Lavori Pubblici

A Taranto stop ai lavori del porto per il ricorso contro Astaldi

M.Fr.

Il cantiere stava per essere consegnato all'impresa ma un ricorso al Tar Puglia da parte di Grandi lavori Fincosit ha bloccato tutto

Bloccato a un passo dalla consegna del cantiere l'appalto per l'ampliamento del terminal container di Taranto. Proprio quando stavano per essere consegnati i lavori, sono infatti arrivati due ricorsi di altrettante imprese contro l'affidamento ad Astaldi dei dragaggi nell'area antistante il terminal container Evergreen.

L'appalto era stato aggiudicato lo scorso 28 novembre e la consegna dell'area dei lavori era prevista per il 5 gennaio, ma negli uffici dell'autorità portuale è arrivata una copia del ricorso, spedito il 31 dicembre scorso, promosso da Grandi Lavori Fincosit, impresa risultata seconda in classifica. A questo ricorso si è aggiunto quello dell'impresa Piacentini, classificata all'undicesimo e ultimo posto della graduatoria finale. Ma è soprattutto il ricorso avanzato da GLF a congelare il procedimento. La parola passa ora ai giudici del Tar Puglia, sede di Lecce, che dovranno valutare la fondatezza del ricorso, tutto puntato su aspetti tecnici dell'offerta di Astaldi.

In base a quanto è stato reso noto dalle parti, la proposta di Fincosit era stata valutata migliore sotto il profilo progettuale, ma è stata poi superata nel punteggio complessivo grazie all'offerta economica più competitiva presentata da Astaldi. L'appalto è stato quindi aggiudicato al big romano delle costruzioni per 51,886 milioni. L'aggiudicazione è seguita a una richiesta di spiegazioni sulla congruità dell'offerta. Spiegazioni che evidentemente hanno convinto la stazione appaltante che il 28 novembre ha appunto aggiudicato l'appalto.

L'intervento mira ad approfondire i fondali del terminal container fino a una profondità di 16,50 metri. L'intervento è anche collegato al rilancio dell'area industriale dell'Ilva di Taranto, disposta dal decreto ad hoc approvato il 24 dicembre scorso in consiglio dei ministri e pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» il 5 gennaio scorso.


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