Lavori Pubblici

Ospedale in legno lamellare a Dakar, così si rilancia la Belvedere di Padova

Alessandro Arona

Storica impresa di costruzione familiare, nei mesi scorsi sull'orlo del concordato, fonda il rilancio sull'accordo con la Ghost di Flavio Paltrinieri - Accordo in Senegal per un Ppp da 130 milioni

Una storica impresa di costruzione della provincia di Padova, la Belvedere Costruzioni Spa di Loreggio della famiglia Gallo, fatturato 2013 poco sotto i 30 milioni di euro, attiva soprattutto nell'immobiliare in conto proprio, sommersa dai debiti per operazioni sfortunate negli anni della crisi (soprattutto il progetto Pp1 a Padova), si salva in extremis dal concordato preventivo grazie all'accordo con la società americana Ghost Technology per una collaborazione basata soprattutto sull'estero, a partire dalla costruzione di tre ospedali in Senegal, Gambia, Guinea Conakry per un investimento complessivo di circa 390 milioni di dollari, di cui circa 135 milioni in appalto alla Belvedere, con progetti architettonici a cura di studi padovani e veneziani e tecnologia di prefabbricazione in legno lamellare con brevetto italiano, acquisito dalla Wood System di Moncalieri. Amministratori di fiducia della Ghost sono già stati nominati dalla famiglia Gallo ai vertici della Belvedere, in vista di un probabile ingresso forte nell'azionariato.

La storia non è quella di un "salvatore" americano che acquista e rimette in sesto un'impresa di costruzione italiana malandata per la crisi. E' molto più complessa. Ed è una storia ricca di interessanti prospettive di rilancio, ma in gran parte ancora da scrivere, e che dunque andrà seguita nei prossimi (almeno) 6-12 mesi per valutarne i risultati effettivi, il successo o il fallimento.

È comunque arrivato nei giorni scorsi l'accordo con il governo senegalese per la costruzione del nuovo ospedale di Dakar, il primo dei tre previsti, e le basi per il rilancio della Belvedere sembrano dunque gettate.

Partiamo intanto dalla Ghost Technology. Il nome della società Usa, quotata al Nasdaq, si è incrociato negli anni scorsi a quello del redivivo Giorgio Mendella, imprenditore televisivo negli anno ottanta, poi indagato e fuggito all'estero, infine condannato nel 1999 a cinque anni e sei mesi per bancarotta fraudolenta (di cui un anno scontato in carcere). Nel 2002 ex soci di Mendella fondano la Ghost Technology con sede in Florida ma anche sede legale in Italia per la controllata Ghost Spa, a Piacenza, e comprano un brevetto di Mendella (Defender) per lanciare un sistema (nelle intenzioni) innovativo di pubblicità in tv, personalizzata e interattiva. L'operazione non decollerà mai e la Ghost rimane una scatola vuota, seppur quotata al Nasdaq "over the counter" (OTC, il mercato delle società che non hanno i requisiti per il listino principale, e che comprende di solito scatole vuote o società in fase di avvio).

Il promotore del rilancio della Ghost è ora Robert Flavio Paltrinieri, italo-americano sposato in Italia, oggi residente a Bologna. «Sono figlio di imprenditori bolognesi, la Ferriani Spa, - si racconta Paltrinieri - specializzata nella commercializzazione di arredamento di interni. Sono laureato in architettura a Chicago, e mi sono sempre dedicato a imprese personali, soprattutto nel commerciale: per me prosciutti e grattacieli sono la stessa cosa». «Ho fondato ad esempio - prosegue - una società di diritto olandese che si occupava di broadcasting, una società con sede a Londra (la Blue Line) che forniva personale sanitario specializzato. Mi sono occupato di costruzioni, di crocieristica, trasporti».
«Per tre anni mi sono fermato - racconta - per studiare tramite esperti il funzionamento delle aziende quotate».
Personaggio eclettico, indefinibile. Ci manda un suo curriculum vitae? chiediamo. «Non ce l'ho - riaponde - non ne ho mai avuto bisogno».

«Nel 2010 - prosegue - abbiamo tentato di rilevare l'aeroporto di Reggio Emilia, il sindaco era Delrio ma non mi faccia fare commenti, l'esperienza non è stata positiva».
Allo stesso modo la raccontano i protagonisti di allora al Comune di Reggio Emilia (che non vogliono però essere citati): «Si tratta di un piccolo aeroporto, un'aviosuperficie. La società pubblica, che era in forte deficit, tentò la strada dell'affidamento della gestione ai privati. La Re.Ali di Paltrinieri aveva vinto, ma non versò la fideiussione e fu esclusa. Poi tentò (senza successo) l'accordo diretto con la Avio Gestioni, che vinse la gara, e lanciò un mega-progetto di sviluppo che nessuno gli aveva chiesto. La stessa Avio gestioni non fu una buona esperienza, e ora la gestione è ritornata pubblica, ed è stata risanata».

A questo punto Paltrineri arriva alla Ghost Technology. «Fino a sei mesi fa - racconta - la società era ferma, non operativa, anche se aveva mantenuto la quotazione al Nasdaq Otc. Abbiamo convinto parte dei vecchi soci e altri nuovi della bontà dei nostri progetti, che non hanno nulla a che fare con quelli di Mendella, e l'abbiamo rilanciata». Alcuni dei soci rimasti sono però ex compagni di strada di Mendella, tra cui Gianfranco Gracchi, che è ancora amministratore unico della Ghost («Lo sarà fino a gennaio, poi vedremo» dice Paltrinieri) ed Esterino Castellazzi: «È lui il personaggio chiave - dice Paltrinieri - che ha garantito la transizione dalla vecchia alla nuova Ghost». La societ√† , con sede trasferita a New York il 24 novembre scorso (profilo facebook ), ha un capitale sociale formato da 178 milioni di azioni, con valore di 0,30 $ l'una (53,4 milioni di dollari). «Molti dei vecchi soci - sostiene Paltrinieri - sono investitori finanziari, che non avevano nulla a che fare con le tv e la pubblicità, e dunque sono pronti a ripartire con il nostro progetto. Io ho acquisito 18 milioni di azioni» (poco più del 10%, per un valore di circa 5,4 milioni di euro).
«Per ora ha ricavi zero - ammette Paltrinieri - ma comincerà a fatturare dal 2015».

Ma qual è il business plan della nuova Ghost? Uomo dalle mille risorse, Paltrineri è in ottimi rapporti con l'imprenditore bolognese Antonio De Stefani, che dal 2003 fonda a Dakar, in Senegal, la Icp (Institute Clinique de Perfectionnement Sarl ), società che oggi gestisce una clinica a Dakar e altri centri diagnostici, con 40 dipendenti.
«C'è una grande domanda di sanità di qualità in Senegal e in altri paesi dell'area - sostiene Paltrinieri - la gente è povera ma un 20% è ricchissimo, e la sanità pubblica non esiste. In più l'Fmi ha concordato con i governi un flusso di finanziamenti per 64 miliardi di dollari, avere finanziamenti è molto facile. Abbiamo concordato con De Stefani un progetto per la costruzione di tre ospedali a Dakar, Bajul (Gambia) e in Guinea Conakrì, da circa 130 milioni di dollari di investimento l'uno, e abbiamo già concordato con le banche locali (che beneficiano dei fondi Fmi a tasso zero) un finanziamento all'8,5%».

Paltrinieri elabora nell'ottobre 2014 insieme a progettisti veneziani e padovani, e dopo aver rilevato dalla Wood System di Moncalieri un brevetto per la prefabbricazione in legno lamellare, il
progetto preliminare del nuovo ospedale di Dakar , e nel frattempo la Icp di De Stefano chiude l'accordo con il governo del Senegal per l'ospedale di Dakar.
Il 15 ottobre Paltrinieri (divenuto procuratore generale della Ghost Technology, di cui detiene il 10% circa delle azioni) vola a Dakar e firma con la Icp il preliminare per far acquisire alla Ghost il 30% delle azioni della Icp. Nessun esborso di dollari, in realtà, ma uno scambio azionario con tre milioni di azioni della Ghost (valore nominale 900mila dollari). Il contratto definitivo è stato firmato l'11 dicembre.

«Il sito prescelto per il Dakar Medical City - ci scrive Paltrinieri da Dakar appena dopo la firma - è la località di Diamnadio a pochi km dalla capitale. Il compendio sarà composto dal Dakar City Hospital, 3 stabilimenti, uno per emosacche, uno per soluzioni fisiologiche ed uno per medicinali generici, inoltre troveranno posto una logistica integrata, un eliporto ed un centro di ricerca coordinato dall'Universita' in Partenariato pubblico privato. La road map, prevede la firma nei prossimi 10 giorni di un protocollo con la parte pubblica e la definizione dell'inizio dei lavori di urbanizzazione del sito entro 60 giorni. Il governo ha infine allargato il sito dagli iniziali 20 ettari ai finali 30 ettari».

«Nel progetto - continua Paltrinieri - metteremo un equity del 24%, rispetto all'investimento totale di 130 milioni». Ma le novità sono soprattutto tecnico-progettuale. «Tutti gli edifici - spiega Paltrinieri - saranno realizzati con strutture prefabbricate in legno lamellare, grazie al nostro brevetto che ci consente di realizzare edifici fino a dieci piani. Il costo calcolato degli ospedali in Senegal è di 900 euro a metro quadrato. I pannelli saranno realizzati da una segheria della Valtellina, trasportati per nave in Senegal e montati dal personale della Belvedere Spa. In questo modo quasi tutte le lavorazioni saranno realizzate in Italia, per circa il 75% del costo di costruzione, e l'appalto alla Belvedere, che avrà direzione lavori e costruzione edile, sarà di circa 45 milioni di euro».

Ma facciamo un passo indietro. Detto del progetto di rilancio della Ghost di Paltrinieri, fondato sui 150 soci della vecchia Ghost in cerca di nuovi business, sul rapporto di fiducia di Paltrinieri con De Stefani e la sua Icp senegalese, e infine sul brevetto della Wood System, come tutto questo si incrocia con le sorti della Belvedere Spa?
Il rapporto nasce per caso, ma si consolida in poco tempo. La racconta lo stesso Paltrinieri: La Ghost ha «incaricato l'architetto Alessandro Tessaro di progettare l'Ospedale di Dakar, insieme all'architetto Stefano Alonzi. Durante gli incontri ho proposto a Tessaro, specialista di fabbricati attivi in bio architettura, di entrare nel board del general contractor collegato a Ghost Technology inc, la società Contractor spa, ex Ghost technology spa (ereditata nel pacchetto)».
«Ho confidato quindi a Tessaro - prosegue Paltrinieri - la necessità e la voglia di fare acquisizioni di quote di società del ramo costruzioni con vocazione internazionale e con una spiccata attitudine all'innovazione. Mi ha presentato i suoi cugini, la famiglia Gallo, fondatori e azionisti di maggioranza di Belvedere spa, e così è nata la collaborazione che ha portato a mettere miei uomini nel board per arrivare a un risanamento completo della società, creando i presupposti per la partecipazione».

Nel Cda della Belvedere sono infatti entrati, nominati dalla famiglia Gallo, tre uomini di Paltrineiri: Alessandro Tessaro, il fratello Alberto, ex revisore di Kpmg, e Massimiliano Osnato». Per ora la Ghost non ha acquistito quote della società, «per ora c'è un gentleman agreement - spiega Paltrinieri - ma stiamo lavorando all'integrazione azionaria».

«La Ghost Technology - spiega il nuovo amministratore delegato della Belvedere Spa, il padovano Alberto Tessaro, ex revisore di Kpmg - ha avuto occasione di conoscere l'impresa di costruzione di Loreggio e ne ha apprezzato la capacità costruttiva e la qualità realizzativa. La società è in difficoltà finanziaria a causa di investimenti immobiliari sfortunati, in particolare il progetto Pp1 di Padova: i vecchi soci sono andati in crisi e la Belvedere ha dovuto sostenere investimenti per l'acquisto delle aree molto superiori al previsto. Tuttavia l'impresa è solida, e la Ghost ha deciso di investire sul suo rilancio».
Qualificate fonti nel tessuto imprenditoriale delle costruzioni di Padova confermano questo quadro sulla Belvedere e sul progetto Pp1, che è al momento bloccato e sarà ridimensionato.

La Belvedere ha fatturato nel 2012 30,9 milioni di euro, sostanzialmente stabile nel 2013 con 29,8 milioni, ma quest'anno il dato semestrale si è fermato a 11,43 milioni, il che significa una possibile chiusura del 2014 a 22-23 milioni. I dati di redditività (sempre nella semestrale) restano comunque buoni, con un Ebitda al 15% del fatturato, un Ebit al 15% e un risultato netto positivo di 648mila euro, ma i debiti al 30 giugno scorso ammontavano a 31,3 milioni di euro (8,6 verso fornitori e 22,7 verso le banche).

Non è che acquisite la società solo per venderne gli asset? chiediamo a Paltrinieri. «Belvedere - risponde - continuerà la sua attività con una forte propensione all'estero, ma la continuerà anche in Italia. Verranno dismessi gli asset immobiliari (terreni, soprattutto, ndr) non strategici per attività a breve, ma tutto quello che venderemo sarà utilizzato per alleggerire il debito e rilanciare la società. L'impresa è sana, ha un motore importante, e anche il personale sarà riassorbito dalla Cigs e confermato. L'obiettivo è aumentare il fatturato».

«Il progetto di Dakar in legno prefabbricato - continua Paltrinieri - sarà rilanciato in Italia, a inizio 2015, per l'edilizia residenziale. Vogliamo presentare agli acquisrenti finale progetti "chiavi in mano", con costo di acquisto di edifici in classe energetica A+ di 1.750 euro al metro quadrato, completi di arredo. Inoltre daremo la possibilità di avere da noi anche il finanziamento, pagando una rata di affitto "rento to buy", con piano di rientro a 25 anni».

Innovazione tecnologica, internazionalizzazione, finanza. Il progetto di Paltrinieri sembra raccontare non solo del rilancio di una impresa di costruzione indebitata ma sana, e anche di un modello di "estero" molto interessante perché con quaota prevelante di lavorazioni in Italia, e infine di un'edilizia residenziale che lancia con convinzione il rent to buy.

Se tutto questo questo si trasformerà in realtà, come si diceva all'inizio, lo scopriremo già nei prossimi mesi.


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