Lavori Pubblici

Allegato infrastrutture, Lupi suona la sveglia alle Regioni

Massimo Frontera

A inizio del nuovo anno, il ministro delle Infrastrutture sollecita le Regioni a concludere la discussione avviata sul documento nell'aprile scorso

Subito al lavoro sull'allegato Infrastrutture. Dopo la pausa natalizia, il governo chiama le Regioni a un confronto tecnico, inviando il documento base della discussione aggiornato al settembre scorso. L'appuntamento, salvo modifiche dell'ultim'ora è fissato al prossimo mercoledì 14 gennaio. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi vuole stringere con le regioni per ottenere l'intesa in conferenza unificata sul documento, ricordando che non ci sono motivi per dilatare ulteriormente i tempi. «Il documento - si ricorda nella convocazione - è stato approvato dal Cipe nella seduta del 1° agosto 2014 ed è ora corredato dei pareri delle Commissioni permanenti di Camera e Senato».

Lupi ricorda inoltre alle Regioni che - con la novità introdotta dal decreto Sblocca Italia (n.133/2014) all'articolo 3 comma 9 - «è stabilito che le opere elencate nell'11° Allegato Infrastrutture che non sono ancora state avviate e per le quali era prevista una copertura parziale o totale a carico del Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013, confluiscono automaticamente nel nuovo periodo di programmazione 2014-2020».

Nel suo parere al documento del governo, la VIII commissione del Senato ha rilevato, tra le altre cose, «il divario tra il costo totale delle opere (circa 235 miliardi di euro) e le risorse effettivamente disponibili (circa 121 miliardi di euro), come risultante dall'Allegato». La situazione, scrive sempre la commissione permanente di Palazzo Madama, «appare tale da rendere sempre più indispensabile la necessità di reperire finanziamenti privati da affiancare alle risorse pubbliche, sempre più esigue, al fine di consentire il completamento delle opere individuate dal Programma».

Tra le ultime novità in materia di infrastrutture c'è la logistica portuale, oggetto di misure ad hoc nel decreto Sblocca Italia. Il governo ha sottolineato che si tratta di un ritorno di attenzione sul tema a distanza di 28 anni dal varo del Piano generale dei trasporti, nel 1986. Come è noto, il decreto legge prevede che l'Esecuvo raccolga una lista di interventi prioritari segnalati dalle autorità portuali anche al fine di valutarne l'inserimento nel Piano strategico nazionale della portualità e della logistica.


© RIPRODUZIONE RISERVATA