Lavori Pubblici

Juncker: piano operativo entro giugno, mobiliterà 315 miliardi

Alessandro Lerbini e Giorgio Santilli

Scuola, trasporti, sanità ed efficienza energetica sono alcuni dei campi su cui interverrà il programma illustrato a Strasburgo

«L'Europa sta girando pagina dopo anni di sforzi per promuovere la credibilità fiscale e le riforme». Così il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha aperto il discorso alla plenaria del Parlamento europeo con cui ha presentato il piano per "stimolare" gli investimenti che, dice, in Europa sono «370 miliardi sotto il livello pre-crisi».

Scuola, trasporti, sanità e efficienza energetica. Sono alcuni dei campi su cui interverrà il piano illustrato a Strasburgo: «Penso a un bambino di Salonicco che deve entrare in una scuola moderna, con i computer, penso - ha detto Juncker - ai servizi ospedalieri, penso al pendolare francese che potrà andare al lavoro in tram, risparmiando la benzina, migliorando la qualità dell'ambiente».

Per il presidente della Commissione europea il piano di investimenti europeo basato sulla Bei mobiliterà 315 miliardi perchè «ogni euro investito ne genererà 15». Il piano dovrà essere operativo entro giugno 2015 e la scelta dei progetti sarà affidata a esperti con lo scopo finale,
afferma Juncker, di «drenare denaro verso i paesi che più hanno sofferto per la crisi».

Il piano si articola in tre filoni principali
- la creazione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), garantito con fondi pubblici, per mobilitare non meno di 315 miliardi di investimenti aggiuntivi nel corso dei prossimi tre anni (2015-2017);
- la creazione di una riserva di progetti credibile accompagnata da un programma di assistenza per incanalare gli investimenti dove sono maggiormente necessari;
- un'ambiziosa tabella di marcia per rendere l'Europa più attraente per gli investimenti ed eliminare le strettoie regolamentari.

In base alle stime della Commissione europea, considerate nel loro insieme, le misure proposte potrebbero aggiungere tra 330 e 410 miliardi di euro al PIL dell'UE nell'arco dei prossimi tre anni e creare fino a 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro.

La novità è che gli Stati potranno finanziare direttamente il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici e tale spesa sarà considerata «in modo favorevole» quando si valutano i deficit di bilancio. «'Non tradiremo le regole del Patto di Stabilità - ha spiegato Juncker - perché è
una questione di credibilità, ma non terremo conto dei versamenti che saranno fatti dagli Stati nel Fondo nei calcoli del Patto»' per valutare deficit e debito.

FONDO STRATEGICO
Sarà istituito un Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis) gestito dalla Bei e co-finanziato da Bei e Commissione europea. Obiettivo: finanziare progetti strategici europei in infrastrutture (banda larga, energia, trasporti), educazione, ricerca, innovazione, energie rinnovabili, efficienza energetica.
Parte del nuovo finanziamento sarà dedicata a sostenere le pmi e le società a media capitalizzazione (tra 250 e 3mila addetti) attraverso il Fondo europeo degli investimenti (che fa parte del gruppo Bei). Si tratta di finanziare i progetti più rischiosi e attrarre capitale privato. Il Fondo fornirà una parziale protezione del rischio (prima perdita) alla Bei e ciò permetterà alla Banca europea degli investimenti di offrire prodotti che assorbano più rischio delle offerte tradizionali. Lo scopo è non mettere in discussione la tripla A della Bei e attrarre la liquidità esistente che viene ritenuta in Europa enorme. La Commissione, hanno spiegato fonti europee, ritiene che la garanzia del bilancio Ue assicurerà che l'investimento genererà ritorni interessanti.

CHI PAGA
Il bilancio europeo fornirà 16 miliardi mentre la Bei si limiterà ad aumentare la capacità di assorbimento del rischio di 5 miliardi. Le garanzie Ue si basano sugli attuali fondi previsti dal bilancio europeo con un cuscinetto di base di 8 miliardi: si conteggiano 2 miliardi dal bilancio Ue, 3,3 miliardi dalla connecting facility, 2,7 miliardi dal programma Horizon. Hanno spiegato le stesse fonti europee che nel caso in cui le garanzie dovessero essere "chiamate" tali fondi devono essere utilizzati a questo scopo. Non potranno dunque essere usati per altri scopi. Ciò dimostra che per il nuovo piano Juncker vengono usati fondi già previsti nel bilancio europeo.

MOLTIPLICATORE
Per gli investimenti di lungo termine i 16 miliardi del bilancio Ue, con un moltiplicatore di 15, possono produrre investimenti nell'economia reale per 240 miliardi; i 5 miliardi Bei possono produrre investimenti reali per 75 miliardi. Il moltiplicatore è il rapporto tra il volume totale del finanziamento come risulta dall'intervento del nuovo Fondo e il capitale pubblico impiegato. Normalmente le perdite vengono distribuite in un certo ordine: prima sono assorbite dagli azionisti, poi dai possessori di debito subordinato, infine dai detentori di debito senior. Ciò implica che più è ampia la protezione prima che i detentori di debito senior siano colpiti, più aumenta la probabilità che siano tanti gli investitori pronti a investire. Le garanzie Ue permetterà al Fondo di investire nelle tranche meno sicure dei progetti (equity e debito subordinato). Al moltiplicatore di 1 a 15 si arriva così: l'intervento del Fondo serve come protezione di credito per nuove attività Bei e questo moltiplica per 3 la possibilità di attrarre capitale privato. Con i prodotti finanziari offerti (debito senior a lungo termine per progetti a rischio più alto, prestiti subordinati, equity e quasi equity) si raggiungono altri investitori con un moltiplicatore 1 a 5.
Un moltiplicatore 1 a 15, hanno indicato le fonti europee, viene ritenuto una stima «prudente» sulla base dell'esperienza della Bei. L'aumento di capitale della Bei nel 2013 si fonda su un moltiplicatore 1 a 18, il programma per le pmi prevede un moltiplicatore 1 a 20.

LE TAPPE
Il Parlamento europeo e il Consiglio europeo di dicembre sono invitati ad approvare il piano di investimenti per l'Europa che comprende un impegno alla rapida adozione delle pertinenti misure legislative.
Gli Stati membri concluderanno a breve laprogrammazione dei fondi strutturali e di investimento europei al fine di massimizzarne la leva finanziaria, mentre il Fondo europeo per gli investimenti verrà potenziatograzie a un primo contributo aggiuntivo da parte della BEI. In parallelo, la Commissione e la BEI avvieranno gli accordi formali per il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici.
La task force congiunta Commissione-BEI dovrebbe fornire un primo elenco di possibili progetti di investimento nel corso del mese di dicembre, onde avviare la creazione di una riserva europea trasparente di progetti. L'assistenza tecnica sarà rafforzata, di concerto con la BEI e i principali attori nazionali e regionali al fine di realizzare un "polo di consulenza sugli investimenti" che funga da sportello unico per i promotori di progetti, gli investitori e le autorità pubbliche di gestione.
Tutte le misure pertinenti devono essere adottate in modo tale che il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici possa essere istituito entro la metà del 2015. Entro la metà del 2016 la Commissione europea e i capi di Stato e di governo faranno il punto sui progressi compiuti e, se necessario, valuteranno ulteriori opzioni.
Se il piano di investimenti da 315 miliardi euro «funzionerà, come io credo - ha detto Juncker - lo prolungheremo al 2020»'.


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