Lavori Pubblici

Dissesto idrogeologico, le proposte delle Regioni per il piano da 7 miliardi

A.A.

Solo 1.042 opere, per 3,2 miliardi hanno però progetti cantierabili tra 2015 e 2017 - Fondi (sette miliardi) e accordi di programma da definire a gennaio

Le Regioni hanno presentato come annunciato il 4 dicembre al governo l'elenco degli interventi da inserire nel maxi-piano anti-dissesto idrogeologico da sette miliardi di euro da definire all'inizio del 2015 e realizzare nei prossimi sette anni.
Gli interventi proposti sono 4.512, per un costo di 14,7 miliardi di euro, oltre il doppio delle risorse previste, «purtroppo però - spiega Erasmo D'Angelis, capo della Struttura tecnica di missione di Palazzo Chigi #italiasicura contro il dissesto idrogeologico - la gran parte delle opere è ancora da progettare o ferma ancora alla fase di studio di fattibilità o di preliminare». «I progetti cantierabili tra il 2015 e il 2017 - prosegue D'Angelis - sono solo 1.042 per un investimento di 3.2 miliardi di euro, una cifra garantita dai fondi Bei, Fsc (fondo sviluppo e coesione, l'ex Fas, ndr) e cofinanziamenti statali ed europei». Il ruolo della Bei, all'interno del Piano Juncker o con procedure ordinarie, sarà quello di anticipare le risorse di cassa con prestiti a tasso pari (circa) a quello dei bund tedeschi, rispetto invece al Fsc che ha competenza subito ma cassa molto spostata alla fine del settennio 2014-2020.
In sostanza, dunque, 3.709 progetti per 11,5 miliardi di euro sono poco più di un "titolo", «ma anche questi - spiega D'Angelis - riceveranno finanziamenti per iniziare o completare la fase di progettazione e poter così essere pronti per la seconda fase di cantiere dal 2018 in poi».

«E adesso si fa sul serio - prosegue D'Angelis - parte l'impresa della prevenzione, la più importante opera pubblica di cui il Paese ha urgente bisogno da sempre. Per la prima volta, dopo immani tragedie con migliaia di morti, milioni di sfollati danni per centinaia di miliardi, lo Stato ha una fotografia molto chiara di cosa e quanto serve per metterci in sicurezza e ridurre fortemente il rischio di vittime e devastazioni per frane e alluvioni. Abbiamo messo ai blocchi di partenza il primo piano nazionale di prevenzione della storia della Repubblica e abbiamo e davanti a noi 6 anni di cantieri nella più totale trasparenza, e con controlli affidati finalmente anche ai cittadini».

«Noi ci siano messi gli stivali di gomma - prosegue il capo di #Italiasicura - e li abbiamo fatti mettere a tutta la pubblica amministrazione. Siamo un Paese perfettamente in grado di reggere questa sfida, abbiamo tecnici, tecnologie, professionalità, e una filiera di governance responsabile che passa dai presidenti di regione nominati commissari di governo contro il dissesto. Siamo felici anche per le oltre 300 opere già partite in pochi mesi come sull'Arno, e per i cantieri sbloccati a Genova. Possiamo farcela perché funziona il lavoro di squadra con il Ministero dell'Ambiente, le Regioni e le città metropolitane, la Protezione Civile, Ispra e le Autorità di bacino e l'Ordine nazionale dei geologi che ci permette di superare la fallimentare stagione notarile e dell'inseguimento delle emergenze».

Le proposte delle Regioni (sintesi)


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