Lavori Pubblici

Delrio: l'Italia perderà una parte dei fondi Ue del periodo 2007-2013

Giuseppe Latour

«L'obiettivo - ha spiegato il sottosegretario - è quello di lasciale al massimo 500 milioni e non 5 miliardi». Il ministro Lanzetta:«Programmazione coordinata per il Mezzogiorno»

L'Italia, salvo sorprese, perderà una parte dei Fondi Ue relativi alla programmazione del periodo 2007-2013. L'ammissione è arrivata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, nel corso di un convegno dedicato allo sviluppo del Sud e organizzato a Palazzo Chigi dal ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta. In alcuni programmi, addirittura, c'è il rischio di lasciare per strada quasi tutto il denaro comunitario.

"Il nostro obiettivo deve essere quello di perdere al massimo 4-500 milioni e non 4 o 5 miliardi", ha spiegato Delrio. Un'ammissione pesante: la situazione di alcuni programmi pare difficilmente recuperabile e bisogna prepararsi a incassare qualche danno. "Stiamo lavorando con Calabria e Sicilia", ha detto ancora il sottosegretario. In entrambe le Regioni ci sono difficoltà sia con il Fondo sociale che con il Fondo di sviluppo regionale. A poco più di dodici mesi dalla scadenza del termine massimo per impiegare tutte le risorse, avanzano i dubbi. "Sul Fse – ha continuato Delrio – abbiamo circa 40mila progetti. Mi dovete spiegare come si fa a fare una politica efficace in queste condizioni". In alcuni casi, addirittura, si stanno materializzando perdite pesanti. "Penso al Pon attrattori culturali, dove potremmo perdere quasi tutto il denaro".

Più in generale, il sottosegretario ha parlato della strada da seguire per favorire un recupero del Mezzogiorno. "Il primo elemento è quello strategico. E' necessario fissare le priorità e, tra queste, mi pare significativa l'idea di fare del Sud una grande piattaforma logistica". A valle di questo ci sono i progetti concreti. "Servono progetti veri, serve manovalanza che ci permetta di realizzare le strategie". Un richiamo diretto al piano Juncker, promosso dalla Commissione Ue: "Abbiamo bisogno di ricevere progetti veri e realizzabili, perché arriverà un momento nel quale dalla Bei e dalla Commissione mi chiederanno se siamo in grado di partire".

Lanzetta: programmazione coordinata per il Sud
Il ministro Lanzetta, invece, sposta l'attenzione sul prossimo periodo di programmazione dei fondi Ue. "Chiediamo una visione unitaria e coerente con la programmazione europea, per l'intera macro-regione del Sud, con l'intento di superare i tanti localismi auto-referenziali. La programmazione nazionale e quelle regionali sono troppo spesso liste di opere incoerenti fra loro, che non colgono le opportunità derivanti dalle sinergie di sistema e dalle economie di scala".
In questo contesto, una parte dei finanziamenti per nuovi investimenti dovrà essere destinata "ad interventi di manutenzione straordinaria ed ai sistemi di gestione del traffico di ferrovie, strade, porti ed aeroporti, con l'obiettivo di utilizzare nel miglior modo possibile le infrastrutture esistenti". Bisognerà "dare priorità agli interventi sulla mobilità urbana e metropolitana". E bisognerebbe tirare anche la leva fiscale: "Mi sto adoperando per promuovere Zone franche che ritengo strategiche in corrispondenza dei principali sistemi portuali del mezzogiorno a partire da Gioia Tauro, Napoli e Taranto".

Il ruolo di Svimez
Un lavoro di supporto importante per Palazzo Chigi arriverà da Svimez, l'associazione per lo sviluppo dell'industria nel mezzogiorno. Parla il presidente Adriano Giannola: "Abbiamo preparato un elenco di interventi che è possibile avviare nell'immediato, un piano di primo intervento". In testa ci sono i porti. "Gioia Tauro ha le potenzialità per diventare il più grande porto europeo, grazie al retroporto potrà diventare un gigantesco polo attrattivo". E il ragionamento vale anche per Taranto. "Senza contare altre questioni, come quella dell'energia. La Basilicata potrebbe aumentare la sua spinta sulle fonti fossili, mentre la Campania potrebbe sviluppare un gigantesco piano sulla geotermia".


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