Lavori Pubblici

Costruzioni, nei primi nove mesi 2014 crollati gli investimenti (-3,1%) e 2.480 imprese in fallimento

Massimo Frontera

Lo dice l'Ance, che rinnova l'allarme destrutturazione: in sei anni sono sparite 68mila imprese; e altre 16mila aziende sono entrate in procedura fallimentare

Si aggrava il bollettino di guerra per le costruzioni. A pochi giorni di distanza dal Cresme, che ha stimato per il 2014 un calo del 2,9% degli investimenti, il centro studi dell'Ance lancia l'ennesimo allarme rosso: nei primi nove mesi dell'anno il tasso tendenziale degli investimenti nelle costruzioni ha fatto segnare -3,1 per cento. A preoccupare è il trend dell'ultimo trimestre (luglio-settembre 2014), che ha visto un picco negativo di -4% sullo stesso periodo dell'anno prima. Calo che, a sua volta, peggiora un trend negativo con cali tendenziali di -3,1% nel primo trimestre e di -2,3% nel secondo. Insomma, una debacle che lascia poche speranze sul bilancio definitivo dell'anno che si sta per chiudere.

Se si guarda indietro, il terreno pullula di morti e feriti. Dal primo gennaio del 2009 al 30 settembre del 2014 si contano 15.840 imprese entrate in procedura fallimentare, di cui 2.480 nel solo 2014. Impressionante anche l'estinzione subita dal settore: tra il 2008 e il 2013 sono sparite dal mercato circa 68mila imprese. L'ecatombe di occupati ha numeri biblici: dai 2 milioni di addetti che risultavano nel 2008 si è via via scesi a un saldo di un milione e mezzo al 30 settembre 2014 (esattamente 1.523.000 unità).

Con queste premesse - anche considerando che non sembrano vedersi, in quest'ultima parte dell'anno, segnali che fanno pensare a un'inversione di tendenza - i numeri sul bilancio del 2014 che l'Ance sta elaborando, hanno una elevata possibilità di correggere al ribasso la già pesante previsione fatta dal Cresme.

A preoccupare sono anche gli indici sulla produzione, che mostrano picchi negativi inediti, come l'ultimo registrato a settembre scorso, con -10,6% (a confronto con lo stesso mese del 2013); indice che chiude i primi nove mesi con un tasso tendenziale di -6,9% rispetto allo scorso anno. A fronte del dato medio, il settore del cemento viene indicato come il segmento produttivo messo peggio: tra il 2008 e quest'anno, ricorda l'Ance, il consumo di cemento si è più che dimezzato (-53,2%).

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