con fondi ordinari, che già ha fatto Sal. Lo sforzo – dicono – è di inserire nuovi interventi, ad attuazione veloce, che comunque aprano cantieri nuovi.
Le Autorità di gestione spargono fiducia, dunque.

Tuttavia i numeri relativi ai «Grandi progetti» dei Por Fesr delle tre regioni del Sud, illustrano numeri da brivido. In Campania la spesa rendicontata è pari solo al 28% del totale, con progetti come il riassetto del Sarno e la difesa del litorale di Salerno fermi quasi a zero. In Calabria i due progetti più importanti, le metropolitane di Catanzaro e Cosenza, non sono ancora partite. In Sicilia la spesa è arrivata al 42%, ma alcuni progetti sono appena partiti, come l'anello ferroviario di Palermo. La Sicilia conta nel recupero, ma intanto ha chiesto a Bruxelles l'inserimento di un maxi lotto della Ss 640 già in corso, un'operazione che se formalmente non è un progetto restrospettivo, molto ci somiglia.


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