Lavori Pubblici

Dissesto, intesa Ambiente-Sogesid per affidamenti in house più trasparenti

Giuseppe Latour

Ricetta del Governo per fugare i dubbi sulle deroghe concesse alla Spa: l'accordo fisserà i paletti del rapporto tra dicastero e società

Una convenzione quadro tra Sogesid e ministero dell'Ambiente. E' questa la ricetta elaborata dal Governo per fugare i dubbi sulle deroghe alle regole ordinarie concesse alla società controllata dal Mef dal decreto Sblocca Italia (Dl n. 133/2014): la spa potrà, infatti, essere destinataria di affidamenti in house in materia di dissesto idrogeologico. L'annuncio è arrivato durante una risposta a un'interrogazione dell'ottava commissione di Montecitorio. L'accordo definirà in dettaglio gli apporti tecnici e la cornice finanziaria dei rapporti tra i due soggetti.
Nella sua risposta il ministero spiega, anzitutto, che la Sogesid "espleta la funzione di amministrazione aggiudicatrice non partecipando a procedure ad evidenza pubblica". Tecnicamente, la spa si configura adesso come una "società in house providing al dicastero, così riconosciuta anche dalla Commissione europea con nota del 17 dicembre 2009". Di conseguenza, il ministero "esercita sulla Sogesid un controllo analogo a quello che esercita sui propri servizi".

Detto questo, però, sono necessarie garanzie ulteriori sulla trasparenza del suo operato. Così dal ministero annunciano "l'intenzione di procedere alla sottoscrizione di una convenzione quadro con la Sogesid". Nella convenzione sarà stabilito "un quadro di riferimento generale che declini le modalità di erogazione del supporto tecnico-specialistico e strumentale richiesto a Sogesid, con particolare riferimento alla governance procedurale, amministrativa e finanziaria tra le due parti, nonché all'ambito e alle caratteristiche del controllo tecnico, gestionale e finanziario da parte dell'amministrazione nei confronti della società, rinviando alla direttiva del ministro gli ambiti settoriali di intervento ritenuti prioritari per l'annualità di competenza". Nell'accordo andranno, cioè, declinati tutti i dettagli del rapporto, fissandone i paletti a monte.
Questa necessità di supporto – proseguono dal ministero – "trova ragione e fondamento da una oggettiva e conclamata carenza di risorse professionali che ha caratterizzato la storia del ministero dell'ambiente sin dalla sua istituzione". Nel quadro delle numerose riorganizzazioni "che hanno costretto a modifiche anche rilevanti nella strutturazione degli uffici, si è soprattutto assistito ad una costante crescita delle competenze istituzionali che man mano venivano attribuite al ministero, senza che questo processo venisse accompagnato da un contestuale ed effettivo rafforzamento delle professionalità necessarie al perseguimento dei sempre nuovi obiettivi".

In concreto, a fronte di una pianta organica determinata nel 2003 in complessive 928 unità lavorative, progressivamente ridotta a 945 unirà nel 2008, a 826 unità nel 2009, a 741 unità nel 2011, a 669 unità nel 2012, "l'attuale dotazione organica di 600 unità lavorative rideterminata nel 2013, allo stato non risulta neanche totalmente coperta dal personale di ruolo in servizio".
Per questo servono apporti esterni per fronteggiare l'emergenza del dissesto idrogeologico. Tra l'altro, va ricordato che già oggi Sogesid è il principale fornitore di attività tecnico specialistiche del ministero. In attesa di qualche assunzione, "si è ritenuto che l'unica strada percorribile sia quella di continuare a fare ricorso, per il tempo strettamente necessario, all'indispensabile – per adesso – supporto fornito dalla Sogesid, seppure in un contesto maggiormente regolamentato, trasparente ed efficiente quale, appunto, quello a cui si vuole pervenire con la convenzione quadro di cui si tratta".


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