Lavori Pubblici

Fondi europei, cabina di regia di Palazzo Chigi per coordinare le spese

Giuseppe Latour

Entro aprile 2015 il Cipe dovrà approvare una delibera con la ripartizione della dotazione del Psc

Palazzo Chigi continua ad accentrare i poteri in materia di fondi europei. Un emendamento alla legge di stabilità 2015, presentato dal Governo in commissione Bilancio alla Camera, fa un passo ulteriore sulla strada della concentrazione sulle competenze relative al denaro che arriva da Bruxelles. Entro aprile 2015 il Cipe dovrà approvare una delibera con la ripartizione della dotazione del Psc. Contemporaneamente sarà istituita - ed è questa la novità più importante - una Cabina di regia, con il compito di coordinare la spesa dei fondi. L'obiettivo è evitare di ripetere l'esperienza tragica della programmazione 2007-2013.

L'emendamento ricorda, anzitutto, che la dotazione finanziaria del Fsc "è impiegata per obiettivi strategici relativi ad aree tematiche nazionali". Subito dopo fissa una serie di scadenze. Entro il 31 marzo 2015 Palazzo Chigi dovrà, "in collaborazione con le amministrazioni interessate e sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome", individuare le aree tematiche nazionali e gli obiettivi strategici per ciascuna area.

A ruota, interverrà il Cipe: entro aprile 2015 approverà una delibera nella quale sarà fissata la ripartizione della dotazione finanziaria del Fsc iscritta in bilancio tra le diverse aree tematiche nazionali. Entro la stessa data un decreto del presidente del Consiglio dei ministri istituirà una Cabina di regia. Ed è questa la novità più importante, che riproduce la linea già utilizzata dall'esecutivo in altri casi simili. Al tavolo siederanno rappresentanti delle amministrazioni interessate e delle Regioni, incaricati "di definire specifici piani operativi per ciascuna area tematica nazionale, con l'indicazione dei risultati attesi e delle azioni e dei singoli interventi necessari al loro conseguimento, con relativa stima finanziaria, dei soggetti attuatori a livello nazionale e regionale, dei tempi di attuazione e delle modalità di monitoraggio". I piani operativi saranno redatti tenendo conto che la dotazione complessiva deve essere impiegata per un importo non inferiore all'80 per cento per interventi da realizzare nei territori delle regioni del Mezzogiorno.

Non tutto, però, dovrà essere deciso subito. In attesa dell'adozione dei piani operativi, Palazzo Chigi potrà sottoporre all'approvazione del Cipe "un piano stralcio per la realizzazione di interventi di immediato avvio dei lavori, con l'assegnazione delle risorse necessarie nel limite degli stanziamenti iscritti in bilancio". Questi interventi, in una fase successiva, confluiranno nel relativo piano operativo.

Altro punto interessante è che la Cabina di regia dovrà monitorare lo stato di attuazione degli interventi negli anni. Se sarà necessario, allora, Palazzo Chigi potrà proporre al Cipe "una diversa ripartizione della dotazione tra le aree tematiche nazionali, la rimodulazione delle quote annuali di spesa per ciascuna area e la revoca di assegnazioni a causa di impossibilità sopravvenute, di mancato rispetto dei tempi o di inadempienze". In sostanza, se qualcuno non riuscirà a spendere i soldi potrà essere prontamente sanzionato. Entro il 10 settembre di ogni anno, comunque, sul tavolo del Cipe arriverà una relazione sullo stato di avanzamento degli interventi della programmazione 2014-2020.


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