Lavori Pubblici

Ance: profondo rosso per l'edilizia, nel 2014 investimenti in calo del 3,5%

Alessandro Arona

Settimo anno consecutivo di crisi (-32% da quando è cominciata) per il settore, con numeri peggiori di quanto previsto nell'ultimo osservatorio. E le prospettive sono ancora negative

E' ancora profondo rosso per il settore delle costruzioni. La conferma arriva dall'Osservatorio congiunturale Ance (clicca qui per il documento integrale ), presentato giovedì 18 dicembre a Roma. Nel 2014 (a fine anno) gli investimenti in costruzioni, in valori reali, saranno scesi del 3,5%, settimo anno consecutivo di crisi, con un tonfo complessivo del 32% dall'inizio della crisi. Il settore ha perso cioè un terzo del suo valore rispetto a sette anni fa.
I
l dato Ance è ancora peggiore di quanto previsto nell'ultimo Osservatorio, del giugno scorso, che calcolava un calo del 2,5% su base annua, a conferma del brusco peggioramento dei dati di settore nella seconda parte dell'anno, confermato anche dalla congiunturale Cresme .

Sono negativi, nel 2014, i dati di quasi tutti i comparti, con l'unica eccezione del "recupero residenziale", ma comunque tutti peggiorati rispetto alle previsioni di giugno: -2,4% le abitazioni (-10,2% le nuove e +1,5% la manutenzione), -4,6% il non residenziale (-4,3% nel privato e -5,1% il pesantissimo tonfo dei lavori pubblici).

Quel che è peggio è che l'Ufficio studi Ance non prevede alcun miglioramento per l'anno prossimo. Anzi, nel 2015 il settore calerà ancora, di un altro 2,4%, con un nuovo (inarrestabile) tonfo dell'8,8% nella nuova costruzione residenziale e del 3% nel non residenziale privato, con una prosecuzione del buon momento del recupero, ma su dati troppo modesti per essere in grado di fare da locomotiva (+2% nel 2015). Nessuna ripresa anche delle opere pubbliche, che anzi sono previste in ulteriore calo del 4,3 per cento.

Dal 2008 al 2014 il comparto della nuova costruzione residenziale ha perso il 62% del suo valore, le opere pubbliche il 48%. Il recupero residenziale, invece, è cresciuto in questi anni del 18,5%, ma come si diceva non abbastanza per compensare il crollo del resto.

Solo nel terzo trimestre 2014 le costruzioni hanno perso 60mila occupati.
L'Ance ha criticato in particolare l'incapacità dello Stato di comprimere la spesa corrente, per cui la politica di austerità degli ultimi vent'anni ha comportato un aumento del 34% delle risrorse stanziate per spese correnti, mentre quelle per spese in conto capitale si sono ridotte del 47%, e in particolare quella per nuove infrastrutture del 66%.
Questo è avvenuto, per gli effetti perversi del Patto di stabilità locale, anche per gli enti locali, che dal 2008 hanno aumentato del 17% la spesa corrente e ridotto del 47% quella per investimenti.

Piano Juncker
Buona la valutazione complessiva dell'Ance sul Piano Juncker, che invece l'Igi (Istituto di ricerca legato alle grandi imprese dell'Agi) aveva definito "libro dei sogni". Buono in particolare il giudizio sul mix tra grandi e piccole opere contenuto nelle proposte italiane al Piano juncker, e sull'effetto di "anticipo di spesa" che i finanziamenti Bei potranno avere sulla spesa.

Tuttavia l'Ance ritiene che l'effetto moltiplicatore di 1 a 15 previsto dal Piano Juncker sia troppo ambizioso, dunque irrealistico, e dunque i 21 miliardi del Fondo Ue, gli unici per ora certi, dovranno essere aumentati per arrivare davvero ai 315 miliardi complessivi previsti.
Inoltre l'Associazione costruttori ritiene che sia fondamentale tenere fuori dal Patto di stabilità gli investienti (tutta le spesa) previsti nel piano.
Alcuni segnali positivi, segnala l'Ance, arrivano dal numero di abitazioni compravendute, cresciute del 2,2% nel primi nove mesi dell'anno, ma il dato assoluto resta ancora circa la metà di quelo degli anni scorsi.

Il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti ha riferito di aver chiesto, insieme ai presidenti di Anaepa-Confartigianato, Cna Costruzioni e Ancpl (cooperative dell'edilizia), al presidente del Consiglio Matteo Renzi un incontro urgente per affrontare la crisi dell'edilizia. La legge in Stabilità 2015 in approvazione in questi giorni prevede secondo l'Ance un nuovo calo, dell'11%, degli stanziamenti per opere pubbliche, dopo il -12% del 2014. Le risorse saranno nel 2015 un modesto 11,7 miliardi, contro i 14 miliardi del 2012, e i 16-18 miliardi del 2008-2009.


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