Lavori Pubblici

Costruzioni, sindacati edili: contro la crisi un modello di sviluppo sostenibile

M.Fr.

La crisi, propongono i lavoratori dell'edilizia, sia una occasione per adottare un nuovo modello di sviluppo sostenibile, contrastare illegalità e irregolarità - Realacci: giusto puntare sulla sostenibilità

È dal 2008 che chiediamo ai governi, sia come sindacati che come intera filiera delle costruzioni, di usare la crisi per ridisegnare il settore su un nuovo modello di sviluppo sostenibile, di intervenire per contrastare illegalità e irregolarità, per estendere tutele e protezioni sociali, per avviare le opere infrastrutturali utili al paese e realizzare un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio. Se ci avessero dato ascolto, anziché girare la testa dall'altra parte, oggi il Paese non sarebbe in queste condizioni». Ci va giù duro Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil, nella giornata di mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati degli edili, Fillea, Filca e Feneal, che ha portato in piazza lavoratori provenienti da tutta Italia uniti nell'hastag "#inlottaxilfuturo".

Una rappresentanza di un comparto pesantemente afflitto dalla crisi e che ha espresso il disagio di lavoratori, disoccupati e cassaintegrati. «Dietro agli annunci di un cambiamento di verso solo a parole - ha aggiunto Schiavella - il governo Renzi agisce in assoluta continuità con il passato, ostinandosi a curare la broncopolmonite con le aspirine». E ha citato alcuni numeri della crisi: «dal 2008 al 2013 e il settore ha ridotto del 40% occupazione e volumi produttivi, e i dati dei primi 9 mesi del 2014 segnano un ulteriore calo del 10%, a conferma che si continuano a usare ricette sbagliate, come quelle contenute nel primo decreto Poletti, nello 'sblocca Italia', nella delega lavoro e nella legge di stabilità, che seguono lo stesso filo conduttore: rigore, pochi soldi per investimenti e politiche industriali, spesso neanche disponibili subito, semplificazioni che di fatto deregolamentano, deroghe emergenziali di vario tipo, riduzione di diritti e tagli ai sistemi pubblici di protezione sociale».

Per il leader della Fillea, «non ci sono vere risorse aggiuntive e dietro quei 9 miliardi annunciati per il piano nazionale sul dissesto idrogeologico il rischio è che si nasconda l'ennesimo bluff: il primo stralcio di quel piano, presentato alcuni giorni fa, per oltre 1 miliardo e 69 opere, vede due cantieri conclusi, 3 in corso per soli 107 mln di lavori, 5 opere in aggiudicazione per cifre analoghe e le restanti 50 opere sono alle diverse fasi di progettazione e difficilmente si apriranno cantieri nel 2015».

Insufficiente la sola riconferma dell'ecobonus, dice sempre Schiavella: «per avviare una vera politica industriale, occorre dare strutturalità agli incentivi, usarli anche per orientare la domanda aggregata e la qualificazione dell'offerta e vincolarli a strumenti di verifica della regolarità e qualità del lavoro».

D'accordo con sindacati edili, Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera e sostenitore convinto degli incentivi sulle riqualificazioni edilizie per l'efficientamento energetico. «È molto importante - dice - che la piattaforma lanciata oggi dai sindacati edili contro la crisi in occasione della giornata di mobilitazione nazionale "in lotta x il futuro" metta al centro del rilancio del settore politiche di sviluppo legate alla sostenibilità, alla qualità e alla sicurezza.

Il risparmio energetico, il consolidamento antisismico, la riqualificazione e la messa in sicurezza del territorio rappresentano, infatti, la strada maestra per rilanciare l'edilizia nel segno della qualità, riducendo al contempo le bollette e le emissioni, migliorando la sicurezza e la bellezza delle nostre città». «Una delle esperienze più importanti su questo fronte è il credito di imposta per le ristrutturazioni e l'ecobonus in edilizia. Secondo i dati di Cresme e servizio studi della Camera, infatti - ricorda Realacci - nel 2013 ha prodotto 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l'inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo 340mila posti di lavoro. Una misura dallo straordinario effetto anticiclico che proprio per questo va estesa, a partire dal consolidamento antisismico, e stabilizzata».


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