Lavori Pubblici

Dissesto idrogeologico, «Aperti nel 2014 450 cantieri per 700 milioni di euro»

Alessandro Arona

Audizione di Erasmo D'Angelis (Palazzo Chigi) in Senato: «Abbiamo superato il target nello sblocco dei vecchi progetti incagliati. Ma progetti troppo deboli sono arrivati dalle Regioni»

«Abbiamo centrato il primo obiettivo, superandolo di 100 milioni: sono stati aperti nel 2014, da giugno a dicembre, 450 cantieri per circa 700 milioni di euro in tutta Italia per la prevenzione del rischio idrogeologico».
Così Erasmo D'Angelis, responsabile di #italiasicura, struttura di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico, ha tracciato il bilancio dei primi sei mesi di lavoro nel corso dell'audizione in Commissione Ambiente al Senato del 12 gennaio.

«Questo è avvenuto - ha proseguito D'Angelis - grazie al lavoro di squadra che sta impegnando nell'azione di controllo e monitoraggio e sblocco di opere (alcune incagliate anche da decenni), ormai tutto lo Stato, a partire dal Ministero dell'Ambiente e dai Presidenti di Regione nominati Commissari di Governo. Abbiamo oggi un database finalmente chiaro di ciò che serve all'Italia per ridurre i suoi immensi rischi di frane e alluvioni».

Riferendosi ai progetti presentati il 4 dicembre dalle Regioni ai fini dell'elaborazione del piano "di sette anni", D'Angelis ha detto (allargando fra l'altro di milto, circa 4 miliardi in più, il valore dsei progetti presentati): «Le Regioni con le autorità di bacino e la protezione civile ci hanno consegnato circa 5.200 opere per un fabbisogno di 19 miliardi di euro. Ma i ritardi nelle progettazioni sono notevolissimi e appena un 15% di progetti sono già esecutivi e cantierabili e riguardano opere urgenti che finanziamo, da Genova a Milano, da Firenze a Cagliari».

«È finalmente iniziata - ha proseguito il capo di #italiasicura - la più importante e urgente opera pubblica annunciata da decenni e che questo Governo ha messo in cima alla sua agenda. Non illudiamoci. Non c'è nessuna bacchetta magica. Servono sei o sette anni per ricostruire e rafforzare la tenuta di aree in dissesto, arginare la violenza di nubifragi, imparare a difenderci. Ma ce la faremo mettendo da parte disorganizzazione, fatalità e rassegnazione. Stiamo compiendo finalmente quel salto culturale che serve all'Italia: pianificare la sicurezza 365 giorni l'anno, con un lavoro che impegna tutti i livelli della pubblica amministrazione, ma che riguarda anche tutti noi cittadini. Lo dobbiamo innanzitutto alle vittime e a chi ha subito danni che ammontano ad oltre 4 miliardi solo nelle alluvioni degli ultimi 12 mesi – ha proseguito D'Angelis in Commissione ambiente al Senato – Ma deve essere molto chiaro a tutti che la prima opera di prevenzione è la fine di ogni abuso, una buona pianificazione urbanistica e una buona manutenzione ordinaria del territorio».


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