Lavori Pubblici

Costruzioni: 60mila addetti in meno, i lavoratori dipendenti sono i più colpiti

Massimo Frontera

Nel terzo trimestre del 2014 l'occupazione ha fatto segnare una ripresa tendenziale in tutti i settori economici (industria, servizi e agricoltura), tranne che nell'edilizia

Il comparto delle costruzioni resta la "pecora nera" dell'economia italiana, quanto a occupati. Il monitoraggio dell'Istat condotto sul terzo trimestre del 2014 fotografa la situazione in modo chiarissimo. Rispetto allo stesso periodo dell'anno prima, tutti i settori economici mettono a segno una ripresa dell'occupazione, a cominciare dall'industria ("in senso stretto"), che cresce del 2,3%. L'industria complessivamente cresce dello 0,7% e l'agricoltura fa segnare un incremento dell'1,5%. E cresce anche l'occupazione nei settori dei servizi - facendo segnare un +0,4% - il più ampio dal punto di vista occupazionale (con circa 15,5 milioni di addetti).

L'unico settore economico in cui l'occupazione non cresce - ma anzi cala in modo significativo - è appunto quello delle costruzioni, che fa segnare un calo del 3,7% su base annua, pari a circa 60mila addetti in meno rispetto al saldo al 31 ottobre 2013. Un calo nettissimo e pesante, che trascina in basso l'intera media tendenziale degli occupati in Italia nel trimestre, ma che soprattutto indica una dinamica gravissima in alcune aree del paese.
Nel centro Italia - in particolare - il calo di addetti appare impressionante, con una perdita di oltre il 10% di addetti nell'arco di un anno (esattamente -10,3%). Di minori dimensioni il calo delle aree del Mezzogiorno, con solo -1% di decremento di occupati, mentre il calo appare comunque significativo nelle regioni del Nord, con -2,3 per cento.

A pagare il prezzo più alto sono i lavoratori dipendenti, che hanno subìto una caduta complessiva nazionale pari al 6,5%. Più attenuato il calo degli indipendenti, con -0,4 per cento. Il saldo degli occupati al 31 ottobre 2014 risulta di 1.544.000 addetti, di cui 898mila dipendenti e 645mila indipendenti. Se si guarda all'andamento per aree l'emorragia di lavori dipendenti ne esce moltiplicata soprattutto al Centro Italia, con -12,1% di diminuzione tendenziale, mentre gli indipendenti calano del 7,8%: il saldo in valori assoluti scende a 184mila lavoratori dipendenti e a 135mila indipendenti a tutto il 31 ottobre 2014 (complessivamente 319mila addetti).
Il Nord Italia resta in valori assoluti il principale bacino di occupati, con un saldo di 783mila lavoratori edili, di cui 438mila dipendenti e 345mila indipendenti, dopo una diminuzione, rispettivamente, del 6,5% (dipendenti) e del 3,6% (indipendenti).
Il Sud, infine, si stabilizza su una forza lavoro di 441mila addetti, di cui 276mila dipendenti e 165mila indipendenti, con un calo del 2,4% per i primi. L'unica nota positiva riguarda i lavoratori indipendenti, che risulta in crescita dell'1,3%.

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